{"id":1744,"date":"2012-12-15T00:00:00","date_gmt":"2012-12-14T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2012\/12\/15\/jelqizzatore\/"},"modified":"2012-12-15T00:00:00","modified_gmt":"2012-12-14T23:00:00","slug":"jelqizzatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/jelqizzatore\/","title":{"rendered":"Oggetti indispensabili: il jelqizzatore"},"content":{"rendered":"
Guardate bene l\u2019oggetto qui sopra e provate a immaginare di cosa si tratti. Un applicatore di sciolina? Un bi-rullo per bi-dipingere le pareti? Qualche strano giocattolo BDSM? Ebbene, no: per la modica cifra di 134 euro, quello \u00e8 un jelqizzatore<\/em>, ossia uno strumento con cui fare i jelq \u2013 di cui anche io ignoravo l\u2019esistenza fino a cinque minuti fa. Viene fuori che \u2018i jelq\u2019 sono esercizi per lo sviluppo del pene, frutto di una millenaria tradizione del Sudan che ha l\u2019unico difetto di essere documentata solo dalle dozzine di siti che vendono aggeggi simili.
La teoria, comunque, sarebbe quella di strizzarsi l\u2019uccello e spremerlo come un tubetto di dentifricio, spingendo il sangue in direzione del glande. Cos\u00ec facendo si produrrebbero microlesioni interne che, microcicatrizzandosi nel microtempo di una buona nottata di sonno, a lungo andare aumentano le dimensioni virili. E come \u00e8 evidente a chiunque creda a una idiozia simile, ci\u00f2 richiede l\u2019uso di questi super-rulli compressori \u2013 che immagino venissero venduti online anche nel Sudan preistorico. Ma non \u00e8 finita qui.<\/p>\n