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La più grande ricerca su fantasie sessuali e tabù

Un grande limite degli studi sulle sessualità atipiche è costituito dal campione esaminato, cioè dalle persone che rispondono alle domande dei ricercatori. Il primo problema è la selezione, perché a differenza che in altri campi non si può fermare la gente per strada o telefonare a persone a caso per chiedere a bruciapelo quali siano le loro abitudini e fantasie più private. Di solito si reclutano allora gli studenti della facoltà di psicologia più vicina… che però non sono affatto rappresentativi della popolazione generale, con tutta la sua grande varietà di individui. Un’alternativa è pubblicare questionari online pubblicizzandoli su siti a tema: le persone che rispondono sono senz’altro di più, ma anche in questo caso soffrono di una pre-selezione che rischia di distorcere i risultati.

L’altro grande problema è riuscire a raccogliere risposte oneste. La maggior parte dei soggetti tende infatti a esagerare, a omettere le parti più imbarazzanti o a spacciare le proprie fantasie per realtà. Un bel trucco che cito spesso è quello ideato dagli autori di A billion wicked thoughts, che hanno raccolto di nascosto i termini di ricerca a tema sessuale inseriti online dagli utenti di tutto il mondo nel corso di un anno, e hanno tracciato una mappa di cosa interessi davvero alla gente quando non sa di essere spiata. Tolto questo caso più unico che raro, però, quando si sente parlare di nuovi studi nel campo della sessuologia – soprattutto se insolita – conviene tenere conto del fatto che probabilmente si riferiscono a poche centinaia o decine di persone esaminate, e quindi non sono terribilmente significativi. E poi è arrivata Aella.

 

Tira più un pelo di ricerca
A questo punto devo fare un po’ di premesse molto importanti, perché il senso di questo articolo è presentare uno studio rivoluzionario, fondamentale… e controverso.
Mentre la ricerca ufficiale infatti sbatte quotidianamente il naso contro i problemi indicati poco fa, negli Stati Uniti qualcuno ha sfruttato la propria presenza social – più di 750.000 follower – per realizzare il sondaggio sulle sessualità atipiche più colossale di tutti i tempi. C’è tuttavia un piccolo intoppo: quel “qualcuno” sa bene come gestire un progetto del genere ma non ha delle qualifiche formali da ricercatore, quindi non può essere presa troppo sul serio dalla “scienza vera”, che giustamente si fonda sul meccanismo della peer review. E non è finita qui, perché la persona in questione è nota solo come Aella, ed è una sex worker, con tutto lo stigma che questa professione porta con sé.

Attenzione, però. Non stiamo parlando di una sciroccata tipo certi “scienziati alternativi” convinti di aver scoperto il moto perpetuo o la fusione fredda. Da quanto ho capito, Aella (che purtroppo non ha risposto alle mie richieste di intervista) una formazione scientifica concreta ce l’ha davvero: semplicemente, fa un altro mestiere e aveva lanciato questo sondaggio solo come passatempo – benché visti i risultati ci abbia preso gusto, e stia oggi concentrandosi più sull’analisi di dati che sul pubblicare foto scosciate su OnlyFans. In effetti lei stessa è la prima a mettere in evidenza i punti migliorabili del metodo utilizzato, che ha comunque raccolto più di 39.000 risultati e lascia nella polvere anche i migliori altri lavori sull’argomento, quali Tell me what you want di Justin Lehmiller, fermi a “solo” quattromila intervistatə.

Anche i contenuti sono di tutto rispetto. Il sondaggio comprendeva infatti 302 domande relative a circa 850 diverse pratiche erotiche, suddivise a loro volta in 30 categorie. Un campo d’interesse così vasto unito a una popolazione tanto imponente assicura una certa attendibilità dei dati, sui quali Aella sta conducendo diverse analisi di correlazione che pubblica un po’ alla volta sulla sua newsletter Knowingless. Le osservazioni uscite sino a oggi spaziano dal rapporto fra orientamento politico e tipo di parafilie (riassumendo: spesso ci eccita ciò che più reprimiamo), l’approccio alle relazioni a seconda del genere, quali categorie di persone siano più attratte dalla zoofilia… Ciò che più mi ha interessato, tuttavia, è stata ovviamente la mappa generale degli interessi sessuali.

La mappa delle fantasie sessuali e dei tabù

L’atlante delle parafilie
L’immagine qui sopra risponde a due domande: «cosa ti eccita?» e «cosa consideri un tabù?». Vediamo come leggerla.

  • Dal basso verso l’alto – Più si sale, e più persone gradiscono la pratica indicata
  • Da sinistra a destra – Più si va verso destra, più la pratica viene ritenuta tabù (proibita, immorale o inaccettabile)
  • Colori – Più la scritta tende al rosso/marrone, più si tratta di un interesse prevalentemente femminile. Andando verso il verde invece la preferenza è maschile
  • Curva grigia – Indica la scala logaritmica del grafico. In altre parole, più si va verso il basso e più il grafico risulta “zoomato” per riuscire a distinguere le distanze fra le pratiche meno comuni, che altrimenti sarebbero sembrate tutte accatastate l’una sull’altra.

A proposito di zoom: per ingrandire l’immagine basta cliccarla.

Fare un’analisi completa di tanta abbondanza richiederebbe un post lunghissimo, ma non ce n’è nemmeno bisogno: una volta presa la mano, interpretare il grafico è piuttosto semplice. Il mio consiglio è comunque di dedicargli un po’ di tempo, perché osservando bene si scoprono parecchie cose sorprendenti. Io per esempio sono rimasto esterrefatto nel notare l’interesse quasi esclusivamente femminile per le parafilie più distruttive, quali armi, ustioni, ferite, esperimenti chirurgici e perfino necrofilia nei panni della vittima. Alcuni interessi poi erano sfuggiti perfino al mio Dizionario del sesso insolito – e se il caso delle fantasie per personcine minuscole è quasi irrilevante, c’è da stupirsi nel trovare un 4% di intervistatə con un feticismo per le ginocchia, o scoprire che i giochi di castità forzata intrigano sei persone su dieci.

Arrivato a questo punto non vedo l’ora che vengano pubblicati ulteriori aggiornamenti. Nel frattempo vi va di raccontarmi quanto vi ritrovate in questa mappa?

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