{"id":15931,"date":"2021-09-21T19:44:00","date_gmt":"2021-09-21T17:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ayzad.com\/?p=15931"},"modified":"2021-09-21T19:44:00","modified_gmt":"2021-09-21T17:44:00","slug":"colpa-o-vergogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/colpa-o-vergogna\/","title":{"rendered":"Colpa o vergogna?"},"content":{"rendered":"
Questo articolo \u00e8 stato scritto originariamente per la rivista Psicologia Contemporanea<\/em><\/a><\/p>\n <\/p>\n Veri o immaginari che siano, riveliamo i nostri pi\u00f9 oscuri segreti solo a chi sentiamo essere come noi. Ma incontrarlo non \u00e8 affatto semplice.<\/em><\/p>\n <\/p>\n Per comprendere davvero cosa significhi avere una mentalit\u00e0 aperta consiglio di visitare un festival dedicato all\u2019eros \u201ckinky\u201d<\/a> \u2013 cio\u00e8 consapevolmente e felicemente deviante \u2013 o per lo meno un sito a tema. Vi incontrerete personaggi parecchio bizzarri: dal tale che si veste da pelouche<\/a> all\u2019infermiera con l\u2019hobby di suturare i genitali altrui, dal feticista del taglio di capelli all\u2019appassionato di deprivazione sensoriale, alla cultrice dell\u2019ipnosi erotica<\/a> e cos\u00ec via. Il rapporto fra sessualit\u00e0 e senso di colpa \u00e8 uno stereotipo classico della psicologia, e come tutti gli stereotipi nasce da un fondamento reale. Situazioni come quella appena descritta ricordano per\u00f2 una distinzione importante. La colpa solitamente stimola una reazione, di ammenda o di rifiuto; la vergogna \u00e8 \u201csemplicemente\u201d un macigno che ci schiaccia e paralizza davanti al giudizio altrui, che come spiega bene Jon Ronson<\/a> in I giustizieri della rete<\/a> <\/em>\u00e8 ancora pi\u00f9 terribile perch\u00e9 non ha bisogno di giustificazioni, n\u00e9 pu\u00f2 essere realmente mai rimosso del tutto. Se per\u00f2 la vergogna porta a nascondersi, comunicare le parti di s\u00e9 che si ritiene non corrispondano agli standard comuni diviene particolarmente difficile. Demolire autoconvinzioni nate dalla ripetizione di messaggi oppressivi da parte delle comunit\u00e0 cui si appartiene, le loro istituzioni, la famiglia \u00e8 ancora pi\u00f9 arduo proprio per la difficolt\u00e0 di trovare alleati da cui ottenere supporto. Dinamiche analoghe colorano tuttavia ogni variante cosiddetta \u201cinsolita\u201d dell\u2019eros. Quelle pi\u00f9 comuni \u2013 come per esempio il BDSM<\/a>, praticato in qualche forma da una persona su dieci \u2013 beneficiano di intere sottoculture e comunit\u00e0 organizzate che facilitano l\u2019autoaccettazione offrendo il conforto di una trib\u00f9 di simili. Bench\u00e9 Internet abbia senz\u2019altro facilitato l\u2019incontro di individui con gli stessi gusti, per\u00f2, molte fantasie sessuali rimangono una fonte di disagio perfino per chi non ha intenzione di agirle eppure si trova impossibilitato a comunicarle ed esprimersi quindi completamente. In qualit\u00e0 di professionisti sta a noi quindi creare spazi sicuri in cui i soggetti si sentano liberi di esprimere tutte le proprie sfaccettature sessuali senza autocensurarsi. Ci\u00f2 comporta un lavoro importante sia di soppressione dei nostri stessi inevitabili stigmi, sia di conoscenza reale della miriade di realt\u00e0 spesso rubricate troppo grossolanamente alla voce \u2018parafilia\u2019. Questo articolo \u00e8 stato scritto originariamente per la rivista Psicologia Contemporanea Veri o immaginari che siano, riveliamo i nostri pi\u00f9 oscuri segreti solo a chi sentiamo essere come noi. Ma incontrarlo non \u00e8 affatto semplice. Per comprendere davvero cosa significhi avere una mentalit\u00e0 aperta consiglio di visitare un festival dedicato all\u2019eros \u201ckinky\u201d \u2013 […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15932,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[19,11,21],"tags":[],"class_list":["post-15931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-parafilie","category-salute"],"yoast_head":"\n
\nTanta variet\u00e0 non stupisce in un ambiente che fa dell\u2019accettazione e dell\u2019assenza di giudizio la sua filosofia fondante\u2026 ma uno sguardo pi\u00f9 attento potrebbe notare la strana mancanza dei rappresentanti di alcune fra le parafilie pi\u00f9 ricercate online, ai posti numero 10, 12 e 15 della top 100 delle keyword erotiche stilata da Ogas e Gaddam in A billion wicked thoughts<\/a><\/em>. Si tratta rispettivamente di: coprofilia, incesto e zoofilia<\/a> \u2013 che, per intenderci, suscitano pi\u00f9 interesse di sesso orale (28), lingerie (44), bisessualit\u00e0 (72) e rapporti senza preservativo (96). La ragione di questa anomalia \u00e8 semplice. Bench\u00e9 i potenti archetipi dietro quelle fantasie suscitino in molti forti emozioni, perfino nei luoghi pi\u00f9 tolleranti che ci siano praticamente nessuno ha il coraggio di ammettere curiosit\u00e0 verso argomenti ritenuti tab\u00f9 universali: troppa vergogna.<\/p>\n
\nNel caso del sesso, la colpa \u00e8 una sorta di effetto secondario: il sentimento che le grandi religioni insegnano ad attribuire alla vergogna per un istinto naturale, che tuttavia fino a tempi recentissimi \u00e8 stato ostentatamente condannato dalla morale prevalente. Vivendo immersi in questa cultura e nei suoi retaggi \u00e8 inevitabile esserne tutti influenzati pi\u00f9 o meno profondamente.<\/p>\n
\nIl fenomeno \u00e8 noto e ben studiato nelle sue forme pi\u00f9 comuni, fra cui l\u2019omofobia internalizzata di chi non \u00e8 stato esposto a espressioni positive delle pulsioni omosessuali che sente dentro di s\u00e9, o lo slut shaming (lett. \u2018condanna della promiscuit\u00e0\u2019) inflitto a donne sessualmente serene ma percepite \u201ctroie\u201d da ambienti repressi e repressivi. Semplificando, si ritiene che le disfunzioni e i disagi sessuali siano direttamente proporzionali al senso di vergogna provato per le proprie preferenze, che impedisce di accettare la possibilit\u00e0 di provare piacere.<\/p>\n
\n\u00c8 il caso di quelle citate in apertura, ma non solo. Le fantasie di stupro sono un esempio molto frequente e molto malvisto perfino negli ambienti sex-positive. Ancora pi\u00f9 tab\u00f9 sono i giochi erotici legati alle differenze etniche: scoprirsi col desiderio di mettere in scena a scopo sessuale i terribili traumi vissuti dai propri antenati scatena crisi etiche monumentali. L\u2019elenco potrebbe andare avanti all\u2019infinito.<\/p>\n
\nDue dei principi indicati dal Kink clinical practice guidelines project<\/a><\/em> negli Stati Uniti recitano: \u00abIl terapeuta riconosce che un disagio legato a sessualit\u00e0 alternative pu\u00f2 riflettere stigma internalizzato, oppressione e negativit\u00e0 anzich\u00e9 il sintomo di un disturbo\u00bb e \u00abNel lavoro con clienti che esplorano sessualit\u00e0 alternative o vi si identificano, i terapeuti debbono essere coscienti delle proprie competenze e capacit\u00e0 di trattamento, cercando consulenze, supervisione o referenti appropriati per servirli al meglio\u00bb.
\nIn mancanza di un protocollo analogo anche in Italia, il miglior consiglio \u00e8 ricordare almeno questi principi quando si incontrano (pi\u00f9 spesso di quanto si creda!) casi \u201cinsoliti\u201d. Senza vergognarsi dei propri limiti, naturalmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"