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Come scegliere il lubrificante sessuale perfetto – senza nemmeno perderci la salute

L’ho fatto di nuovo. Di tanto in tanto cedo alla tentazione di spiare quali domande ai motori di ricerca abbiano portato lettori sul mio sito. È una lettura spesso divertente, che a volte sorprende e occasionalmente preoccupa. Stavolta, con tutte le parafilie che ci sono, ha pure evidenziato una diffusa curiosità verso la zoofilia – ma quel che più mi ha colpito è stata una domanda particolarmente elaborata. Diceva: ‘Il lubrificante sessuale perfetto è un misto di burro e miele?’ Così, come se quella persona volesse sapere l’opinione personale di Google sulla questione. Di cui mi spiace, ma non sono al corrente.

In compenso ho studiato l’argomento, e so per certo che no, quella combinazione è semmai una delle peggiori che ci siano a causa delle caratteristiche chimiche degli ingredienti. Così ho preso il tutto come un segno che fosse venuto il momento di educare sul tema altri lettori con deficit di scivolosità – specie perché avevo già scritto qualcosa di adatto. Eccovi qui un piccolo estratto dal mio BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo, che contiene anche un sacco di altre informazioni utili e interessanti.

 

I lubrificanti

Per quanto si possa essere rilassati, quando qualcuno cerca di infilarti una mano fra le gambe o su per il sedere un atteggiamento disteso non basta. Il semplice attrito della pelle su tessuti tanto sensibili provoca rapidamente minuscole abrasioni che bruciano a tal punto da far passare ogni entusiasmo anche ai masochisti più convinti. Per fortuna evitarle è semplicissimo: basta usare un lubrificante, che oltre a facilitare le cose rende la penetrazione ancora più sensuale.

Dimenticate i pregiudizi: l’idea che la lubrificazione naturale femminile sia sempre sufficiente non è solo sbagliata (dipende infatti dall’età, dalla dieta, dal ciclo, da eventuali medicine prese…), ma completamente assurda quando si parla di oggetti di dimensioni tutt’altro che naturali. Uomini e donne sani inoltre hanno l’ano pressoché asciutto, quindi in quel caso un aiuto esterno diventa assolutamente necessario. Tutto sta a capire quale, e quanto.

Alla seconda domanda c’è una risposta sicura: «di più». Le mucose, la pelle ed eventuali oggetti tendono ad assorbire qualsiasi tipo di lubrificante, quindi è sempre preferibile eccedere anziché scoprire di non averne usato abbastanza. Gli esperti ungono bene l’esterno dell’orifizio da violare, ciò che vi deve entrare e l’interno – poi aggiungono altro lubrificante ogni tre-quattro minuti. Questo è uno di quei campi in cui esagerare è innocuo: l’unica accortezza è scaldare la sostanza – fra le mani o immergendo il contenitore chiuso in acqua tiepida – per evitare uno sgradevole freddo improvviso.

Scegliere il lubrificante giusto invece è un po’ più complicato e richiede un minimo di conoscenze tecniche. La cosa più importante è naturalmente evitare sostanze pericolose. In cima alla lista ci sono tutti i “commestibili”. Il burro di Ultimo tango a Parigi per esempio avrà un suo fascino ruspante, ma è difficile da pulire e costituisce un ottimo terreno di coltura batterica: eventuali tracce rimaste all’interno del corpo possono quindi attrarre fastidiose infezioni. Stesso discorso per il Crisco, entrato nella storia dell’erotismo per l’ampio uso fattone in passato nella comunità leather statunitense… ma che è in realtà una (pessima) margarina.

Nei sex shop si trovano poi prodotti commerciali con sapori di frutta, stuzzicanti da leccare ma contenenti zuccheri che favoriscono ancor meglio la proliferazione di colonie di candida se usati internamente. È consigliabile quindi rinunciare a tutte le creme o ai gel con saccarosio, fruttosio o glicerina, la cui struttura chimica è molto simile a uno zucchero.

Altrettanto sconsigliabili, ma per ragioni differenti, sono i lubrificanti a base oleosa – prima fra tutti la classica vaselina. Oltre a sporcare abiti e lenzuola ed essere difficili da lavar via dalla pelle sono infatti dei potenziali killer! Gli oli contenuti in questi prodotti sciolgono infatti il lattice – cioè il materiale di cui sono fatti tanti giocattoli BDSM, abiti e soprattutto i preservativi. Per bucarne uno bastano pochi minuti a contatto con determinate sostanze grasse, rimaste magari nel corpo da giochi precedenti. Il rischio è tale da suggerire di evitare qualsiasi lubrificante sulla cui composizione vi sia il minimo dubbio.

L’ultima insidia viene dalla farmacologia, sotto forma di prodotti che incorporano sostanze particolari. La famiglia peggiore è quella delle creme anestetiche, come il Luan o altri composti contenenti benzocaina, lidocaina o xilocaina. A parte il fatto che non ha senso dedicarsi a certe pratiche se non se ne sente l’effetto, non accorgersi subito del dolore di eventuali lesioni può essere molto pericoloso.

Un altro compagno di giochi discutibile è il nonoxynol-9 (noto anche come ‘N9’), uno spermicida usato spesso sui preservativi e nei gel intimi poiché in condizioni di laboratorio ha dimostrato di essere in grado di uccidere il virus dell’AIDS. C’è però un problema: mentre non esiste alcun dato concreto sulla sua efficacia in vivo, è stato ampiamente riscontrato che si tratti di una sostanza irritante, che addirittura rende le mucose interne più suscettibili a lesioni. E come se non bastasse ha un sapore orrendo!

Quali sono allora i lubrificanti giusti? Una prima categoria è quella dei siliconici, da non confondere con gli spray sbloccanti al silicone usati per far funzionare senza intoppi i macchinari. Questi vengono venduti nei sex shop (anche online) e hanno molti pregi: sono anallergici, insapore, trasferiscono bene il calore e vengono assorbiti molto meno degli altri. In compenso macchiano parecchio, costano di più e sono piuttosto infiammabili.

Meglio allora orientarsi sui lubrificanti a base acquosa, che tendono ad asciugare relativamente in fretta (però basta aggiungere due gocce d’acqua per rigenerarli) ma non hanno altre controindicazioni. In Italia le marche migliori si trovano tanto nei negozi per adulti quanto in farmacia e in certi supermercati: nella maggior parte dei casi l’HR Jelly, il KY Jelly o, al limite, il Vagisil Intimo lubrificante sono pressoché indistinguibili dai prodotti più costosi ed esotici.

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