{"id":2029,"date":"2013-05-29T00:00:00","date_gmt":"2013-05-28T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2013\/05\/29\/videogiochi-e-sesso\/"},"modified":"2013-05-29T00:00:00","modified_gmt":"2013-05-28T22:00:00","slug":"videogiochi-e-sesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/videogiochi-e-sesso\/","title":{"rendered":"Videogiochi e sesso: la rivoluzione indie"},"content":{"rendered":"
La reazione della maggior parte della gente quando sente parlare di \u201cvideogiochi e sesso\u201d \u00e8 immaginarsi qualcosa tipo il famigerato RapeLay<\/i><\/a> \u2013 sostanzialmente un simulatore di stupri \u2013 o la sequenza porno nascosta<\/a> in Grand Theft Auto<\/i>. In effetti quel genere di giochi osceni e piuttosto infantili \u00e8 in giro da sempre, come dimostra Custer\u2019s revenge <\/i><\/a>del 1982, e probabilmente continuer\u00e0 a esserlo a lungo, a giudicare dall\u2019eterno successo del genere ch\u014dky\u014d <\/i><\/a>o di assurdit\u00e0 come la serie Cho aniki<\/i><\/a>.<\/p>\n Da un paio d\u2019anni tuttavia l\u2019argomento ha assunto nuovi significati grazie alla crescita dei giochi indie<\/i>. I videogame indipendenti vengono realizzati da team piccolissimi o addirittura da autori solitari. Grafica fotorealistica e altri orpelli tendono a essere sacrificati in favore del puro contenuto \u2013 che si tratti di spara-spara retr\u00f2, demenzialit\u00e0 consapevole, ossessione nerd per strategie complicatissime o\u2026 di un messaggio.<\/p>\n In una societ\u00e0 in cui la maggior parte degli adulti \u00e8 cresciuta giocando con i videogiochi, il software viene ormai considerato un mezzo come altri tramite cui un autore possa esprimere le proprie dichiarazioni artistiche. Ma con una differenza: l\u2019interattivit\u00e0 dei giochi li rende lo strumento ideale per trasmettere davvero esperienze personali, poich\u00e9 l\u2019utente si trova letteralmente a indossare i panni del protagonista e a subire le conseguenze delle proprie azioni nelle diverse situazioni che gli vengono inflitte. Come in ogni altro genere, i giochi sul sesso vanno dal sublime allo squallido. Alcuni andrebbero premiati per l\u2019originalit\u00e0: dubito che possiate avere occasione di vivere una \u201cnotte lesbo-BDSM andata storta quando la dominatrice si \u00e8 rivelata una cannibale\u201d se non affrontando Encyclopedia Fuckme and the case of the missing entr\u00e9e<\/i><\/a>, o almeno lo spero. Altri giochi si basano sullo straniamento di vedere immagini e dinamiche classiche applicate al racconto di storie molto diverse da quel che ci si aspetterebbe da un look ispirato, per esempio, a Legend of Zelda<\/i>. L\u2019approccio pi\u00f9 toccante a questo argomento si trova tuttavia in un altro gioco dallo stile cos\u00ec minimalista da essere composto interamente da semplici quadrati colorati. L\u2019obiettivo di Lim <\/i><\/a>\u00e8 guidare alla meta il proprio quadratino color arcobaleno, attraversando una serie di ambienti popolati da quadrati monocolori. Il problema \u00e8 che molti di essi nutrono forti pregiudizi nei nostri confronti e ci si scagliano contro rendendo difficile ogni progresso. La soluzione: premere un tasto per \u201cuniformarsi\u201d. La reazione della maggior parte della gente quando sente parlare di \u201cvideogiochi e sesso\u201d \u00e8 immaginarsi qualcosa tipo il famigerato RapeLay \u2013 sostanzialmente un simulatore di stupri \u2013 o la sequenza porno nascosta in Grand Theft Auto. In effetti quel genere di giochi osceni e piuttosto infantili \u00e8 in giro da sempre, come dimostra Custer\u2019s […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":712,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[19,13,10,11,15],"tags":[],"class_list":["post-2029","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-mass-media","category-notizie","category-parafilie","category-web"],"yoast_head":"\n
Il risultato sono giochi indie su temi come la depressione, l\u2019elaborazione del lutto, la maternit\u00e0, lo shock culturale<\/a> e altre profonde esperienze umane \u2013 comprese le sessualit\u00e0 alternative.<\/p>\n
\u00c8 il caso di Mainichi<\/i><\/a>, che assomiglia a un tipico gioco di ruolo in stile giapponese ma descrive la realt\u00e0 quotidiana dell\u2019autrice, una trans meticcia costantemente bombardata dalle critiche altrui. I dilemmi vissuti da chi sceglie di cambiare sesso sono anche il tema dell\u2019astratto e a volte pretenzioso Dys4ia<\/i><\/a>.<\/p>\n
Ci\u00f2 nasconde il nostro colore dietro una tinta blanda e poco appariscente\u2026 per\u00f2 rallenta anche i movimenti e restringe la nostra prospettiva sul mondo. Per non parlare dei tremiti sempre pi\u00f9 gravi che provoca. La domanda diventa allora: quale tipo di sofferenza si \u00e8 disposti a subire per essere se stessi?
Mi chiedo cosa penserebbero i bigotti se venissero costretti a giocare con questi titoli e a sperimentare cosa significhi davvero<\/a> essere diversi dalla massa. Capirebbero? Preferirebbero spararsi<\/a>? Programmerebbero pi\u00f9 giochi anti-gay<\/a>? In ogni caso, abbiamo fatto proprio molta strada dai tempi di Pac-Man<\/i>\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"