{"id":15031,"date":"2021-06-13T05:23:48","date_gmt":"2021-06-13T03:23:48","guid":{"rendered":"https:\/\/ayzad.com\/?p=15031"},"modified":"2023-02-23T14:58:39","modified_gmt":"2023-02-23T13:58:39","slug":"le-utopie-erotiche-e-lincredibile-storia-di-st-brides","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/le-utopie-erotiche-e-lincredibile-storia-di-st-brides\/","title":{"rendered":"Le utopie erotiche e l\u2019incredibile storia di St. Bride\u2019s"},"content":{"rendered":"
Puoi ascoltare questo articolo anche\u00a0nel mio podcast<\/a>! Uno dei fenomeni pi\u00f9 curiosi che si incontrano studiando la storia delle sessualit\u00e0 insolite \u00e8 quello delle utopie erotiche. Ogni tanto le circostanze permettono a qualche persona particolarmente intraprendente di portare le proprie fantasie oltre i confini della camera da letto e, soprattutto, dei ritagli di tempo concessi dagli impegni quotidiani; con grandissimo impegno raccoglie simpatizzanti, individui con desideri analoghi, e con loro costruisce gruppi sempre pi\u00f9 ampi che a volte si trasformano in vere e proprie comunit\u00e0. Non nel senso corrente e un po\u2019 riduttivo di condividere interessi principalmente su Internet, ma proprio di luoghi fisici interamente dedicati a quelle fantasie erotiche.<\/p>\n Pensando solo all\u2019ultimo secolo mi vengono in mente gli esempi della tragica \u201canarchia pansessuale\u201d della Repubblica di Weimar<\/a>, il resort per travestiti Casa Susanna<\/a><\/em> negli Stati Uniti di inizio anni \u201960, la comune edonista e poliamorosa della Lafayette Morehouse<\/a><\/em> attiva da oltre cinquant\u2019anni, l\u2019imperscrutabile fallimento dell\u2019Other World Kingdom<\/a><\/em>, micronazione ginarchica in Repubblica Ceca \u2013 o molto pi\u00f9 in piccolo l\u2019iniziativa volontaria di campeggio leather SISC<\/a><\/em> in Danimarca. Nella maggior parte dei casi si tratta di esperimenti che nascono e muoiono in un battibaleno, o di mezzi tentativi di truffa ai danni di appassionati innamorati di un\u2019idea. A volte spuntano per\u00f2 storie talmente bizzarre da far intuire qualcosa di molto pi\u00f9 complesso all\u2019opera \u2013 meccanismi affascinanti che possono forse insegnarci qualcosa di importante. \u00c8 il caso davvero incredibile della misteriosa e proteiforme accademia di St. Bride\u2019s<\/em>.<\/p>\n La storia di questa organizzazione \u00e8 particolarmente complicata, anche perch\u00e9 i suoi stessi membri si sono impegnati per almeno trent\u2019anni a confonderne le tracce cambiando di continuo identit\u00e0 e versioni dei fatti. Quel che segue \u00e8 la migliore ricostruzione che sono riuscito a farne nonostante l\u2019enorme quantit\u00e0 di falsi indizi disseminati nel corso dei decenni.<\/p>\n <\/p>\n La sorellanza delle sculacciate<\/strong><\/p>\n Tutto comincia nel 1971 con un gruppo di cultura e lotta sociale lesbico fondato nell\u2019ambito dell\u2019universit\u00e0 di Oxford. Qui le cose prendono subito una strana deriva con l\u2019invenzione di un \u201cantico culto\u201d matriarcale inneggiante a Lux Madriana, dea dai diecimila nomi. Nel vortice di scismi, sottogruppi, filoni e frange che caratterizza ogni sottocultura emerge poi l\u2019universo letterario di Aristasia<\/em>, una sorta di mondo fantasy che ricorda un equivalente femminile dei deliri goreani<\/a>. Le sue seguaci si dichiarano disgustate dalla degenerazione morale dell\u2019epoca di \u2018sesso, droga e rock \u2018n\u2019 roll\u2019 e sognano di portare nel mondo reale il loro curioso miscuglio di istanze femministe e ideali patriarcali. Questa sottocultura continua a produrre un\u2019enorme quantit\u00e0 di materiale<\/a> fino al cambio di millennio costruendo perfino una \u201cambasciata virtuale\u201d in Second Life<\/em><\/a>, oggi abbandonata come i siti ufficiali di Aristasia<\/a>.<\/p>\n Nel 1982 alcuni membri del gruppo originale ricompaiono a Burtonport, nell\u2019Irlanda nordoccidentale, sotto il nome di Sorellanza Argentea<\/a>. <\/em>Sono solo sette persone (fra cui un uomo) che vivono in un edificio decrepito in cui aveva gi\u00e0 avuto sede una comune hippy. Si presentano come una sorta di comunit\u00e0 amish all\u2019europea<\/a>: rifiutano ogni forma di modernit\u00e0 e di ostentazione, parlano un improbabile inglese arcaico e per sopravvivere gestiscono una sala da t\u00e8 che pare uscita dal medioevo. Fra di esse ci sono anche due signore alquanto particolari: la prima user\u00e0 negli anni almeno cinque differenti pseudonimi, il pi\u00f9 frequente dei quali \u00e8 miss Marianne Martindale; l\u2019altra si fa chiamare Priscilla Langridge, ed \u00e8 un uomo transgender che si presenter\u00e0 per tre decenni sempre con il volto celato da velette, ventagli e altri accorgimenti per non rivelare la propria identit\u00e0 originale. Martindale \u00e8 molto intraprendente, tanto da divenire la leader di fatto del gruppo e causare l\u2019ennesima scissione: le seguaci pi\u00f9 interessate agli aspetti spirituali infatti fuggono per fondare le Figlie dell\u2019Armonia Splendente<\/a>, scandalizzate dall\u2019ossessione della donna per la disciplina corporale e l\u2019autorit\u00e0. Miss Martindale dichiara infatti che \u00abla semplice verit\u00e0 \u00e8 che in ogni gruppo ci sono capi e sudditi: c\u2019\u00e8 chi ama dire agli altri cosa fare e chi ama ricevere ordini\u00bb – ordini che se non vengono ubbiditi scatenano dure punizioni a suon di bacchettate sul sedere.<\/p>\n Miss Marianne Martindale<\/em><\/p><\/div>\n Nel 1984 sul cancello della magione di Burtonport compare un cartello. \u2018St. Bride\u2019s<\/a><\/em>\u2019, traducibile in \u2018Accademia di Santa Brigida\u2019 si descrive come un resort in cui ragazze adulte di ogni sesso vengono tramutate in studentesse modello. La direttrice \u00e8 naturalmente miss Martindale, che adesso veste solo costumi vittoriani con cui va anche a fare la spesa in paese a bordo di un\u2019auto rigorosamente antica. Per 120 sterline alla settimana si pu\u00f2 vivere come in un severissimo collegio del passato, fra lezioni di calligrafia e portamento\u2026 nonch\u00e9 frequentissime sculacciate e fustigazioni per correggere ogni minima mancanza. Ancora una volta i metodi del \u201cconsiglio scolastico\u201d non sono graditi proprio a tutti: a un certo punto la Martindale viene addirittura processata e condannata per aggressione a scopo di libidine con il solito cane<\/em>, vera icona della celeberrima disciplina britannica. Pare che la sentenza venga sospesa per l\u2019intercessione di un importante politico di Londra, che supporta anche la sua campagna contro l\u2019adozione del \u201cbarbarico\u201d sistema metrico decimale. Nonostante la scuola viva in un\u2019ucronia in cui le stanze sono illuminate solo da candele \u00abperch\u00e9 l\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 solo una fanfaronata da baraccone\u00bb, Priscilla Langridge usa il marchio di St. Bride\u2019s anche per firmare i videogame che scrive completamente da sola. Si tratta di giochi d\u2019avventura testuali piuttosto originali e ben scritti, tutti caratterizzati da protagoniste femminili particolarmente forti e indipendenti. La sua creazione pi\u00f9 famosa \u00e8 probabilmente Jack the Ripper<\/em>, che l\u2019ufficio marketing dell\u2019editore riesce a far passare alla storia come primo videogame inglese vietato ai minori di 18 anni: dovrebbe essere un\u2019indagine per scoprire l\u2019identit\u00e0 di Jack lo Squartatore, ma poco dopo l\u2019inizio la storia devia verso trame massoniche e occultiste, in cui il giocatore usa come arma \u2018la sua pi\u00f9 pura anima femminile\u2019. Il titolo veramente interessante \u00e8 per\u00f2 un altro.<\/p>\n L\u2019idea regge solo per qualche tempo. L\u2019eccesso di attenzioni morbose nel 1988 porta Martindale e compagne a reinventarsi temporaneamente come \u2018Vittoriane romantiche<\/a>\u2019, che si autodescrivono pi\u00f9 come appassionate di cosplay estremo che come lesbiche BDSM. Anzi, nelle sue frequenti comparse mediatiche la donna si impegna a sottolineare proprio il totale rifiuto per \u00abquegli sciocchini dei sadomasochisti\u00bb – e forse anche per questo l\u2019avventura irlandese va definitivamente a gambe all\u2019aria. La donna va a vivere a Oxford e poi a Londra, aggiorna il suo universo personale al 1940 circa e permette per la prima volta a una troupe televisiva di riprendere nei dettagli come si svolga la sua vita privata (il documentario si trova anche online, diviso in tre parti: 1<\/a>, 2<\/a>, 3<\/a>), mentre la casa di Burtonport resta abbandonata. <\/p>\n S\u00ec, ma\u2026 <\/strong><\/p>\n Fin qui una vicenda tanto complicata costituisce solo una simpatica curiosit\u00e0 da condividere con gli amici (fatelo, a proposito!). Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 interessante tuttavia \u00e8 farsi l\u2019unica domanda possibile: \u00abperch\u00e9?\u00bb. Cos\u2019\u00e8 che spinge a dedicare l\u2019intera vita a un progetto tanto assurdo? Come \u00e8 possibile dannarsi l\u2019esistenza e la reputazione in nome di qualcosa che porta evidentemente pi\u00f9 disagi che vantaggi? E perch\u00e9 tanto mistero attorno a quello che apparentemente non \u00e8 mai stato altro che un gioco erotico che migliaia di altre persone sanno vivere con molta pi\u00f9 sincerit\u00e0?<\/p>\n Trovare una risposta valida per tutti \u00e8 naturalmente impossibile, anche se studiando i casi pi\u00f9 noti si ritrovano alcuni elementi pi\u00f9 ricorrenti di altri. Una passione per l\u2019erotismo sicuramente pi\u00f9 intensa del normale, certo. Ma anche insofferenza verso l\u2019autorit\u00e0 e le regole sociali, creativit\u00e0, individualismo, orrore per il conformismo e l\u2019omologazione, spirito imprenditoriale, infanzia per lo pi\u00f9 infelice. Che poi sono i tratti che ho incontrato personalmente nel corso della realizzazione di La Padrona<\/a><\/em>, la biografia della prima dominatrice professionista in Italia, in cui emergono tutta la tragedia e lo splendore di una fantasia sessuale totalizzante. In quel caso si trattava del bisogno di incarnare il proprio personaggio ideale; in altri entrano in gioco anche altri elementi che non possono venire sottovalutati.<\/p>\n St. Bride\u2019s in particolare \u00e8 stato il frutto di un momento storico molto diverso da quello che stiamo vivendo oggi. Nonostante la rivoluzione sessuale del \u201968, dichiararsi lesbiche comportava ancora conseguenze sociali inaccettabili per la maggior parte delle persone, pertanto nascondersi dietro a fumose teorie filosofico-letterarie costituiva un\u2019ottima strategia con cui giustificare certi interessi davanti ai benpensanti. Anche una figura apparentemente codarda come Priscilla Langridge assume tutto un altro senso quando si ricorda che al tempo delle sue prime comparse pubbliche l\u2019omosessualit\u00e0 e il travestismo fossero ancora crimini per cui si poteva facilmente finire in prigione o internati in istituto psichiatrico. Se foste stati al suo posto o in quello della Martindale non avreste anche voi fatto l\u2019impossibile pur di creare un luogo in cui poter essere finalmente voi stessi senza dover nascondere ci\u00f2 che pi\u00f9 vi entusiasma al mondo?<\/p>\n Sull\u2019accademia per studentesse discole grava poi l\u2019ombra pesantissima del vecchio sistema scolastico britannico, in cui fino al 1986 (e fino al 2003 in certe zone) le bacchettate di fronte a tutta la classe erano state la norma per ogni adolescente. Quel misto di archetipi, dolore, umiliazione, sottomissione all\u2019autorit\u00e0 e imbarazzo si \u00e8 inevitabilmente intromesso nelle fantasie erotiche di infiniti studenti in pieno subbuglio ormonale, spesso tenuti fra l\u2019altro in classi separate che complicavano ulteriormente eventuali dubbi di orientamento sessuale. Non a caso le dominatrici professioniste specializzate in quello che veniva appunto definito \u2018vizio inglese\u2019 erano sempre esistite e facevano pagare care le loro bacchettate \u2013 ma i loro servizi erano in genere riservati a clienti maschi, come minimo per disponibilit\u00e0 economica. L\u2019ipotesi di un luogo a misura di donna diveniva allora molto attraente per chi sentisse il desiderio profondo di rivivere le sensazioni dell\u2019adolescenza \u2013 a volte per esorcizzarne il trauma, ma pi\u00f9 spesso per soddisfare un feticismo inculcato col pi\u00f9 crudele addestramento pavloviano<\/a>.<\/p>\n Che si tratti di un semplice gay village<\/a> o di complicati esperimenti plurigenerazionali<\/a>, le utopie sessuali forse sono davvero solo questo: tentativi di costruirsi luoghi sicuri nei quali poter dare rifugio ad altre persone ferite troppo a fondo per fingere di poter ancora sopportare la violenza della normalit\u00e0, e in cui riparare insieme i danni inflitti da una societ\u00e0 terribilmente ipocrita. Con incoscienza, certo, ma anche coraggio e \u2013 soprattutto \u2013 con l\u2019indistruttibile ottimismo di chi \u00e8 convinto che impegnandosi si possa realizzare qualsiasi sogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Puoi ascoltare questo articolo anche\u00a0nel mio podcast! Listen to “S2E11 – Le utopie erotiche e l'incredibile storia di St. Bride's” on Spreaker. Uno dei fenomeni pi\u00f9 curiosi che si incontrano studiando la storia delle sessualit\u00e0 insolite \u00e8 quello delle utopie erotiche. 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\nListen to “S2E11 – Le utopie erotiche e l'incredibile storia di St. Bride's” on Spreaker.<\/a><\/p>\n
\nL\u2019aspetto erotico dell\u2019accademia del resto \u00e8 un segreto di Pulcinella. Le scolarette disposte a pagare per farsi bacchettare in un contesto cos\u00ec poco gioioso sono poche, e oltre alla vendita di costumi vittoriani la principale fonte di reddito deriva dalla casa editrice interna The Wildfire Club<\/em>, che stampa libri<\/a> e fanzine lesbiche scritti dall\u2019instancabile direttrice sotto un ventaglio infinito di nomi d\u2019arte. Bench\u00e9 la situazione sia cos\u00ec morbosa da attrarre l\u2019attenzione dei giornalisti di tutto il mondo, l\u2019impresa sarebbe destinata a fallire rapidamente se non per un particolare ancora pi\u00f9 assurdo della filosofia per cui \u00abin natura ci sono due generi. Sono entrambi femminili, ma le brune sono dominanti e le bionde sottomesse\u00bb.<\/p>\n
Secret of St. Bride\u2019s <\/em>(che oggi si pu\u00f2 giocare gratis online<\/a>) \u00e8 ambientato proprio nelle stanze dell\u2019accademia irlandese. C\u2019\u00e8 una protagonista magicamente trasportata indietro nel tempo, ci sono brani di pseudofilosofia matriarcale, ci sono le bacchettate, e c\u2019\u00e8 soprattutto una pubblicit\u00e0 quantomeno discutibile. Raffigura un\u2019adolescente in posa piuttosto allusiva, con reggicalze a vista sotto la gonna da studentessa e l\u2019intimo coperto solo da una caviglia in posizione tattica. L\u2019intestazione fa riferimento alle vignette dark di St. Trinian\u2019s<\/em><\/a>, <\/em>una sorta di risposta inglese alla Famiglia Addams<\/em> ambientata in un collegio femminile in cui sia le insegnanti che le studentesse coltivano ogni genere di immoralit\u00e0 e crudelt\u00e0. Tutto il punto \u00e8 che il gioco viene venduto solo per corrispondenza, e il meccanismo consente di raccogliere nomi e indirizzi di potenziali clienti per la vera scuola.<\/p>\n
\nQuando il locatore va finalmente a controllare la propriet\u00e0, oltre agli archivi delle pubblicazioni \u201coscene\u201d del Wildfire Club trova una gran quantit\u00e0 di posta non ritirata, fra cui numerose comunicazioni da parte di organizzazioni neofasciste. I giornali fiutano una storia interessante e, per la prima volta in tre decadi, si accorgono che i testi di Martindale e Langridge in effetti avevano sempre contenuto riferimenti piuttosto espliciti a ideologie estremiste e alle peggiori interpretazioni di Ren\u00e9 Gu\u00e9non<\/a>. Queste inclinazioni di miss Martindale sono malviste anche dall\u2019ambiente BDSM, che la respinge anche nella sua nuova identit\u00e0 di dominatrice tout court. Cos\u00ec la signora cerca fortuna oltreoceano: nel 2013 ricompare in California come Mary Guillermin<\/a>, vedova del regista di King Kong <\/em>(1976) e \u2018terapeuta del femminile divino\u2019. Le mie richieste di un\u2019intervista per chiarire alcuni lati della ricostruzione non hanno ricevuto risposta.<\/p>\n