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Rendiamo il sesso brillante nella Giornata Mondiale contro l’ AIDS

Allora, come vi state trovando nel futuro? Per me, più mi avvicino al mezzo secolo d’età, più diventa inevitabile confrontare la realtà quotidiana con ciò che ci aspettavamo fosse “il 2000”. E pensare che sembrava un numero tanto lontano, mentre ora quella data sta già a prendere polvere nel cassetto della ‘roba vintage’! Warren Ellis, uno dei miei autori e pensatori preferiti, rimarca spesso come il mondo sia così impazzito da aver convinto qualsiasi scrittore di fantascienza con un po’ di sale in zucca a dedicarsi ad altri generi: d’altra parte i notiziari sono già pieni di stranezze ben più incredibili di quel che potrebbero mai inventarsi loro. Per dire: non dimentichiamoci che ci sono culi robotici masochisti e molestatori cibernetici di vegetali (una variante anomala del movimento degli hacker del sesso), per non parlare dei turbomasturbatori a tecnologia ciclonica.

E per piacere, sorvoliamo sull’orripilante spettacolino comico che passa oggi per politica – non riesco a capacitarmi di come il pianeta possa trovarsi sul baratro dell’estinzione nucleare solo perché la stupidità collettiva ha permesso a due figli di papà sociopatici di infilarsi in una sfida internazionale a chi pisci più lontano. Possibile che sia l’unico rimasto a ricordarsi che schifezza fosse crescere durante la Guerra Fredda originale, sapendo che l’umanità poteva essere sterminata in qualsiasi momento? Non rammentate la gioia delle gite scolastiche in cui si veniva trascinati al cinema a vedere accurate descrizioni di come la Terza Guerra Mondiale avrebbe ammazzato sia noi che tutti coloro ai quali volevamo bene? Quei cazzo di anni da incubo non ci hanno insegnato niente?

Sì, era una domanda retorica, perché la risposta è dolorosamente chiarissima. Eppure, benché mi faccia stranissimo interpretare la parte del vecchietto incazzoso, pare che se si riesce a non far caso all’armageddon sia ancora meno difficile dimenticarsi dell’AIDS, perfino nella sua giornata mondiale. Lo so che probabilmente manco sapevate che ce ne fosse una, ma tanto per capirci lasciate che vi mostri cosa fosse l’AIDS nei tardi anni Ottanta, quando l’iniziativa è stata lanciata:

Voilà, e così ora potete finalmente capire le battute sull’alone viola anche se in quel periodo non eravate ancora nati. Fra l’altro, oggi è difficile comprendere che scandalo sia stato mostrare un preservativo in televisione. Qualcuno ricorderà per esempio che, ancora due anni dopo questa campagna, il Parlamento venne costretto dalle associazioni cattoliche di “genitori preoccupati” a discutere in aula la legittimità di quest’altra pubblicità leggendaria.
Il punto è che eravamo tutti terrorizzati dall’epidemia, compreso il resto del pianeta. E avevamo le nostre buone ragioni, considerato che a oggi ha ucciso non meno di 35 milioni di persone in tutto il mondo – un numero pari all’intera popolazione del Canada e maggiore a quelle di 160 nazioni più piccole, o circa la stessa quantità di vittime dirette della Seconda Guerra Mondiale.

Per fortuna basta usare i preservativi. Lo sanno tutti che si tratta di una misura molto semplice ed efficace per mitigare il rischio di infezione, no? Eppure nel 2016 sono state registrate circa due milioni di nuove persone infette – e non solo in paesi in via di sviluppo nei quali magari i condom non sono facilmente disponibili o in cui le istituzioni stesse si impegnano a disincentivarne l’uso fra le categorie più a rischio, tipo gli Stati Uniti. I dati più recenti riguardanti l’Italia, per esempio, mostrano circa 3,500 nuovi casi nel 2015 e solo una persona positiva all’HIV su cinque consapevole di esserlo.

La colpa è soprattutto della drastica diminuzione di campagne massicce per la prevenzione. Quegli spaventosi aloni viola saranno anche stati di cattivo gusto, ma per lo meno facevano passare il messaggio. Al contrario, gli ultimi anni hanno visto una sempre maggiore diffusione di una narrativa nuova e pericolosamente male interpretata: quella dell’HIV come problemuccio di salute non particolarmente grave.
L’origine deriva da due fatti concreti assolutamente corretti e piacevoli: quello che le persone sieropositive non sono pericolose per la salute altrui salvo che si condividano con loro sangue o sperma, e quindi possono avere vite normalissime; e quello che profilassi recenti come la PrEP e la PPE possono ridurre moltissimo il rischio di contagio e mantenere l’infezione sotto scacco se vengono seguite con scrupolo. Peccato che tutto ciò non equivalga a dire che l’HIV possa essere preso sottogamba.

A costo di ripetermi, voglio essere chiaro: l’HIV non è una bella cosa. La verità è che è sempre pericoloso, danneggia sempre la salute ed è potenzialmente letale se lo si lascia sviluppare in vero e proprio AIDS. Anche nel miglior caso, chi rimane contagiato si trova a dover investire molto denaro e molto tempo nelle terapie – per tutta la vita. Però si può evitare tutto ciò semplicemente decidendosi a usare quei dannati preservativi, nonostante tutte le resistenze.

Le ricerche rilevano tuttavia che, specie nelle nazioni del cosiddetto Primo Mondo, si stia diffondendo un atteggiamento sempre più menefreghista nei confronti delle infezioni da HIV. Alla ancor diffusissima, vecchia e perfettamente idiota convinzione che «certe cose capitano solo agli altri, quindi non me ne devo preoccupare» ultimamente si è unita una vaga idea che le medicine pre- e post esposizione citate sopra siano cure miracolose che risolvono ogni remoto caso di “incidenti”. Che, oltretutto, così remoto non è affatto: è vero infatti che decenni di informazione abbiano notevolmente ridotto la crescita dell’epidemia, ma l’eradicazione è ancora molto lontana. L’Europa in particolar modo si sta comportando molto male sotto quell’aspetto. E non abbiamo nemmeno tirato in ballo le altre malattie a trasmissione sessuale.

«Fermo lì, corvaccio del malaugurio!» state probabilmente pensando in questo momento. «Le MTS non sono così diffuse, e comunque le si può curare facilmente, quindi piantala di rovinarci questa festa già meno allegra del previsto!»

Beh, anche questo non è del tutto vero. A voler guardare i numeri, ogni santo giorno vede un milione di nuovi casi di MTS. In questo periodo in particolare sono in crescita epatite, sifilide e gonorrea: benché siano tutte curabili, per farlo bisogna prima diagnosticarle e ciò comporta una cultura della salute sessuale che, dati alla mano, evidentemente non è molto diffusa. Oltretutto i ceppi di supergonorrea resistono a qualsiasi cura nota e, nonostante siano rari, rappresentano un pericolo grave.

Purtroppo prendersela con chi ricorda questi fatti spiacevoli è inutile. Se volete davvero fare qualcosa al di là del farvi impaurire dal passatempo più piacevole che ci sia, basta che usiate preservativi e barriere in lattice. E magari potete anche espandere la vostra concezione di “sesso” oltre la sola penetrazione: su questo sito potete trovare un sacco di idee interessanti.
Infine, che ne direste di ritorcere la beffa contro il virus stesso? Condividete questo articolo (o qualsiasi altro articolo sul sesso sicuro) con altre persone, accendete loro addosso un’aura splendente di consapevolezza e intelligenza sessuale al posto di quella viola e brutta – e rendiamo insieme il mondo del sesso di nuovo luminoso!

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