\u00e8 uscito da poco e visto il clima qualcuno pensa che sia il momento di fare un bell’articolo-shock. Per gli altri non so se lo sia stato, ma per me di sicuro. La maggior parte delle dichiarazioni che mi vengono attribuite sono infatti o molto distorte, o inventate di sana pianta. Ancora oggi mi chiedo perch\u00e9. Rispetto all’originale ho aggiunto qualche ritorno a capo, altrimenti sarebbe stato davvero difficile leggerlo.<\/em><\/span><\/p>\n XXX: L’INSOLITO PIACERE<\/span><\/strong><\/span><\/p>\ndi Monica Maggi<\/em><\/p>\nUn manuale per saperne (e farne) di pi\u00f9. O un aiuto per capire cosa si sta facendo? XXX non \u00e8 un film a luci rosse, ma lo Zingarelli del sesso. Tutto. Fuorch\u00e9 \u201cnormale\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n\u201cPer dedicarsi a pratiche eccezionali, sono necessarie competenze eccezionali, nel senso proprio della parola\u201d. Il consiglio \u00e8 di Ayzad, un nome misterioso dietro cui si cela un\u2019altrettanto misteriosa identit\u00e0. Di certo si conosce la sua passione: il bdsm, cio\u00e8 le pratiche sadomaso. Ayzad vive a Milano, \u00e8 al suo secondo libro: dopo BDSM, guida per esploratori dell\u2019erotismo estremo<\/em>, ora raddoppia con una triplice x: XXX, il dizionario del sesso insolito.<\/em> Si \u00e8 favoleggiato sulla sua professione: medico. E il perch\u00e9 c\u2019\u00e8: Ayzad ha una disinvoltura e una propriet\u00e0 nelle pratiche sadomaso e nei neologismi sessuali da lasciare interdetti. Ma la sua \u00e8 solo passione e lungo tirocinio (si legge sulla sua biografia) da una mistress tedesca per un anno intero, dal 1989 al 1990. \u201cCito sempre un episodio di un anno fa circa. Ero a un congresso internazionale, e mi sono trovato a conversare con dei sessuologi che mi consideravano un loro collega. All\u2019inizio \u00e8 stato piacevole: poi ci siamo resi conto di parlare lingue completamente diverse. Loro mi chiedevano di algolagnia egosintonica <\/em>e candaulismo<\/em>; io rispondevo con dati su bukkake <\/em>e felching<\/em>. In realt\u00e0 stavamo parlando della stessa pratica, io con una terminologia erotica, loro con un\u2019accezione da studiosi clinici.<\/p>\nIl fatto \u00e8 che, in tempi di internet e cultura globale, anche la sessualit\u00e0 \u00e8 cambiata molto rispetto a ci\u00f2 che si studia sui libri. Mentre gli intellettuali continuano a ripetere e seguire gli insegnamenti di Freud, Kinsey, Masters-Johnson & C., il mondo si \u00e8 riempito di gente che a 18 anni gi\u00e0 scarica filmati scat <\/em>giapponesi, sa tutto di piercing e body modification<\/em>, ha unafucking machine <\/em>nascosta nell\u2019armadio e passa le giornate a discutere di sesso estremo su forum internazionali. \u00c8 stato cos\u00ec che mi sono trovato a vivere fra due culture parallele, che non comunicano fra loro anche per via della mancanza di un linguaggio condiviso, sostituito da gerghi incomprensibili ai non iniziati\u201d. Per questo nasce prima il vocabolario sadomaso, e poi quello del sesso insolito.<\/p>\nMa insolito perch\u00e9? Perch\u00e9 lo si estrae dalla sfera della normalit\u00e0 (e allora qui gli aficionados si schierano involontariamente dalla parte di chi li addita come perversi<\/em>) o perch\u00e9 \u00e8 guardato eroticamente quando e dove gli esperti lo relegano in ambiti di patologia? E c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di un dizionario? \u201cXXX \u00e8 nato per riunire questi due mondi. Non va ignorata la massa delle persone che si dedica anche con improvvisazione a pratiche estreme. Perch\u00e9 lo faccia non \u00e8 dato sapere e neanche ce lo dobbiamo chiedere. Aumentare il piacere, provare nuove emozioni, sondare zone in penombra della propria sessualit\u00e0, emulare qualche figura o scena vista al cinema. Sta di fatto che simili pratiche possono essere sperimentate da tutti, ma per assicurarsi di non fare danni fisici o psicologici sono richieste numerose nozioni di fisiologia, anatomia, psicologia e persino fisica e chimica che \u00e8 meglio non ignorare. Lo stesso vale per banalit\u00e0, quali conoscere le norme di primo soccorso in caso di incidenti che magari non capiteranno mai, ma \u00e8 meglio saper contenere oltre che prevenire. Un esempio: se appendi una persona per i polsi legati come si vede nei film, c\u2019\u00e8 un forte rischio di ledere nervi e legamenti, per non parlare del fatto che nel momento in cui questa riabbasser\u00e0 le braccia il calo improvviso di pressione la far\u00e0 sicuramente svenire e magari sbattere la testa, se non si muove con cautela. Ci sono centinaia di banalit\u00e0 simili da tenere in considerazione, niente di trascendentale, ma sono un ottimo motivo per non improvvisarsi novelli marchesi de Sade\u201d.<\/p>\nE l\u2019associazione di idee di chi scrive \u00e8 immediata: al Torture Garden di Londra, come all\u2019omonimo italiano, non sono pochi i personaggi appassionati di bdsm ed esperti di medicina, se non proprio professionisti. \u201cSe hai notato tanti medici fra chi pratica queste cose non \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019esclusiva di categoria, ma perch\u00e9 sono giochi che richiedono una mentalit\u00e0 curiosa e la voglia di studiare un po\u2019. Chi questo tipo di pensiero scientifico l\u2019ha gi\u00e0 sviluppato per mestiere ha quindi pi\u00f9 facilit\u00e0 nell\u2019approcciare certe forme di sessualit\u00e0 alternativa. Un effetto collaterale interessante \u00e8 che, una volta che questi giochi ti hanno portato ad avere un approccio critico \u2018istintivo\u2019 alle cose, poi di solito finisci col mettere in discussione anche tanti aspetti della vita che con l\u2019erotismo hanno poco a che fare. Tipo le certezze spacciate dai giornali e dalla tv, tanto per dire\u201d.<\/p>\n
Per\u00f2 anche dare una veste grafica e pure editoriale a una sfera cos\u00ec intima e particolare ha i suoi rischi. Come quello di normalizzare giochi e pratiche che tanto nella norma non sono. Roberta Rossi, psicosessuologa: \u201cNon voglio dare del perverso a chi si dedica a giochi sadomaso. Ma voglio ricordare che queste pratiche sono chiamate parafilie. Volutamente, e lo fa anche il Dsm (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) che fino a poco tempo fa le citava come perversioni: lo fa per uscire da un contesto giudicante, che poco si addice al mondo sfaccettatissimo della sessualit\u00e0. Il termine parafilia sta a indicare pratiche sessuali non usuali, senza necessariamente implicare che queste siano \u2018sbagliate\u2019. Si arriva a considerarle tali (cio\u00e8 patologiche) quando ricorrono per almeno sei mesi e deve manifestarsi come la forma di sessualit\u00e0 esclusiva o prevalente del soggetto, interferendo in modo rilevante con la sua normale vita di relazione e causandone un disagio clinicamente significativo. Da notare che gran parte di questi comportamenti, se tenuti con partner consenzienti e se non rappresentano l\u2019unico modo in cui il soggetto \u00e8 in grado di raggiungere l\u2019orgasmo, non sono da considerarsi criminali o \u2018malati\u2019. Gli esseri umani sono originali, fantasiosi e creativi ed \u00e8 dunque impossibile stabilire delle norme che determinino, in modo condiviso, dove finisca il \u2018bene\u2019 e dove cominci il \u2018male’: il rapporto sessuale non \u00e8 un comportamento standardizzato, schematico e conformista. \u00c8 dunque giusto che i comportamenti sessuali siano e restino un fatto privato, di interesse esclusivo della coppia, che dovr\u00e0 stabilire le sue norme e le sue sanzioni, cucendole addosso alla personalit\u00e0 e ai desideri dei due partner e alla qualit\u00e0 della relazione che li lega. Se il rapporto d\u2019amore \u00e8 consenziente, libero e piacevole per entrambi i partner, la vera perversione pu\u00f2 consistere nel voler a tutti i costi codifcare delle regole valide per tutti\u201d.<\/p>\n
Ayzad: \u201cNei miei libri ribadisco continuamente: qualsiasi cosa, anche la pi\u00f9 cruenta, viene eroticizzata se l\u2019intesa fra chi gioca lo permette. Viceversa si tratta di violenza. Questo lo dicono anche le numerose testimonianze in bdsm: uno schiaffo o una sculacciata in un momento d\u2019amore parla solo d\u2019amore\u201d. Roberta Rossi: \u201cCi sono persone che hanno bisogno di certezze, e quindi capire bene come si chiama e come si fa quello che loro vivono all\u2019interno del momento erotico pu\u00f2 servire. Fa bene anche sapere cosa fare e cosa non fare per non sconfinare nel pericoloso: ricordiamoci che molte pratiche prevedono una immobilit\u00e0, una costrizione. Questo significa una grande lucidit\u00e0 e conoscenza delle dinamiche. Un mio paziente, nel seguire un gioco bdsm, \u00e8 arrivato a mettere in pericolo la vita della compagna e ora vive questo ricordo in maniera dolorosissima. Per\u00f2 questa tendenza di dare schemi e confini di parole a fluttuazioni variegatissime di identit\u00e0, di ruolo, di desiderio\u2026 beh, lo trovo un po\u2019 inquietante. Ricordo che circa quindici anni fa in Inghilterra gruppi di appassionati di fetish e bdsm chiesero a gran voce di dare un confine fra perversione e gioco erotico. Cosa che venne fatta e a cui ora assistiamo anche in Italia. Va bene, anche il mio ruolo, come sessuologa, ha una funzione all\u2019interno di questo cambiamento. Ma la sfera della sessualit\u00e0, forse, \u00e8 l\u2019unica veramente libera rimasta. L\u2019unica in cui possiamo decidere (dentro una camera da letto simbolica) cosa fare, chi essere, con chi giocare tra le lenzuola, cosa usare, e senza dare nomi o fare l\u2019appello\u201d. Ayzad: \u201cSia la sessuologia ufficiale che l\u2019erotismo del web 2.0 avrebbero da insegnarsi l\u2019un l\u2019altra molte cose interessanti. Come scoprire che esistono piaceri eccezionalmente intensi, segreti utilissimi e \u2013 inutile negarlo \u2013 un sacco di divertenti stranezze ai confini dell\u2019incredibile\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
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