Nell’anno 1918 la Grande Guerra era appena terminata. L’Europa era stufa marcia di sofferenze, ed era percepibile il desiderio di costruire un futuro migliore e più felice in ogni aspetto della vita quotidiana – sessualità compresa. In Germania il dottor Magnus Hirschfeld, un pioniere nel neonato campo della sessuologia, afferrò l’occasione per realizzare in collaborazione con il regista Richard Oswald una serie di «film illuminanti» con cui educare il popolo a una visione più sana del sesso. I soggetti andavano dalla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale alla prostituzione, l’aborto e altro ancora. Benché il formato fosse più narrativo che documentaristico, ciascuna pellicola conteneva una sequenza in cui Hirschfeld stesso veniva consultato dai protagonisti, permettendogli di rivolgersi direttamente al pubblico e trasmettere il suo approccio moderno ai fatti della vita.
Il gioiello della corona era rappresentato da un film in particolare, intitolato Anders als die Andem (‘Diverso dagli altri’), in cui compariva la superstar del muto Conrad Veidt (e la regina del vizio della repubblica di Weimar, Anita Berber). Veidt vi interpretava il primo personaggio gay nella storia del cinema, in un drammone volto a denunciare gli effetti del Paragrafo 175, una legge del 1871 contro la «fornicazione fra uomini».

Secondo il Codice penale tedesco l’omosessualità veniva infatti punita con la prigione e la perdita dei diritti civili. Hirschfeld vi si era inutilmente opposto dal 1897 insieme a molti intellettuali, sostenendo che l’inclinazione gay fosse paragonabile a un disturbo medico e quindi non potesse essere giudicata o discriminata; l’opinione generale era tuttavia estremamente ostile, al punto che gran parte della popolazione riteneva che gli “invertiti” fossero untermensch, cioè subumani.
Il sessuologo riteneva che mostrare apertamente come fosse la vera vita di una persona gay, con il livello di discriminazione e ricatti cui era soggetta, avrebbe potuto avviare un dialogo più ragionevole e condurre allo sviluppo sociale – e aveva ragione. Benché ne fossero state stampate solo quaranta copie, Anders als die Andem uscì nel 1919 e riscosse immediatamente un enorme riscontro di pubblico. Fin troppo.

Ispirati dal successo del film, molti “studi” produssero entro la fine dell’anno oltre 150 pellicole “educative”. Purtroppo la maggior parte di esse puntava solo allo scandalo o era apertamente pornografica, pertanto le autorità furono costrette a imporre una severa censura sul materiale proiettato nei cinema: nel 1920 i film di Hirschfeld vennero ritirati per sempre. La condanna definitiva giunse poi con l’ascesa al potere del nazionalsocialismo: negli anni seguenti vennero distrutte tutte le pellicole, e il Paragrafo 175 non venne abrogato completamente fino al 1994.
Contro ogni probabilità tuttavia una copia di Anders als die Andem riuscì a sopravvivere nell’archivio di una cineteca russa, e sono molto felice di potervi mostrare qui sotto tutti i frammenti salvati. Naturalmente si tratta di un film muto, qui presentato con cartelli in inglese e sottotitoli in russo. Seguendo questo link potrete inoltre trovarne un’altra versione ripresa durante una performance speciale a New York del 2012, con musica contemporanea dal vivo e un’affascinante interpretazione sul palco.