Quando ho aperto una sezione di notizie su questo sito dubitavo che avrei trovato abbastanza materiale per aggiornarlo con una qualsiasi regolarit\u00e0. Quasi un anno dopo pare tuttavia che mi sbagliassi di grosso. A dirla tutta, la cartelletta in cui salvo i link alle notizie da trattare \u00e8 strapiena di roba che non riesco pi\u00f9 a trovare il tempo di scrivere. Il lancio di Peccati originali<\/em><\/a> e l\u2019imminente redesign di www.ayzad.com<\/em> mi stanno portando via ogni momento libero, e per quanto sia triste vedere certe notizie ricoprirsi di polvere digitale, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di nuovo e pi\u00f9 stimolante di cui parlare. Guardandolo mi sono divertito a notare le similitudini e le differenze fra ci\u00f2 che veniva mostrato e il mondo fetish di oggi: il tono giornalistico e un po\u2019 clinico delle note del narratore; la confusione fra fetish e BDSM; la moda, naturalmente; lo spettacolo delle sfilate unito agli sguardi imbarazzati e colpevoli delle modelle (tutt\u2019altro che anoressiche)\u2026
\n\u00c8 il caso per esempio della riscoperta online di Dressing for pleasure<\/em>, un documentario del 1977 sulla scena fetish in Gran Bretagna \u2013 allora come oggi patria della moderna cultura fetish. Grazie al lavoro di gente come John Sutcliffe<\/a> e Vivienne Westwood, o del coming out di club semisegreti come la Mackintosh society<\/em><\/a>, l\u2019abbigliamento in latex stava diventando mainstream: il valore storico di questo video \u00e8 quindi incomparabile.<\/p>\n
\nCredo che troverete Dressing for pleasure molto interessante. E, a proposito: se date un\u2019occhiata nella sezione Risorse > Libri <\/em><\/a>troverete il link a un libro con lo stesso titolo, e altrettanto intrigante.<\/p>\n