{"id":1900,"date":"2019-04-16T00:00:00","date_gmt":"2019-04-15T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2019\/04\/16\/sesso-insolito-disabilita-anna-castagna\/"},"modified":"2024-05-23T14:52:51","modified_gmt":"2024-05-23T12:52:51","slug":"sesso-insolito-disabilita-anna-castagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/sesso-insolito-disabilita-anna-castagna\/","title":{"rendered":"Sesso insolito e disabilit\u00e0 \u2013 Intervista con Anna Castagna"},"content":{"rendered":"
L’anno scorso ho avuto il piacere di ospitare all\u2019evento kinky<\/a> che organizzo tutti i mesi a Milano un laboratorio senza precedenti su eros insolito e disabilit\u00e0. La relatrice era una persona straordinariamente vivace e arguta, che ha lasciato tutti i partecipanti a bocca aperta (e occhi bendati, ma quella \u00e8 un\u2019altra storia). Farvi perdere l\u2019occasione di conoscerla mi sembrava un peccato, cos\u00ec ho provveduto subito con un\u2019intervista\u2026<\/p>\n <\/p>\n Ayzad – Ehil\u00e0! Io sono Ayzad, quello che ti ha invitata a tenere un workshop su disabilit\u00e0 e BDSM al\u00a0Sadistique<\/a>. E tu chi sei?<\/strong><\/p>\n Anna Castagna – Ciao! Io sono Anna, e non credo basterebbe un libro intero per descrivermi. Riassumendo al massimo, diciamo che sono una persona molto dinamica: amo le sfide e le emozioni, mi piace mettermi in gioco e penso che nella vita non si smetta mai di imparare. Amo il BDSM. Mi occupo di sessualit\u00e0: ho una laurea in Scienze dell\u2019educazione, una in Scienze e tecniche psicologiche, e sono certificata come educatrice e consulente sessuale presso l\u2019AISPA<\/a>. \u00a0Ah, giusto: sono anche disabile.<\/p>\n <\/p>\n Ti devo fare una confessione. Quando ti ho chiesto di intervenire in un contesto cos\u00ec ludico come quello di un club kinky avevo un po’ paura che i partecipanti reagissero negativamente a una proposta cos\u00ec insolita. La prima sorpresa \u00e8 stata invece ricevere un sacco di riscontri positivi gi\u00e0 nelle settimane precedenti l’evento: credi che sia dipeso dalla presenza di tanti\u00a0esploratori sessuali<\/a>, o \u00e8 proprio l’argomento a risuonare con l’interesse generale?<\/strong><\/p>\n Credo che, come in ogni cosa, il successo di un progetto non dipenda solo da una causa ma da molte. L\u2019argomento sta sicuramente cominciando a uscire dalla nebbia e a suscitare curiosit\u00e0, bench\u00e9 ci sia ancora molto lavoro da fare. Vedere tutto quell\u2019interesse mi ha fatto piacere, e credo che oltre agli esploratori ci fossero molte persone davvero aperte mentalmente. Il vero punto di svolta \u00e8 la voglia di porsi domande sempre nuove, lasciare il vecchio per aprirsi al nuovo\u2026 e spero tanto di aver contribuito almeno un pochino a stimolare questo approccio.<\/p>\n <\/p>\n A quanto mi risulta, per\u00f2, \u00e8 stata la prima volta che in Italia si sia parlato di eros non normativo e disabilit\u00e0… e una delle poche su sesso e disabilit\u00e0 in generale. Come mai?<\/strong><\/p>\n Purtroppo la disabilit\u00e0 \u00e8 ancora considerata una condizione asessuata. Se ancora non siamo riusciti a scardinare del tutto questo concetto, pensa quanto scalpore possa fare parlare addrittura di disabilit\u00e0 e sessualit\u00e0 alternative! La nostra cultura subisce ancora una serie di influenze che ci porta a ritenere le persone diversamente abili poco attraenti, non sensuali, fragili, quasi imprigionate in un\u2019aura di infanzia perenne. Finch\u00e8 non si lavorer\u00e0 su questi stereotipi sar\u00e0 difficile riuscire ad affrontare certi temi a 360 gradi.<\/p>\n <\/p>\n Eppure sono condizioni che riguardano… quanti nostri connazionali?<\/strong><\/p>\n Calcola solo che il 7,2% delle persone in Italia \u00e8 affetta da disabilit\u00e0, quindi sono circa 4,5 milioni di cittadini.<\/p>\n <\/p>\n \u00a0…che, applicando la celebre statistica per cui un italiano su sei nutre fantasie erotiche di dominazione e sottomissione, ci porta a una popolazione di 750.000 persone. Al di l\u00e0 del fatto che la sessualit\u00e0 \u00e8 un diritto per tutti che non andrebbe ignorato nemmeno se coinvolgesse una sola persona, non sono cifre da \u201cfenomeno marginale\u201d! Se penso a quante energie si perdono per litigare attorno all\u2019immigrazione in Italia, che riguarda un non dissimile 8,5% della popolazione<\/a>, sembra un disinteresse davvero assurdo.<\/strong><\/p>\n <\/p>\n Proprio cos\u00ec: dici bene su come non andrebbe ignorato nemmeno se riguardasse una sola persona! Tuttavia resta un argomento lasciato in secondo piano, come se non destasse abbastanza interesse. Io credo che, al di la di cifre e statistiche, la verit\u00e0 sia che l\u2019argomento delle sessualit\u00e0 alternative unite alla disabilit\u00e0 sia considerato molto scomodo da una societ\u00e0 fondata ancora su idee morali per cui alcune pratiche dovrebbero essere \u201cnon appropriate\u201d. Se consideri che ancora non siamo ancora riusciti a muovere dei passi importanti nell\u2019affrontare la sessualit\u00e0 vanilla <\/em>dei diversamente abili, figurati quando si mette in campo roba come il BDSM!<\/p>\n <\/p>\n Il mio obiettivo era portare i partecipanti a fare quello che io definisco \u201cil crack\u201d. Con questo termine indico la distruzione degli stereotipi che ci siamo portati dietro fino a quel momento, in modo di dare spazio a nuovi concetti. Un crack non significa trovare delle risposte, ma cominciare a porsi domande nuove. <\/p>\n Parole sante… per\u00f2 \u00e8 anche vero che alcuni pregiudizi emersi non sono del tutto campati per aria, tanto che li avevamo perfino previsti in fase di preparazione dell’incontro. Partiamo da quello pi\u00f9 antipatico, cos\u00ec togliamo di mezzo il proverbiale elefante in salotto: alcune persone disabili, comprese alcune con un profilo mediatico molto forte, hanno atteggiamenti insopportabili. Per quanto sia comprensibile che una vita di discriminazioni possa rendere meno gioviali, c’\u00e8 pure chi della sua condizione si approfitta per pretendere di non sottostare alle norme della convivenza civile.<\/strong><\/p>\n \u00c8 vero: capita molto spesso. Purtroppo il \u201climite\u201d del condizionamento sociale di cui parlavamo prima investe tutti, disabili compresi. Io ritengo infatti che sia assolutamente necessario fare una sensibilizzazione a 360 gradi. Lo dico spessissimo: \u00abNon possiamo chiedere di essere capiti se siamo noi stessi i primi a non farlo, o peggio ancora a discriminare l\u2019altro.\u00bb<\/p>\n <\/p>\n Continuo a fare l’avvocato del diavolo, e ribatto:\u00a0\u00abFacile dirlo per te, che sei giovane, bella, emancipata e abiti non lontano da una metropoli cosmopolita come Milano…\u00bb<\/strong><\/p>\n No, dirlo non \u00e8 facile per nessuno, e intendo proprio nessuno, nemmeno per quelle persone che stanno combattendo battaglie meno appariscenti delle nostre sedie a rotelle. I problemi non si vincono giocando a chi sta peggio, ma osando. <\/p>\n Ok, fammi tornare a un ruolo a me pi\u00f9 consono. Come praticante di BDSM mi viene da osservare che, al di l\u00e0 di tutto, anche chi non ha pregiudizi si trova per\u00f2 spiazzato a rapportarsi con un corpo insolito, con necessit\u00e0 e limiti diversi da quelli con cui si \u00e8 abituati a relazionarsi. Chi fa BDSM impara a stare attentissimo alla sicurezza e al benessere del partner, ed \u00e8 comprensibile una certa paura di fare danni imprevisti.<\/strong><\/p>\n Ma avere paura non \u00e8 mica una cosa brutta! Io credo sia anzi bellissimo, e forse \u00e8 proprio la paura suscitata dalla diversit\u00e0 a renderla affascinante; basta solo capirlo, ammetterlo, e giocarci insieme nell\u2019ascolto e nel dialogo. \u00c8 un bene che ci si preoccupi dell\u2019incolumit\u00e0 degli altri, anche perch\u00e9 davanti a corpi \u201cdiversi\u201d \u00e8 appropriato agire con cautela, cercando di capirli, sentirli e conoscerli. Sono convinta che sia sempre meglio fare una domanda in pi\u00f9 che una in meno, perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 intuire come il partner reagisca nella mente, nel corpo e nell\u2019emotivit\u00e0.<\/p>\n Un altro tema emerso nell’incontro sono le disabilit\u00e0 psichiche…<\/em><\/strong><\/p>\n Si, esatto. Per\u00f2 in quell\u2019ambito non ho voluto dilungarmici perch\u00e9 la pratica del BDSM si basa sul concetto di consenso<\/em>\u2026 e nel caso di disabilit\u00e0 psico\/intellettive il consenso non \u00e8 riconosciuto e riconoscibile, per cui cade nel nulla tutto ci\u00f2 che ruota attorno a incontri complessi come le sessioni BDSM. Tuttavia, eros estremo a parte, ritengo sia doveroso porre l\u2019accento come anche le persone affette da disabilit\u00e0 psico\/intellettiva abbiamo il diritto di vivere e conoscere la sessualit\u00e0 compatibilmente con le loro storie di vita e i loro limiti personali. Non si pu\u00f2 mica continuare a sostenere che non abbiano anche loro esigenze sessuali!<\/p>\n <\/p>\n …e, fra gli altri temi, i compromessi legati a una condizione di disabilit\u00e0. Ricordo una battuta tremenda da un film credo di Kevin Smith:\u00a0\u00abAdoro scoparmi le ragazze cieche: sono\u00a0cos\u00ec\u00a0grate…\u00bb Mettiamo da parte le ipocrisie e chiediamoci: quanto c’\u00e8 di vero su come tutti i pregiudizi di cui abbiamo parlato influiscano sul consenso delle persone disabili?<\/strong><\/p>\n Sicuramente vi influiscono molto: purtroppo il pregiudizio agisce come un’onda che travolge tutti indistintamente, compresi i diretti interessati. Qui sarebbe molto interessante analizzare il significato profondo del concetto di consenso: quanto consenso pu\u00f2 esserci veramente se mi sento inferiore a te? <\/p>\n Prima di chiudere vorrei chiederti anche se il workshop abbia portato qualche nuova consapevolezza anche a te.<\/strong><\/p>\n Oh, sicuramente! Soprattutto sul fatto che parlare in pubblico mi d\u00e0 molto meno disagio di quel che pensassi\u2026 No, scherzi a parte: mi ha fatto proprio piacere riscontrare tutto quell\u2019interesse, che a essere sincera non mi aspettavo.<\/p>\n <\/p>\n Ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi hai dedicato e per tutto il resto. Se qualche lettore volesse saperne di pi\u00f9 sul tuo lavoro, dove pu\u00f2 trovarti?<\/strong><\/p>\n Accidenti, me lo chiedi proprio ora che sto ristrutturando completamente tutta la mia presenza online! Come dicevo prima, amo molto sperimentarmi e sto per buttarmi in un nuovo progetto un po\u2019 matto. Non \u00e8 il momento di anticipare nulla, ma quando sar\u00e0 pronto potrai aggiornare l\u2019articolo con il giusto link<\/a>?<\/p>\n <\/p>\n Altroch\u00e9, anche perch\u00e9 sono curiosissimo di vedere cosa ti stai inventando!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" L’anno scorso ho avuto il piacere di ospitare all\u2019evento kinky che organizzo tutti i mesi a Milano un laboratorio senza precedenti su eros insolito e disabilit\u00e0. La relatrice era una persona straordinariamente vivace e arguta, che ha lasciato tutti i partecipanti a bocca aperta (e occhi bendati, ma quella \u00e8 un\u2019altra storia). 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Mi sa che questo \u00e8 il momento giusto per raccontare cosa hai fatto fare a chi ha partecipato al tuo workshop.<\/strong><\/p>\n
\nDurante l\u2019incontro ho fatto bendare le persone cos\u00ec da renderle disabili per un breve momento, facendo loro condividere la stessa disabilit\u00e0 ma ciascuna chiaramente con una storia e con emozioni differenti. Poi ho chiesto loro di pensare alle prime tre cose che gli fossero venute in mente pensando alla parola \u2018disabile\u2019. Dopo qualche minuto di conversazione ho quindi invitato tutti a ripensare a quelle parole, facendoli riflettere come sarebbe stato se qualcuno avesse considerato la loro persona sulla base dei limiti e degli aggettivi che loro stessi avevano istintivamente associato al concetto di disabilit\u00e0.
\nIl fatto \u00e8 che, nel BDSM come nell\u2019incontro con la disabilit\u00e0, i limiti che leggiamo nell\u2019altro non sono tanto suoi quanto nostre proiezioni. Il punto di svolta \u00e8 arrivare a questa consapevolezza e riconoscere come a volte la diversit\u00e0 possa farci paura.<\/p>\n
\nHai mai pensato che forse io sono come mi hai descritta perch\u00e9 sono uscita dal guscio e dalla nebbia, e non il contrario?<\/p>\n
<\/p>\n
\nQuanto consenso pu\u00f2 esserci veramente se non mi sento all’altezza? Se penso di poter avere solo questa occasione per vivere la mia sessualit\u00e0?
\nQuesta \u00e8 l\u2019occasione perfetta per sottolineare come tale fenomeno nasca dalla poca conoscenza di s\u00e9, del proprio corpo e della propria sessualit\u00e0. Basterebbe fare una vera sensibilizzazione, una vera educazione alla sessualit\u00e0 per arginarlo a monte. Per essere davvero liberi di scegliere bisogna avere i mezzi attraverso cui comprendere del tutto la situazione: se non si ha modo di analizzarla criticamente si finisce per forza sul ricadere sulle poche scelte di comodo che gi\u00e0 conosciamo. Che si trattasse di una battuta o di un caso reale, nel tuo esempio salta all\u2019occhio in entrambi i protagonisti la mancanza di una sensibilizzazione nei confronti del sesso, del proprio corpo e di quello del partner.<\/p>\n