{"id":979,"date":"2017-04-26T00:00:00","date_gmt":"2017-04-25T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2017\/04\/26\/undercover-mistress\/"},"modified":"2017-04-26T00:00:00","modified_gmt":"2017-04-25T22:00:00","slug":"undercover-mistress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/undercover-mistress\/","title":{"rendered":"Cinema, eros e pregiudizi \u2013 Il caso di Undercover Mistress"},"content":{"rendered":"

Se non avete mai sentito parlare di Undercover Mistress<\/em> siete in buona compagnia. Anche io non sapevo nulla di questo cortometraggio italiano fino a che non m\u2019\u00e8 capitato di leggere un breve articolo nel quale gli autori si lamentavano delle strane reazioni scatenate dalla loro opera fra le giurie dei festival internazionali \u2013 e soprattutto nostrani.
Per saperne di pi\u00f9 mi sono messo in contatto con gli autori, che si sono rivelati persone molto pi\u00f9 interessanti del previsto e con un punto di vista decisamente stimolante sulla percezione dell\u2019eros trasgressivo. Ne \u00e8 nata una chiacchierata che trovate riportata qui sotto, dopo il trailer del breve film in questione.<\/p>\n

Per comprendere alcuni riferimenti nell\u2019intervista pu\u00f2 essere utile conoscere tutta la trama, che potete rivelare selezionando il paragrafo seguente:<\/p>\n

[SPOILER]<\/p>\n

Trama \u2013 Al vernissage di una mostra di fotografie kinky, un uomo punta una donna e la segue minacciosamente fra le strade di una periferia deserta. Lei per\u00f2 lo aggredisce e gli fa perdere i sensi. Si risveglier\u00e0 legato a un tavolo dove lei, vestita da dominatrice, procede a tormentarlo e sottoporlo a strane umiliazioni. La mistress si spoglia rivelando genitali maschili, poi denuda la vittima che ha invece un inguine indefinito come quello delle bambole. La dominatrice usa delle forbici per crearvi una pseudovagina e stupra il mancato stupratore. Nel momento pi\u00f9 drammatico si scopre per\u00f2 che la violenza \u00e8 avvenuta sul palco di un teatro popolato dal pubblico della mostra, che applaude. Cosa \u00e8 accaduto realmente?<\/span><\/p>\n

[FINE SPOILER]<\/p>\n

https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lQGC1HHjzYo<\/a><\/p>\n

Vogliamo cominciare dalle presentazioni?<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Certo, io sono Giulio Ciancamerla: nasco come appassionato di cinema, letteratura e controculture. Dopo una serie di cortometraggi no-budget girati con gli amici durante l\u2019adolescenza ho capito che era necessario imparare il mestiere, cos\u00ec ho iniziato una gavetta durata 10 anni durante la quale sono diventato anche distributore e poi editore di fumetti e fanzine underground.<\/p>\n

Lucio –<\/em> Lucio Massa, appassionato di cinema horror, B-movie e porno anni 80. Ho iniziato nel 2012 producendo quello che sarebbe dovuto essere il ritorno al cinema di Lilli Carati (La Fiaba di Dorian<\/em> diretto da Luigi Pastore) ma \u00e8 purtroppo rimasto bloccato per le condizioni di salute della protagonista. Dopo sono venuti Hippocampus M 21th<\/sup><\/em> e Violent Shit: The Movie<\/em>, reboot della trilogia tedesca anni \u201890 di Andreas Schnaas, l\u2019ultimo film di Luigi Atomico Oltre la Follia<\/em> e l\u2019imminente Sexual Labyrinth<\/em> della tedesca Morgana Mayer. Undercover Mistress<\/em> \u00e8 il primo corto che ho prodotto.<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Forse sar\u00e0 meglio presentare anche \u201cvostro figlio\u201d, Undercover Mistress\u2026<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Undercover Mistress \u00e8 la storia di un personaggio maschile che tenta di molestare un personaggio femminile, ma i ruoli si capovolgono e la situazione degenera. La storia nasce dalla fusione di un mio soggetto con un altro di Lucio, con cui avevo lavorato sul set di due horror. Il suo parlava di ritualit\u00e0 e BDSM, e io ho rilanciato con una storia sulla percezione della vendetta e sull’inversione dei ruoli a vari livelli. Abbiamo capito subito che entrambi, a modo nostro, pensavamo alla performativit\u00e0 dei ruoli.
Lucio era pi\u00f9 orientato sul versante erotico, io volevo buttare fuori un po\u2019 di rabbia e trattare un tema spinoso. La violenza di genere – non per forza lo stupro – \u00e8 ancora rappresentata come un evento fuori dal comune e non come il risultato di una cultura sessista imperante che contagia tutte le relazioni sociali. I mass media e la cultura tradizionale continuano a proporre stereotipi reazionari e spesso sessisti. Possono sembrare discorsi banali e superati, specie in certi ambienti, ma nella pratica l’Italia ha il primato di paese transfobico in Europa, secondo solo alla Turchia. Quindi volevo provare a rielaborare questi contenuti in chiave orrorifica ma anche punk, soprattutto nichilista, senza perdere di vista per\u00f2 una dimensione \u201cludica\u201d, in qualche modo ironica.<\/p>\n

Lucio – <\/em>Nel confronto con Giulio \u00e8 venuta fuori la sua idea pi\u00f9 \u201ccattiva\u201d e \u201cscorretta\u201d del mio soggetto erotico-psicologico, che mi \u00e8 piaciuta molto. L\u2019idea di tornare a fare film che provochino lo spettatore mediante la ricerca dell\u2019eccesso (come si faceva negli anni \u201870) mi ha convinto. Le produzioni indipendenti devono avere coraggio non solo nel realizzare film con piccoli budget, ma sopratutto nel realizzare film che tutti hanno paura di fare perch\u00e9 scomodi. Ed eccoci qui.<\/p>\n

 <\/p>\n

Vi dir\u00f2 che quando ho letto delle controversie che il vostro corto ha scatenato sono rimasto un po\u2019 stupito. Mi \u00e8 piaciuto il gioco dei continui stravolgimenti di aspettativa e l\u2019ho trovato senz\u2019altro ben realizzato, ma scandaloso proprio no. Invece pare che abbia incontrato molte difficolt\u00e0 nell\u2019essere accettato dai festival, specie italiani. Potete raccontare com\u2019\u00e8 andata?<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Sono davvero contento che ti sia piaciuto. Chiuso il corto abbiamo iniziato ad inviarlo sistematicamente ad una marea di festival horror, queer, post-porno, underground o genericamente \u201cindipendenti\u201d, in Italia e all\u2019estero. Da noi, in poche parole, non \u00e8 successo niente. Pi\u00f9 che censurati siamo stati ignorati, nessuna risposta negativa, semplicemente arrivava una mail preconfezionata che ci informava dell\u2019esclusione. Sono consapevole di tutti i limiti tecnici e contenutistici di un cortometraggio low-budget underground senza pretese da grande cinema, per cui un po\u2019 ce l\u2019aspettavamo. Per\u00f2 abbiamo iniziato ad essere perplessi dopo i primi premi in America: \u201cfuori\u201d iniziava a funzionare mentre noi non riuscivamo ad avere una proiezione nemmeno nella nostra citt\u00e0. In Italia dopo mesi siamo entrati in quattro selezioni e l\u2019Aquila Horror Film Festival<\/em> ci ha premiati come miglior cortometraggio\u2026 ma stiamo sempre l\u00ec. Forse siamo noi ad essere disabituati allo scandalo, per noi non \u00e8 un corto scandaloso. Certo non lo farei vedere a mia zia, ma non mi sembra cos\u00ec \u201ceccessivo\u201d.<\/p>\n

Lucio – <\/em>La societ\u00e0 italiota perbenista, cattocomunista, che vede ancora il sesso come trasgressione e non come liberazione del corpo e della mente di un individuo non potr\u00e0 mai comprendere fino in fondo un film come questo. L\u2019Italia manca di fantasia e ironia, ingredienti portanti di UM che spiazza continuamente lo spettatore. Non \u00e8 il film a essere scandaloso ed eccessivo, ma l\u2019Italia a essere retrograda e bigotta.<\/p>\n

 <\/p>\n

In compenso all\u2019estero le reazioni sono state diverse, mi pare.<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> All\u2019estero la risposta \u00e8 stata molto positiva, siamo stati selezionati da pi\u00f9 di 40 festival, abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti e abbiamo chiuso un accordo per la distribuzione in DVD. Per un progetto come il nostro, essere selezionati a un festival \u00e8 molto importante. Partecipare alle proiezioni \u00e8 stimolante e ti permette di confrontarti con le persone presenti, capire cosa arriva alla pancia e alla testa di chi ha guardato il tuo lavoro.<\/p>\n

Lucio – <\/em>All\u2019esterno il film \u00e8 stato compreso ed accettato per quello che \u00e8: cinema di intrattenimento con una sottolettura di taglio provocatorio. La scena finale del film – intuizione di Giulio – conferisce un effetto straniante di taglio metacinematografico. Chi applaude chi? E perch\u00e9?<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Secondo voi da cosa \u00e8 dipesa questa differenza di trattamento?<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Il cinema italiano continua a non voler mettere in scena certi argomenti, e quando li tratta c\u2019\u00e8 il filtro delle retoriche buoniste per non farsi nemici e avere la coscienza a posto. Nel nostro lavoro si parla di sessualit\u00e0 alternativa, transizione, BDSM e vendetta senza rispettare le regole n\u00e9 del cinema horror n\u00e9 del bdsm stesso. A quanto pare \u00e8 ancora difficile parlare di gender e sessualit\u00e0 libera: se poi mischi le carte c\u2019\u00e8 chi percepisce la dimensione ludica e si diverte e chi dice \u00abquesto non puoi farlo\u00bb. Poi c\u2019\u00e8 la vecchia storia dell\u2019assenza di moralit\u00e0. \u00c8 l’ultimo baluardo rimasto, l’ultimo elemento che il sistema culturale non riesce ad assimilare del tutto. Passano i finali negativi, ormai innocui, ma ogni storia va comunque \u201cpatteggiata\u201d e incasellata in un sistema culturale che etichetta atteggiamenti, azioni e messaggi univoci.<\/p>\n

Lucio – <\/em>Cultura e mentalit\u00e0. Non che in altri paesi non vi siano censura e bigottismo, ma c\u2019\u00e8 pi\u00f9 coraggio in chi organizza festival e lavora nel cinema indipendente. C\u2019\u00e8 il tema dell\u2019inclusione e non dell\u2019esclusione. In italia il provincialismo regna incontrastato, mentre all\u2019estero sanno guardare oltre etichette e confini. La fluidit\u00e0 di genere \u00e8 una grande ricchezza che andrebbe sostenuta e non repressa.<\/p>\n

 <\/p>\n

Mi risulta per\u00f2 che la contestazione pi\u00f9 dura sia avvenuta in Germania. Cosa \u00e8 accaduto di preciso?<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Dopo la prima proiezione di Undercover Mistress al Porn Film Festival<\/em> di Berlino, con la sala piena e vibrante di assensi quanto di dissensi, tre ragazze hanno interrotto la chiacchierata appena iniziata. Sicuramente ho perso qualcosa nella discussione in inglese, ma ho capito che \u00e8 stato attaccato il festival per aver inserito il nostro corto in programma – specie senza aver avvisato di cosa si trattasse – e poi siamo stati attaccati noi in prima persona. Senza svelare qui i colpi di scena del corto, ho cercato di \u201cspiegare\u201d la nostra provocazione: la volont\u00e0 di mostrare solo personaggi negativi e di mettere gli spettatori in difficolt\u00e0 di fronte ad una loro immagine speculare negativa, senza lieto fine perch\u00e9 nella realt\u00e0 i lieto fine sono piuttosto rari; il tentativo di costruire una storia sull\u2019ambiguit\u00e0 dei ruoli preda-predatore con una sovrapposizione continua di elementi maschile-femminile, contro la dicotomia maschile-forte contro femminile-debole, ma anche la volont\u00e0 di non lasciare ambiguit\u00e0 su un solo punto: la violenza di genere, biologicamente maschile come \u00e8 nella maggior parte dei casi. Invece dal loro punto di vista la nostra provocazione era solo negativa perch\u00e9 riproduceva le dinamiche sessiste viste da un punto di vista maschio-bianco-eterosessuale, in cui il personaggio femminile finiva per avere atteggiamenti maschili \u201csbagliati\u201d e a giustificare la vendetta. Senza voler semplificare troppo, come nella musica hardcore in cui pi\u00f9 sei pesante e diretto, meglio arriva il messaggio, volevamo mostrare un concentrato di negativit\u00e0 ma di certo non esaltarla. Siamo consapevoli che offrire pi\u00f9 chiavi di lettura contemporaneamente pu\u00f2 creare delle incomprensioni: se ci si vuole leggere un invito diseducativo a fare qualcosa si \u00e8 liberi di farlo. Noi per\u00f2 volevamo raccontare una storia e suggerire delle interpretazioni, non imporle.<\/p>\n

Visto che in queste situazioni non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di avere un dialogo reale (e visto il limite linguistico su questioni cos\u00ec spinose), fine della discussione e tutti a casa. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 stata anche una ragazza che \u00e8 venuta a complimentarsi con noi per aver messo in scena il suo sogno erotico di essere rapita e violentata. \u00c8 tutto talmente soggettivo che diventa difficile fare schieramenti.<\/p>\n

\"undercovermistress2\"<\/p>\n

Questa ortodossia quasi fanatica all\u2019interno delle sottoculture erotiche sar\u00e0 sempre un mistero per me. Proprio chi pi\u00f9 ha dovuto subire l\u2019intolleranza altrui spesso finisce per essere severissimo nei confronti di ci\u00f2 che non si conforma esattamente ai propri codici. Una mia cara amica attivista LGBT per esempio si \u00e8 lamentata con me di non poterne pi\u00f9 del fenomeno del cosiddetto \u201cporno femminista\u201d perch\u00e9, a detta sua, sembra debba per forza contenere persone brutte, situazioni lacrimevoli o una sorta di ditino puntato verso qualsiasi altra concezione dell\u2019eros. In certi contesti gi\u00e0 sembra bandita l\u2019ironia, quindi figuriamoci le reazioni a vere provocazioni come Undercover mistress\u2026<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Ad essere onesto io vengo da sottoculture underground. Mi sono formato sulla rivista Blue<\/em> e sulla fanzine Speed Demon<\/em>, ma non sono un grande appassionato di pornografia cinematografica. Il porno mi interessa come provocazione culturale in cui gli attori sono soggetti consapevoli e lontani da un meccanismo industriale, per cui il mio riferimento pu\u00f2 essere il cinema dei primi anni \u201870, Annie Sprinkle e soprattutto il Cinema della Trasgressione. Quando sono incappato nel porno-femminista e poi nel post-porno sono rimasto molto colpito. Dopo qualche anno ho avuto l\u2019impressione che, a parte Bruce LaBruce, Erika Lust, la sua crew e pochi altri, si ripetesse pi\u00f9 o meno la stessa formula. Massimo rispetto per chi riesce a portare a termine un qualunque progetto video indipendente, per\u00f2 io ho il limite personale di cercare il \u201ccinema\u201d in questi video, mentre mi sembrano pi\u00f9 vicini, paradossalmente, all\u2019arte concettuale. Come per l\u2019orinatoio di Duchamp capisco il discorso che c\u2019\u00e8 dietro e le varie sperimentazioni ma dopo un po\u2019 mi perdo, proprio a livello emotivo. Limite mio.<\/p>\n

Lucio \u2013 <\/em>\u00c8 accaduto che bigottismo e censura si annidino anche negli ambienti pi\u00f9 evoluti. Sono contento della polemica che si \u00e8 creata a Berlino, perch\u00e9 vuol dire che il film scuote temi forti nello spettatore. A me non interessa il gioco dei buoni e cattivi, ma creare punti di rottura da cui evolvere e riflettere in termini costruttivi. Il cinema di Fulci, che faceva deflagrare il genere, \u00e8 sempre stato il mio riferimento. Ora noi proviamo a far deflagrare menti e coscienze verso la libert\u00e0 e la felicit\u00e0.<\/p>\n

 <\/p>\n

In effetti cos\u00ec si perde anche la valenza politica delle rappresentazioni non normative della sessualit\u00e0. Penso per esempio all\u2019importanza che ha avuto il porno nello scardinare il grigiore e l\u2019autoritarismo democristiano degli anni Settanta, o il BDSM nel presentare figure femminili \u201crivoluzionarie\u201d sia quando prendevano un ruolo dominante (Portiere di notte<\/a><\/em>) che quando sceglievano consapevolmente quello sottomesso (Histoire d\u2019O<\/a><\/em>). Ma, a conti fatti, il sesso su schermo riesce ancora ad avere questa funzione o \u00e8 stato ormai assimilato per sempre in brodini scipiti tipo Cinquanta sfumature<\/a><\/em>?<\/strong><\/p>\n

Giulio<\/em> – La mia sensazione \u00e8 che a partire dagli anni \u201880 \u00e8 stata fatta un\u2019operazione di filtraggio, assimilazione e riproposizione in forme innocue di tutto ci\u00f2 che metteva in discussione lo status quo. Sarebbe impensabile oggi realizzare Sal\u00f2<\/a><\/em> o La grande abbuffata<\/a><\/em> se non in un contesto underground. Come ti dicevo prima seguo poco la scena porno: guardo invece con interesse alle nuove forme di cinema in cui si inserisce la rappresentazione di una sessualit\u00e0 esplicita o non normativa all\u2019interno di lavori diretti ad un pubblico \u201cnormale\u201d. Un po\u2019 la strada presa da Lars Von Trier e Gaspar No\u00e9. Cinquanta sfumature \u00e8 la versione filtrata e riproposta, per\u00f2 credo che questa funzione esista ancora, purch\u00e9 si ponga criticamente rispetto al contesto sociale e culturale. Non che la sessualit\u00e0 debba essere per forza rappresentata come funerea o distruttiva (penso a La pianista<\/a><\/em> di Haneke), per\u00f2, dal mio punto di vista, proprio per non lasciarsi annacquare da un sistema culturale che sembra aperto a tutto e in realt\u00e0 \u00e8 reazionario e censorio, questa sessualit\u00e0 non pu\u00f2 non essere dissidente.<\/p>\n

Lucio – <\/em>Il porno e il sesso hanno sempre scardinato meccanismi e culture retrograde. Il nostro film \u00e8 l\u2019antidoto a 50 sfumature di grigio<\/em>. Affrontare il buio come naturale evoluzione dell\u2019uomo. Siamo la conferma che spesso la mappa non \u00e8 il territorio.<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Da autori di cinema, come si sta evolvendo il porno? E come ve lo immaginate in futuro?<\/strong><\/p>\n

Giulio –<\/em> Oggi la possibilit\u00e0 di accedere ad un mercato dell\u2019audiovisivo su scala mondiale permette di trovare ogni cosa e il suo contrario. Per cui quello che immagino in questo momento probabilmente \u00e8 gi\u00e0 stato fatto – ed \u00e8 disponibile online. Per\u00f2 immagino, anzi mi auguro, un\u2019ancora maggiore separazione tra la fruizione del mare magnum di materiale masturbatorio su web e la possibilit\u00e0 di vedere in sala, magari anche nei film per famiglie, una sessualit\u00e0 spontanea, realistica, non compromessa, sfaccettata. Ma funzionale alle storie, visto che parliamo di cinema, non solo in termini pruriginosi come in Cinquanta sfumature.<\/p>\n

Lucio –<\/em> Io auspico che il porno torni a far immaginare e desiderare le persone, che dia loro un prodotto non preconfezionato. Oggi sappiamo tutto e vediamo tutto, per cui non immaginiamo pi\u00f9 nulla. Perch\u00e9 il BDSM oggi interessa cosi tanto? Perch\u00e9 per la massa \u00e8 una novit\u00e0, ma il senso vero \u00e8 la capacit\u00e0 di immaginare che ti offre. Sognare, desiderare e sperimentare nuovi modi con cui comprendere e percepire il proprio corpo e se stessi. Il porno del futuro sar\u00e0 questo. E sar\u00e0 liberatorio.<\/p>\n

 <\/p>\n

A questo proposito state organizzando anche una manifestazione dedicata proprio al post-post-porno, giusto?<\/strong><\/p>\n

Lucio \u2013<\/em> L\u2019Hacker Porn Film Festival<\/a><\/em> nasce a Roma dall\u2019idea mia e di Francesco Costabile, produttore del documentario vincitore di un Nastro d\u2019argento Porno e Libert\u00e0<\/em>. La sua missione \u00e8 dare\u00a0valore e visibilit\u00e0 alle produzioni indipendenti\u00a0che fanno dei\u00a0corpi, della sessualit\u00e0 e delle transizioni tra i generi nuovi soggetti d’indagine e ricerca.\u00a0Il post porno\u00a0come scrittura in grado di scardinare i generi, le convenzioni linguistiche\u00a0e il\u00a0rassicurante\u00a0cinema di intrattenimento a cui siamo abituati.\u00a0Il festival vuole \u201chackerare\u201d e destabilizzare il sistema convenzionale di fruizione del cinema. Film, corti, documentari tutti inediti in Italia scelti e proposti al fine di stimolare dibattiti e interrogativi, ampliare i nostri confini esperienziali e\u00a0incentivare una produzione e distribuzione indipendente nel nostro paese. Il festival si svolger\u00e0 dal 26 al 30 aprile al cineclub KINO a Roma. Trovate maggiori informazioni su www.hackerpornfest.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Se non avete mai sentito parlare di Undercover Mistress siete in buona compagnia. 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