zeitgeist<\/em>, lo spirito del tempo, \u00e8 per\u00f2 anche importante capire che non esiste un interruttore “sano-malato” che permetta di discernere con indiscutibile certezza quando un comportamento \u00e8 un sintomo da quando \u00e8 un semplice passatempo. Probabilmente il livello di esclusivit\u00e0 e di cogenza della pratica, o la simbologia interna con cui la stessa viene vissuta dalla persona potrebbero dare indicazioni pi\u00f9 specifiche.<\/p>\nA – Basandoti anche sulle vostre osservazioni personali, come valutate il profilo demografico dei soggetti che hanno partecipato alla ricerca? Corrisponde a un campione standard della societ\u00e0 italiana, o rivela qualche anomalia significativa?<\/p>\n
C – Empiricamente e spannometricamente\u00a0 si pu\u00f2 dire che le persone over 35 sembrano avere un livello culturale e professionale elevato, mentre gli under 35 sono pi\u00f9 affascinati dall’estetica e dalla ricerca di emozioni forti del bdsm. Pi\u00f9 scientificamente parlando, le differenze si registrano in termini di profili di personalit\u00e0: i praticanti bdsm risultano meno amichevoli, pi\u00f9 mentalmente aperti, paradossalmente meno sadici e masochisti della popolazione normale.<\/p>\n
A – \u00a0I dati hanno indicato un 6% di individui che pratica BDSM come unica forma di sessualit\u00e0. Da psicologo come interpreti questo numero?<\/p>\n
C – In generale quando ci si trova di fronte a una scelta esclusiva \u00e8 possibile riflettere sulle ragioni che vincolano il soggetto a quel comportamento. Come se a qualcuno piacesse soltanto una posizione sessuale, o un tipo specifico di partner. Significa che, per una percentuale della popolazione bdsm non cos\u00ec eclatante, la sessualit\u00e0 non \u00e8 libera di esprimersi in pi\u00f9 direzioni ma obbligatoriamente incanalata in quel contesto. Probabilmente si potrebbe rilevare che per questi soggetti esistono ragioni specifiche (o difficolt\u00e0 specifiche) che vanno dal puro e semplice gusto al sisturbo.<\/p>\n
A – Mi ha molto colpito scoprire che la popolazione BDSM sia risultata \u201cmeno amichevole\u201d della media. Potresti spiegare la definizione di \u2018amichevolezza\u2019 e quali implicazioni ha nel concreto?<\/p>\n
C – Nell’ambito delle teorie personologiche che si rifanno ai cosiddetti Big-Five la dimensione dell’amicalit\u00e0 \u00e8 caratterizzata da due sottodimensioni: Cooperativit\u00e0\/Empatia e Cordialit\u00e0\/Atteggiamento amichevole. Nei soggetti bdsm queste dimensioni sono inferiori ai punteggi ottenuti dai campioni rappresentativi della popolazione generale italiana. Significa che si tratta di soggetti pi\u00f9 chiusi, meno collaborativi, potenzialmente pi\u00f9 egoisti, meno affabili e gentili, pi\u00f9 ripiegati su se stessi.<\/p>\n
A – Restando sull\u2019argomento, il motivo per cui sono rimasto tanto sorpreso \u00e8 che \u2013 soprattutto nelle occasioni sociali come feste, munch, ecc. \u2013 una critica ricorrente riguarda proprio l\u2019eccesso di familiarit\u00e0 dei partecipanti, che ammazza un po\u2019 l\u2019erotismo della situazione. Cosa mi sfugge?<\/p>\n
C – Nelle occasioni sociali in cui praticanti o curiosi di un medesimo argomento\/comportamento si riuniscono per confrontarsi \u00e8 normale e prevedibile che scatti un effetto community, una sorta di autoghettizzazione che tende a escludere il resto del mondo secondo una logica noi-loro, esattamente come per i partiti politici, le tifoserie calcistiche, eccetera. Il comportamento tra chi condivide lo stesso “segreto” \u00e8 sicuramente differente da quello che mette in relazione le medesime persone con gli “altri”.<\/p>\n
A – Quel 71% di personalit\u00e0 narcisistiche potenzialmente patologiche \u00e8 piuttosto terrorizzante. \u00c8 quindi inevitabile chiedere se ci sia davvero da spaventarsi e, se s\u00ec, come pu\u00f2 fare una persona inesperta a riconoscere le persone che potrebbero rappresentare per lei un pericolo.<\/p>\n
C \u2013 Ricordiamo che si tratta del 71%\u00a0 della met\u00e0 dei partecipanti, non del totale. Patologia, inoltre, non significa pericolo: significa malessere. Il disturbo narcisistico di personalit\u00e0 \u00e8 un grave disagio pervasivo e cronico caratterizzato da mancanza di empatia, egoismo, S\u00e9 grandioso e falso a fronte di una grave ferita interna che risucchia identit\u00e0 e autostima restituendo un continuo sforzo ipertrofico di rattoppare antichi vuoti di senso e di rispecchiamento. Solo raramente, in soggetti\u00a0 psicopatici, il tratto diventa potenzialmente socialmente pericoloso. Un vero narcisista \u00e8 profondamente egoista, parla solamente di s\u00e9, le spara grosse, si arroga diritti inesistenti, si ritiene degno di ammirazione e invidia. All’esterno dona una sensazione di “montatura”. Da quel livello in gi\u00f9, fino a chi si sente semplicemente \u00a0“speciale” di diritto, le sfumature sono infinite.<\/p>\n
A – A proposito: BDSM e narcisismo sono connessi per natura, o \u00e8 qualcosa del mondo BDSM ad attrarre tutte queste personalit\u00e0 al limite della sociopatia?<\/p>\n
C \u2013 \u00c8 probabile che l’estrema attenzione che tanto i ruoli dominanti quanto quelli sottomessi (soprattutto se esibiti) richiedono, la messa in scena visiva, il senso di recita complessivo, concorrano a entrare in sintonia con quel tratto. A questo si aggiungono la dimensione del potere e quella del dolore (esercitati e subiti, con le loro valenze simboliche).<\/p>\n
A – Un risultato quasi paradossale \u00e8 che le persone intervistate non siano risultate particolarmente pi\u00f9 sadiche o masochiste rispetto alla media. Si tratta di una conferma alla teoria secondo cui i principi di mutuo rispetto del BDSM disinnescano le tendenze patologiche?<\/p>\n
C – Non abbiamo strumenti per affermarlo. I soggetti presentano un pattern di personalit\u00e0 masochistica significativamente inferiore alla media della popolazione generale e un pattern sadico-aggressivo in linea con la popolazione generale. Potrebbe essere semplicemente che un vero sadico e un vero masochista non si accontentino di una pratica che ha regole di sicurezza e quindi non frequentino luoghi in cui valgono tali regole, o anche che questi tratti profondi non si estrinsechino solamente o prevalentemente in ambito sessuale.<\/p>\n
A – Il quadro dipinto dalla vostra ricerca conferma altri studi secondo cui chi pratica BDSM \u00e8 pi\u00f9 sereno della norma. Da cosa dipende questa felicit\u00e0? Sono i giochi erotici a far vivere meglio, oppure sono le persone pi\u00f9 in pace con se stesse a rivolgersi pi\u00f9 facilmente a queste pratiche?<\/p>\n
C – In realt\u00e0 non si tratta propriamente di persone pi\u00f9 felici, se non altro perch\u00e9 manca una definizione operazionale del concetto di felicit\u00e0. Si pu\u00f2 affermare che presentano indici relativi alle sindromi cliniche di ansia e distimia (tristezza) significativamente inferiori rispetto alla media della popolazione generale. Che questo ritratto personologico induca un determinato stile sessuale o ne sia indotto, non \u00e8 un’affermazione che si possa sostenere con i dati in nostro possesso. Sarebbero inferenze senza evidenza statistica.<\/p>\n
A – Per l\u2019ultima domanda vi chiedo di mettere da parte i vostri ruoli professionali e rispondere solo dal punto di vista di chi ha passato settimane immerso nell\u2019ambiente BDSM. A conti fatti, che ne pensate di questi esploratori dell\u2019eros estremo? Sono matti o no?<\/p>\n
C – Commentare al di l\u00e0 dei dati o giudicare in maniera soggettiva un ambiente chiuso e parzialmente diffidente che ci ha accolto con pazienza e senza troppo rigetto sarebbe irrispettoso e poco lungimirante. Qualunque luogo nuovo, con abitudini sconosciute \u00a0e modalit\u00e0 espressive ignote desta allo stesso tempo curiosit\u00e0 e allarme in proporzioni variabili. Cos\u00ec \u00e8 per chiunque in ogni occasione esplorativa. Diverso sarebbe affrontare un ragionamento clinico, ma quello \u00e8 di matrice squisitamente individuale e personale, quindi dovrebbero chiedercelo in privato le persone interessate, non ci arroghiamo certo il diritto di etichettare aprioristicamente gruppi di persone (che peraltro in questo periodo si sono spesso divertite ad etichettare noi, cadendo nella stessa trappola che qui cerchiamo di evitare).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
La scienza ha cominciato a studiare sporadicamente il BDSM e le persone che praticano giochi erotici di dominazione nel 1920, quando era ancora considerato un tutt\u2019uno col sadomasochismo patologico. I risultati variavano a seconda di come venisse definito l\u2019oggetto dello studio, ma il consenso generale \u00e8 sempre stato che questo tipo di attivit\u00e0 fosse molto […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":100,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[12,19,25,10,11,20,21],"tags":[],"class_list":["post-966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bdsm","category-cultura","category-interviste","category-notizie","category-parafilie","category-persone","category-salute"],"yoast_head":"\n
Chi fa BDSM? Due ricerche e un\u2019intervista - Ayzad<\/title>\n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n \n \n \n \n \n\t \n\t \n\t \n