{"id":2051,"date":"2013-05-13T00:00:00","date_gmt":"2013-05-12T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2013\/05\/13\/yva-richard-primo-negozio-fetish\/"},"modified":"2022-07-03T01:39:08","modified_gmt":"2022-07-02T23:39:08","slug":"yva-richard-primo-negozio-fetish","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/yva-richard-primo-negozio-fetish\/","title":{"rendered":"Yva Richard, primo negozio fetish del mondo"},"content":{"rendered":"
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I miei lettori certe volte sono proprio dei precisini. Un paio di mesi fa vi avevo mostrato quel che avevo definito \u2018il primo film fetish della storia<\/a>\u2019, poich\u00e9 conteneva scene di adorazione dei piedi e di fustigazione, ma nessuna pornografia. Nell\u2019arco di poche ore avevo gi\u00e0 ricevuto tre email che sostenevano mi fossi sbagliato: quello non era fetish, ma solo una sessione di BDSM che comprendeva \u201caccidentalmente\u201d elementi di feticismo delle calzature, poich\u00e9 non vi era una particolare attenzione su quelle pratiche. La foto qui sopra non <\/i>\u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 antico di abbigliamento fetish \u201cmoderno\u201d \u2013 perch\u00e9 ci tengo a mantenere questo sito privo di immagini troppo esplicite. La modella e gran parte degli accessori sono tuttavia gli stessi, per cui lasciate che vi presenti la signora Nativa Richard<\/a>, esibizionista da record nella Parigi del 1923, nota anche come \u2018Miss Milado\u2019 o \u2018Helios\u2019. Le invenzioni di Yva Richard avevano un successo tale che qualche anno dopo vennero plagiate perfino oltreoceano, dal negozio \u2018per interessi speciali\u2019 gestito a New York dal misterioso Charles Guyette<\/a>. L\u2019unico vero concorrente era per\u00f2 un altro atelier parigino chiamato Diana Slip<\/i><\/a> e specializzato in lingerie piena di pizzi e piuttosto oscena. [\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" I miei lettori certe volte sono proprio dei precisini. Un paio di mesi fa vi avevo mostrato quel che avevo definito \u2018il primo film fetish della storia\u2019, poich\u00e9 conteneva scene di adorazione dei piedi e di fustigazione, ma nessuna pornografia. 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Secondo me la questione \u00e8 assai vaga e soprattutto di nessuna importanza, per cui credo che manterr\u00f2 la mia posizione. Ma il punto \u00e8 che quelle critiche mi hanno spinto a meditare su quale <\/i>fosse la prima immagine inequivocabilmente fetish che avessi mai scovato\u2026 e a una bella ricerca per approfondire l\u2019argomento. Oggi posso quindi condividere con voi le mie scoperte.\r\n\r\nLa foto qui sopra non <\/i>\u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 antico di abbigliamento fetish \u201cmoderno\u201d \u2013 perch\u00e9 ci tengo a mantenere questo sito privo di immagini troppo esplicite. La modella e gran parte degli accessori sono tuttavia gli stessi, per cui lasciate che vi presenti la signoraNativa Richard<\/a>, esibizionista da record nella Parigi del 1923, nota anche come \u2018Miss Milado\u2019 o \u2018Helios\u2019.\r\nNativa era una sarta che si creava da sola questi completini perversucci, e con il marito \u201cL.\u201d aveva fondato quella che viene generalmente considerata la prima boutique fetish del mondo, Yva Richard<\/i>. Proprio come i negozi di oggi, Yva Richard vendeva abbigliamento, scarpe e stivali \u201cspeciali\u201d, ma anche le fotografie erotiche dei fratelli Biederer, preservativi, fruste e altri sex toy particolari. Dato che Internet non c\u2019era ancora, i coniugi avevano organizzato una rete internazionale di vendita per corrispondenza che veniva pubblicizzata da riviste cosiddette per gentiluomini quali La vie parisienne <\/i>e Le sourire<\/i>.\r\n\r\nLe invenzioni di Yva Richard avevano un successo tale che qualche anno dopo vennero plagiate perfino oltreoceano, dal negozio \u2018per interessi speciali\u2019 gestito a New York dal misterioso Charles Guyette<\/a>. L\u2019unico vero concorrente era per\u00f2 un altro atelier parigino chiamato Diana Slip<\/i><\/a> e specializzato in lingerie piena di pizzi e piuttosto oscena.\r\nSecondo alcune fonti fu proprio a Diana Slip che L. Richard vendette l\u2019attivit\u00e0 nei tardi anni Venti per concentrarsi sulla realizzazione di foto fetish con sua moglie come protagonista \u2013 ma qui la storia si fa confusa a causa della perdita di informazioni affidabili durante le due guerre mondiali. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che nessuno dei negozi sopravvisse all\u2019invasione nazista\u2026 ma il loro ricordo sopravvive tutt\u2019oggi.\r\n
Mah. Secondo me la questione \u00e8 assai vaga e soprattutto di nessuna importanza, per cui credo che manterr\u00f2 la mia posizione. Ma il punto \u00e8 che quelle critiche mi hanno spinto a meditare su quale <\/i>fosse la prima immagine inequivocabilmente fetish che avessi mai scovato\u2026 e a una bella ricerca per approfondire l\u2019argomento. Oggi posso quindi condividere con voi le mie scoperte.<\/p>\n
Nativa era una sarta che si creava da sola questi completini perversucci, e con il marito \u201cL.\u201d aveva fondato quella che viene generalmente considerata la prima boutique fetish del mondo, Yva Richard<\/i>. Proprio come i negozi di oggi, Yva Richard vendeva abbigliamento, scarpe e stivali \u201cspeciali\u201d, ma anche le fotografie erotiche dei fratelli Biederer, preservativi, fruste e altri sex toy particolari. Dato che Internet non c\u2019era ancora, i coniugi avevano organizzato una rete internazionale di vendita per corrispondenza che veniva pubblicizzata da riviste cosiddette per gentiluomini quali La vie parisienne <\/i>e Le sourire<\/i>.<\/p>\n
Secondo alcune fonti fu proprio a Diana Slip che L. Richard vendette l\u2019attivit\u00e0 nei tardi anni Venti per concentrarsi sulla realizzazione di foto fetish con sua moglie come protagonista \u2013 ma qui la storia si fa confusa a causa della perdita di informazioni affidabili durante le due guerre mondiali. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che nessuno dei negozi sopravvisse all\u2019invasione nazista\u2026 ma il loro ricordo sopravvive tutt\u2019oggi.<\/p>\n
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