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Della superficialità micidiale dei forum BDSM

Ripeto spesso che studiare le sessualità insolite sia un percorso infinito, e benché lo pratichi e studi ormai da più di trent’anni io continui a imparare nuove cose tutti i giorni – suscitando spesso in risposta sorrisetti di cortesia. «Tutto quel che c’è da sapere si trova su Facebook e sui vari tubi», si trattengono a fatica dal rispondere, «e se proprio sei un grande nerd delle perversioni puoi sempre andare ai munch e alle feste, dove altri tizi fanatici come te esibiscono i loro trucchetti da copiare più tardi in camera da letto. Sostenere il contrario è solo tirarsela». In effetti, c’è pure chi questa tesi la sbraita a gran voce – specie online.

Diciamolo: a me i ciber-kinkster stanno notoriamente sulle scatole, ma quel genere di chiusura mentale non è del tutto colpa loro. Dopotutto, se il tuo unico contatto con la cultura BDSM è avvenuto tramite la devastante superficialità dei social network – compresi quelli specializzati tipo Fetlife – si può perdonarti il pensare che discutere di eros estremo sia una palla micidiale riservata a tipi ossessivo-compulsivi, e pure piuttosto maleducati.

Per fare un esempio concreto: passate un po’ di tempo nella “comunità” online e dei munch, e sicuramente vi imbatterete in qualche discussione sul consenso. Che, di questi tumultuosi tempi di #MeToo, naturalmente è un argomento estremamente importante in generale, e ancor più vitale in un ambiente nel quale la gente mette letteralmente la propria vita nelle mani di sadici dichiarati.
Sfortunatamente, però, la conversazione di solito va così: «Il consenso è molto importante, pertanto negoziazione e safeword…»

Poi qualcuno interrompe: «Seeee! Contratti! Perché quelle troie dichiareranno che hai violato il consenso e ti rovineranno la vita!»

«Taci, stupratore! L’ambiente è pieno di predatori malvagi e nessuno fa nulla! È una cospirazione!»

Qui spunta qualcun altro: «Io uno stupratore lo conosco, ma non ne farò il nome!»; «E io conosco una vittima, ma neanche io dirò chi è!»

Dopodiché si accumula rapidamente una tale montagna di merda da impedire qualsiasi possibilità di conversare in modo sensato. Gli inevitabili troll e hater tengono il thread vivo ancora per un po’, poi si esaurisce – fino al giro seguente, circa due settimane più tardi. Dopo avere osservato questo ciclo qualche volta, si è abbastanza scusati di ritenere che l’argomento si riassuma tutto in ‘assicurati di chiedere il consenso e tieni comunque le dita incrociate’. Nessun bisogno di approfondire.

La realtà, tuttavia, è ben diversa. In tutto il mondo ci sono attivisti, studiosi e veri esperti che lavorano – di solito ben lontano da quei forum tossici – per mantenere vitale la conversazione sulle sessualità insolite e farla progredire. La distanza astronomica fra i due gruppi mi è tornata in mente proprio ieri, mentre riguardavo il video di una tavola rotonda su… già, proprio sul consenso.

La registrazione veniva dalla MsDs Conference, uno splendido evento tenutosi nel 2017 che ha prodotto 57 ore di conferenze e discussioni di notevole livello con il coinvolgimento di vere autorità internazionali. È stato interessante, divertente e informale, come potete vedere dal fotogramma in cima all’articolo. Sono mortificato di non poter pubblicare l’intero video, soprattutto perché gli archivi ufficiali dell’evento sono stati chiusi senza comunicazioni di possibili riaperture in futuro.
Se avessi potuto farlo, avreste sentito di cosa parlano i veri kinkster quando discutono di argomenti “noiosi”. Più nello specifico:

  • Le differenze legislative fra vari Paesi sulla definizione legale di consenso e capacità di consenso;
  • Come lavorare con i legislatori per introdurre clausole specifiche che proteggano chi pratica BDSM dalle ripercussioni concepite per interazioni non-kinky;
  • La responsabilità di terze parti che abbiano favorito – o non ostacolato – un minorenne (ma con il diritto legale di fare sesso) nel prendere parte a giochi erotici di dominazione e sottomissione consensuali che vengano denunciati alle autorità da osservatori esterni;
  • Il ruolo di disturbi mentali permanenti o temporanei non correlati sulla capacità di gestire il consenso a pratiche di sesso insolito, e quale ente abbia la giurisdizione per decidere sulla questione;
  • La validità del consenso quando vengono celate, o semplicemente dimenticate in buona fede, informazioni importanti (es. sulle condizioni di salute o su necessità speciali);
  • Il bisogno di distinguere e informare sulla differenza fra violazione del consenso e incomprensione – e come definire cosa li costituisca;
  • Vantaggi e svantaggi linguistici nell’uso prioritario della formula ‘incidente di consenso’ anziché ‘violazione del consenso’;
  • La gestione di possibili, probabili e certi violatori di consenso nell’ambito di spazi pubblici. Chi decide i termini dell’allontanamento, le ripercussioni legali e la questione di come registrare la violazione;
  • L’effetto e l’influenza del subspace sulla capacità di fornire consenso informato, e come interpretarlo durante una sessione di gioco;
  • Lo stato legale e la validità del consenso in caso di giochi occasionali o frequenti di sopraffazione sessuale durante il sonno;
  • I pericoli di rinegoziare i termini del consenso durante una sessione di gioco, sotto l’effetto dell’eccitazione sessuale;
  • La revocazione del consenso ex-post, e le sue implicazioni concrete per il partner dominante;
  • Come assicurarsi che il partner dominante abbia compreso correttamente il nostro consenso;
  • Quante informazioni costituiscano un consenso;
  • Le differenze fra negoziare una sessione e una relazione, e la mancanza di risorse per il secondo caso;
  • L’evoluzione del consenso in rapporto agli inevitabili cambiamenti nel corso di un rapporto pluriennale, come invecchiamento, salute, incidenti e altro;
  • Negoziazione del consenso e strategie di uscita nel caso in cui sopraggiungano divergenze insanabili dopo un prolungato rapporto formale master-slave;
  • La polarizzazione delle discussioni online dovuta all’abitudine a drammatizzare un tema in realtà molto sfumato, e i suoi effetti.

È un bel po’ di roba per una discussione sola, eh? E pensate che si tratta di un elenco a memoria, da cui mi saranno sfuggiti senz’altro diversi punti.
Di una cosa però sono sicuro: non solo io, ma tutti i partecipanti a quella tavola rotonda ne hanno imparato qualcosa di nuovo, indipendentemente dai loro anni di esperienza. Andatelo a spiegare a chi si atteggia a guru su Facebook!

Spero che questo esempio fra tanti abbia aiutato a darvi un’idea più realistica di cosa significhi realmente “saperne di sesso insolito”, ma al di là della mia tirata c’è un punto importante da portarsi a casa. Diventare un vero esperto di eros estremo è alla portata di tutti, purché si studi sul serio. Il punto è semplicemente smetterla di masturbarsi in circoli online che ruotano attorno al loro ombelico, leggersi un sacco di bei libri sull’argomento, e a quel punto entrare in contatto con chi esperto lo è davvero. Vi prometto che sarà tutto un altro mondo, e che vi piacerà da morire.

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