{"id":1962,"date":"2010-07-21T00:00:00","date_gmt":"2010-07-20T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2010\/07\/21\/tanto-rumore-per-nulla\/"},"modified":"2020-04-27T16:58:48","modified_gmt":"2020-04-27T14:58:48","slug":"tanto-rumore-per-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/tanto-rumore-per-nulla\/","title":{"rendered":"Tanto rumore per nulla"},"content":{"rendered":"
Quando nel settembre 2004 il rotocalco televisivo Lucignolo <\/em>mand\u00f2 in onda il primo servizio in Italia a mostrare le immagini di una festa BDSM le reazioni furono esplosive. Da una parte moltissime persone che ancora non usavano Internet furono entusiaste di scoprire l\u2019esistenza di eventi simili e vi si avvicinarono con piacere; dall\u2019altra la ancora acerba scena online url\u00f2 allo scandalo montando un caso di cui si parl\u00f2 e litig\u00f2 addirittura per anni. L\u2019idea che una troupe fosse entrata a un evento simile veniva descritta come una intollerabile violazione della privacy, un insulto a chi praticasse giochi erotici estremi, una infame operazione pubblicitaria compiuta da mercanti senza scrupoli sulla pelle di vittime innocenti. Il fatto che per molto tempo la puntata non fosse presente negli archivi web della trasmissione esacerb\u00f2 ulteriormente la situazione: come nel gioco del telefono senza fili, i contenuti venivano sempre pi\u00f9 distorti a ogni nuova discussione su siti e forum a tema, finch\u00e9 le leggende urbane raggiunsero livelli terrorizzanti e gli insulti rivolti agli organizzatori dell\u2019evento sempre pi\u00f9 violenti. Poich\u00e9 nemmeno io ero riuscito a visionare il servizio finito, figuriamoci la mia preoccupazione: davvero ero stato corresponsabile di un simile massacro mediatico?<\/p>\n L\u2019operazione era nata in realt\u00e0 proprio per l\u2019obiettivo opposto. Pochi giorni prima di quel party avevo ricevuto la telefonata di Srgino, un amico e gestore di un piccolo impero del foot fetish<\/a> che comprendeva siti e addirittura una trasmissione tv su quel tema. \u00abSta per succedere una catastrofe\u00bb mi aveva informato. \u00abHo saputo che la redazione scandalistica di Italia 1 vuole realizzare un servizio su un gruppo di sciroccati di Firenze che dicono di essere \u201csatanisti sadomaso\u201d, e se va in onda una cosa del genere finir\u00e0 che anche le persone serie come noi si troveranno sulla gogna mediatica. Io purtroppo non ho molto da mostrargli\u2026 ma tu che ne penseresti di farli accedere al tuo Revolution<\/a><\/em>?\u00bb Considerata tutta la fatica che era stata fatta nei vent\u2019anni precedenti per sfatare gli stereotipi deleteri che sui media avevano sempre associato l\u2019eros alternativo a violenza, messe nere e malattie mentali, la risposta non pot\u00e9 che essere positiva. Gli altri organizzatori e io sapevamo bene quanto disagio patissero le persone vittime di quei pregiudizi, cos\u00ec ritenemmo le complicazioni connesse alla presenza di una troupe un piccolo prezzo da pagare a fronte dell\u2019obbligo morale di fornire un\u2019immagine positiva della cultura di cui facevamo tutti parte. L\u2019aspetto pubblicitario \u2013 che comunque poteva riguardare solo lo sponsor \u2013 venne considerato del tutto secondario.<\/p>\n Conoscendo l\u2019approccio sarcastico e attento allo scandalo del programma in questione, tutto lo staff della festa pass\u00f2 parecchie ore a sorvegliare a vista la troupe garantendo che non vi fossero riprese non autorizzate o altri brutti scherzi, ma non ce ne fu bisogno. Gli operatori si comportarono con grande correttezza e vennero inquadrate solo le persone che avevano specificamente richiesto di apparire (molte pi\u00f9 di quelle che mi sarei aspettato, in effetti), firmando ovviamente l\u2019apposita liberatoria. Un paio di frasi vennero montate forse in maniera equivocabile, ma nel complesso si tratt\u00f2 di un servizio pi\u00f9 che dignitoso. La tanto vituperata pubblicit\u00e0 in compenso fu ben poca cosa: oltre a indicare la localit\u00e0 sbagliata come sede dell\u2019evento, la giornalista non cit\u00f2 il nome del locale n\u00e9 quello degli sponsor, mentre quello del party comparve una volta sola. Storpiato. Eppure le critiche avevano raggiunto ormai toni querelabili. In breve tempo venne fuori che il grosso delle voci negative era stato pilotato e alimentato da un paio di siti BDSM \u2013 gestiti guarda caso proprio da persone coinvolte nell\u2019organizzazione di eventi o negozi concorrenti \u2013 e il resto era stato fatto dall\u2019insicurezza cronica di molti sedicenti appassionati, che sentendosi \u201cminacciati\u201d si erano prestati a fare da cassa di risonanza. Quando and\u00f2 online la puntata della discordia le acque cominciarono finalmente a calmarsi. Tuttavia ci vollero anni perch\u00e9 il mito delle \u201cfeste organizzate per ricattare i partecipanti con video nascosti\u201d si sgonfiasse \u2013 complici anche altre organizzazioni che davvero si lasciarono sfuggire paparazzi infiltrati nei loro locali. Oltretutto Lucignolo venne sospeso e i suoi archivi in rete scomparvero un\u2019altra volta \u2013 tanto che ancora oggi su qualche forum \u00e8 possibile trovare chi narri peste e corna di quell\u2019episodio. Per chi dovesse avere ancora dei dubbi, comunque, sono riuscito a ritrovare una vecchia VHS con l’intero servizio. Buona visione.<\/p>\n