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Se vuoi che qualcosa sia fatta bene… – Intervista agli autori di Making of love

Sapete già di Making of love? Probabilmente ne avete almeno sentito parlare online, dove sono usciti un sacco di articoli tutti uguali che dicono, senza nemmeno riassumerli troppo: ‘Ci sono dei ragazzi italiani che fanno un crowdfunding per realizzare un film su una educazione sessuale adeguata ai nostri tempi, che vogliono portare nelle scuole’. Che è molto interessante, d’accordo, ma detta così lascia il tempo che trova.

Leggendo la pagina di presentazione del progetto si scopre qualche dettaglio in più. Il progetto infatti è nato dall’idea di due documentaristi e un professore universitario: i ragazzi sono stati selezionati accuratamente e invitati a seguire una serie di workshop sex positive. Discutendo la loro esperienza è avvenuto un cambiamento di rotta. Il film è stato preso interamente in carico da quelli che sarebbero dovuto essere solo i protagonisti, e le cose si sono fatte molto più imprevedibili.
L’unico modo per capirne di più era pertanto chiedere ai diretti interessati, che si chiamano Clode, Enri, Feel, Isa, Lorenzo, Matilde, Matteo, Pip, e si sono prestati con entusiasmo a un’intervista collettiva. Eccola qua.

 

Ciao! Cominciamo dalle presentazioni… Chi siete, e come siete finiti a lavorare insieme?

Claudio –  Mi chiamo Claudio, ho vent’anni e vengo da Ancona, città di mare. Da sempre grande amante delle arti visive. Studio scrittura per il cinema a Torino. Ho trovato un annuncio su facebook che ha catturato subito la mia attenzione: un casting di un progetto per portare l’educazione sessuale nelle scuole. Sono arrivato a Genova e lì ho incontrato i miei sette compagni di viaggio.

Mati – Ciao! Io sono Matilde, ho 20 anni e sono una studentessa. Personalmente sono venuta a conoscenza di Making of Love tramite la pagina di Wovo store su Instagram, sempre di sesso si parla. Un giorno hanno pubblicato il link per i casting, all’epoca stavo cercando lavoro, e dato che sono una che parla liberamente di sesso e in futuro vorrei lavorare come sceneggiatrice, mi è sembrato proprio il progetto adatto a me. Riguardo a noi otto, siamo finiti per caso a fare il provino a Genova tutti insieme, nello stesso turno: si è creata subito una bellissima atmosfera e Lucio e Anna, i registi, se ne sono accorti subito, così hanno deciso di prenderci tutti.

 

…e solo a quel punto avete scoperto in che cosa consistesse di preciso il progetto. A oggi, quindi, cosa ci si può aspettare da Making of love?

Mati – Making of Love è un progetto in due parti. Il documentario, diretto da Lucio e Anna, sarà il dietro le quinte di tutto ciò che sta succedendo ed è successo in questi mesi, dai casting, ai workshop, alla stesura del soggetto e della sceneggiatura e tutto il resto. Noi ragazzi invece stiamo lavorando a un film per gli studenti delle scuole superiori, un film che apra la mente a tutti quegli adolescenti che, come noi, sono cresciuti con il porno come unico esempio in fatto di sesso. Il nostro obiettivo non è assolutamente quello di imporre un unico modo, uguale per tutti: piuttosto vorremmo che fosse una finestra su un mondo molto più vario, fatto di tutte quelle sfumature che rientrano sotto la categoria del piacere. Io ad esempio adoro l’espressione “diritto al piacere”, che usiamo sempre per descrivere quello che stiamo facendo, perché effettivamente è così: ognuno di noi ha il diritto di provare piacere e ciò non deve farci sentire sporchi o diversi o pervertiti.

Enri – Nel concreto: è un film scritto dai ragazzi che vuole portare nelle scuole l’educazione sessuale. Voi magari direte: «mamma mia, ormai i ragazzi sanno come si fa a far certe cose»… oppure: «ci son già le lezioni a scuola una volta l’anno».
Ma qualcuno ha mai provato a parlare ai ragazzi senza nessun tipo di censura del piacere e del sesso ? L’obiettivo del progetto è quello di distruggere i tabù e i pregiudizi che ci sono attorno a questo argomento, riuscendo a parlare agli adolescenti in maniera diretta, leggera e anche divertente del sesso. Mostreremo corpi veri che parleranno di ogni tipo di piacere: la masturbazione, l’amore e il sesso nella coppia, il feticismo, le pratiche di BDSM, il voyeurismo, il sesso anale… Ma anche di fattori di cui molto spesso non si parla: l’omosessualità; le etichette: gay, lesbica, gender sono una gabbia o un rifugio?; il consenso: devo sempre dire sì ad ogni richiesta?; la condivisione e l’amore; un fluido viaggio nel piacere a 360 gradi.

Making of love

Sembra trattarsi di un’impresa piuttosto impegnativa! Quante risorse richiederà girare il tutto, e come vi finanzierete?

Enri – Dopo aver tentato di passare attraverso bandi di film commission e istituzioni da cui non abbiamo ricevuto alcuna risposta, abbiamo aperto un crowdfunding nostro. Non abbiamo una somma-limite in mente, ma nel concreto ci siamo dati come obiettivo ottenere 60.000 euro in 30 giorni.
Chiunque può cliccare e accedere alla pagina di finanziamento e donare quanto vuole! Con 10 euro si riceverà una copia dei due film in streaming; con 100 si diventa Producer e con 500 super Producer! Stiamo poi aggiungendo dei “super perks”: ricompense create e inventate da noi 8. Fra poco uscirà anche il teaser per promuovere il progetto anche fuori dall’Italia… chissà come andrà!

 

Non voglio portare sfiga, ma… che succederà se non raggiungerete la cifra prevista?

Enri – Verrà una poverata! A parte gli scherzi: l’obiettivo è quello di raggiungerli e ci crediamo. Se non ci riusciremo proveremo a girarlo comunque. Ovvio che il lavoro sarà più limitato.

 

Che effetto fa trovarsi a essere i volti di un’iniziativa che ha tutta l’aria di essere bellissima, ma che inevitabilmente solleverà molte controversie? Tutto sommato, state affacciandovi sul mondo del lavoro con un prodotto che vi farà discriminare da alcune categorie di persone sgradevoli ma purtroppo influenti.

Mati – Forse sono troppo giovane: sto ancora studiando e il mondo del lavoro mi sembra estremamente lontano, però la mia idea è che stiamo lavorando per un’ottima causa. Non stiamo portando un messaggio di odio… Anzi, qui si parla letteralmente di amore: cosa c’è di più bello? Se in futuro certe porte mi si chiuderanno in faccia a causa di Making of Love, vorrà dire che non sono sulla strada giusta. Siamo tutti ragazzi estremamente intelligenti, motivati e con una grande voglia di lavorare per portare la bellezza del sesso ai nostri coetanei. Se qualcuno dovesse vederci qualcosa di negativo mi dispiace per quella persona, perché non sa cosa si perde.

Making of love

La domanda centrale non può che essere: ok, ma in pratica cosa mostrerete nel film? C’è qualche autocensura, magari pensando alle difficoltà che incontra l’educazione alla sessualità ogni volta che cerca di entrare nelle scuole italiane?

Claudio –  Io voglio lavorare nel mondo del cinema e affacciarsi a questo mondo portando un tema così scomodo e particolare è un rischio: potrebbe compromettere la mia immagine agli occhi di possibili produttori. Ma alla fine è importante il giudizio altrui? Io credo molto nei messaggi che vogliamo trasmettere con questo film. Sento che sia un’urgenza parlare di certe tematiche per far comprendere l’importanza per tutti di vivere la propria sessualità nel modo che ci fa stare meglio, senza doversi sentire sbagliati. È per questo che sono fiero di metterci la faccia: non ho paura dei “leoni da tastiera” che potrebbero riempirmi di insulti e commenti cattivi. Ho il sostegno di un gruppo in cui si è instaurata una forte sinergia.

Enri – Fa paura, soprattutto per chi come me sta cercando di farsi strada nel mondo del cinema. Come reagiranno produttori e registi sapendo che il mio nome ha fatto parte di un progetto definito da alcuni come “sporco” e “satanico”? Ma il fatto è… chi se ne frega! Credo in quello che sto facendo e in quello che stiamo cercando di portare avanti. Sempre più persone sentono l’esigenza di sostenere il progetto perché in Italia si sente un’assoluta assenza di questi temi.

 

Sono curioso di sapere che effetto abbia avuto, a livello individuale e di gruppo, incontrare l’approccio e soprattutto il mondo “sex positive” descritto nel Manifesto degli esploratori sessuali. Corrisponde a ciò che già sapevate – o vi era stato insegnato – del sesso o è stata una sorpresa? E in cosa siete cambiati dopo la full-immersion di workshop a tema? Valgono anche eventuali impressioni negative, naturalmente.

Annalisa – L’incontro con il mondo immenso della sessualità, e con un approccio così positivo, per me è stato inaspettato, nuovo e sorprendente. Prima di iniziare avevo quasi paura, un po’ tutti noi la avevamo, ci siamo detti il primo giorno. Conoscevo poco le pratiche e l’approccio di cui ci hanno parlato nei workshop: sapevo cos’erano, ma non mi ero mai addentrata nei mondi di chi vive queste esperienze con gioia . Abbiamo parlato e sentito parlare così tanto di sesso e piacere che il tutto si é normalizzato, anche le parole in se sono diventate parole comuni, non più parole “tabù”.
Prima di quest’esperienza che ci ha totalmente rivoltati come un calzino, non nascondo che avevo difficoltà a parlare così liberamente di tutto quello di cui invece ora parlo.
Le giornate di workshop sono state intense, toccanti: abbiamo tastato parti di noi che probabilmente non avevamo mai considerato (sia emotivamente che fisicamente) e penso che esse, e tutto il progetto in generale ci stia cambiando ogni giorno, aggiungendo un tassellino in più nella nostra consapevolezza e in quella degli altri. Tutto questo con gioia,divertimento e spensieratezza.

Making of love 

Magia: all’improvviso avete qualche anno in più e un figlio o una figlia di sei anni, che probabilmente avete educato secondo la filosofia di Making of love. Domani sarà il suo primo giorno di scuola, dove si confronterà con tante persone che è facile non condividano le vostre idee sulla sessualità. Che succede a questo punto?

Mati – So che sei anni sono pochi, ma vorrei tantissimo che per quell’età mi* figli* fosse già consapevole del suo valore. La filosofia di Making of Love, come ho già detto, non è quella di imporsi; vogliamo invece mostrare quanto più possibile del mondo della sessualità, e credo fermamente che in questa vastità di argomenti ci sia dentro anche l’amore verso se stessi. Anzi: forse è al primo posto. Se davvero dovessi avere un* figli*, in futuro, vorrei che si amasse, perché se ci si vuole bene per davvero, allora si può affrontare qualunque situazione, anche la negatività più nuda e cruda. Anche se credo che dopo una bella chiacchierata con le mamme più diffidenti riguardante tutti i magici segreti del sesso che abbiamo imparato a Genova, direi che la maggior parte cambierebbero idea e si convertirebbero subito a questo nostro credo “perverso”.

 

Vi ringrazio tantissimo per la disponibilità che mi avete concesso. Prima di lasciarci, raccontatemi quali saranno i prossimi passi del progetto e quando potremo aspettarci di vederlo finito. Anzi: già che ci siamo, per caso avete già qualche idea anche per il dopo-Making of love?

Tutti – Torneremo ai nostri lavori, all’università, ai nostri sogni. Chi come Claudio, Enrica e Lorenzo tenteranno di continuare con la loro carriera artistica come attori e registi chi come Matilde, Matteo, Filippo e Piper continuerà l’università e a inseguire i propri sogni. Magari dopo questa esperienza noi otto rimarremo in contatto e verrà fuori qualcosa dopo anni… chissà. Vedremo!

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