{"id":2010,"date":"2012-12-29T00:00:00","date_gmt":"2012-12-28T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2012\/12\/29\/tokyo-si-stufo-delle-lolite\/"},"modified":"2012-12-29T00:00:00","modified_gmt":"2012-12-28T23:00:00","slug":"tokyo-si-stufo-delle-lolite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/tokyo-si-stufo-delle-lolite\/","title":{"rendered":"Una sberla da 5 euro: come Tokyo si stuf\u00f2 delle lolite"},"content":{"rendered":"
Tanto tempo fa, quando il Giappone era ancora un posto lontano e misterioso, gli occidentali pi\u00f9 morbosi amavano scandalizzarsi per il lolicon<\/em>, ossia il \u2018lolita complex\u2019, complesso delle adolescenti. Data l\u2019et\u00e0 media piuttosto alta del paese e tutta una serie di fattori culturali e sociali di cui magari parleremo un\u2019altra volta, una considerevole parte di maschi nipponici adulti prova infatti una malsana attrazione per le ragazzine, che fino a trent\u2019anni fa si esprimeva di solito sbavando con un certo imbarazzo sui personaggi dei manga.<\/p>\n Le cose sono tuttavia cambiate a partire dagli anni \u201980 del secolo scorso con un\u2019offerta di prodotti commerciali sempre pi\u00f9 esplicitamente rivolti a questa fascia di pubblico: video e riviste ammiccanti, bamboline equivoche, videogame e locali appositi. L\u2019aspetto particolarmente giovanile delle donne orientali, gli atteggiamenti e gli abiti da adolescente hanno permesso di mettere in scena \u201cbimbe\u201d di 20 o 30 anni, per la gioia di tutti gli appassionati.<\/p>\n