{"id":1470,"date":"2019-01-19T00:00:00","date_gmt":"2019-01-18T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2019\/01\/19\/autoproduzioni-queer\/"},"modified":"2019-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2019-01-18T23:00:00","slug":"autoproduzioni-queer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/autoproduzioni-queer\/","title":{"rendered":"L\u2019eros fai-da-te delle autoproduzioni queer"},"content":{"rendered":"

Facciamo un test: senza stare a pensarci troppo, ditemi i nomi di cinque autori di fumetti erotici, o meglio ancora specializzati in pratiche insolite.<\/p>\n

\u2026Siete ancora l\u00ec? Se avete ricordato meno di cinque nomi non preoccupatevi: \u00e8 del tutto normale, com\u2019\u00e8 altrettanto normale avere pensato ad autori del passato od ormai decisamente vintage, quali Crepax, Tom of Finland<\/a>, Manara (che per\u00f2 di kinky fa ben poco), Farrel<\/a> o Casotto. Tutto ci\u00f2 la dice lunga sullo stato del settore, che sembra essersi fermato agli anni Ottanta soprattutto quando si tratta di rappresentare sessualit\u00e0 un po\u2019 fuori dal comune.<\/p>\n

Colpa del Web! Colpa dei manga! Colpa della crisi della carta stampata! Colpa del neobigottismo fascistello strisciante! Le opinioni sui motivi di questo fenomeno vengono un tanto al chilo, e lasciano il tempo che trovano. Fatto sta che, se si ha la passione per un certo tipo di arte erotica, conviene affidare le proprie speranze alle fumetterie vintage o ai siti che, per gusto personale del curatore, raccolgono le scansioni<\/a> di opere vecchiotte anzichen\u00f2. Quest\u2019ultima \u00e8 indubbiamente la soluzione pi\u00f9 comoda, ma insopportabile per i feticisti della carta che amano conservare i fumetti sugli scaffali delle librerie. \u2026O no?<\/p>\n

La realt\u00e0 \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complessa, ma pu\u00f2 facilmente esservi sfuggita. Vien fuori infatti che online, oltre agli archivi di dubbia legalit\u00e0 citati prima, c\u2019\u00e8 anche tutto un universo di nuove produzioni esclusivamente in formato digitale. Molte sono esperimenti mordi-e-fuggi di autori che si stufano dopo aver disegnato la terza tavola; moltissime sono orribili esercizi di \u201ccomputergrafica porno\u201d realizzati con Poser<\/a> <\/em>e programmi simili da gente senza la pi\u00f9 pallida idea di cosa siano composizione e sceneggiatura; una quantit\u00e0 imbarazzante di immagini riguarda remix a luci rosse di personaggi per famiglie, dai Flintstones<\/em> a Batman<\/em>. Per\u00f2 frugando bene nella melma ogni tanto spuntano anche prodotti di ottima qualit\u00e0.<\/p>\n

Webcomic come Sunstone<\/a> <\/em>sono cos\u00ec validi da avere fatto il grande salto verso la carta stampata e la distribuzione internazionale, per esempio, e non c\u2019\u00e8 da stupirsi. Dopotutto il tratto \u00e8 ottimo, la sceneggiatura interessante e le protagoniste\u2026 beh, diciamo che corrispondono molto bene ai canoni estetici predominanti \u2013 e le storielle lesbiche sono sempre piaciute a tutti. Ma che succede invece se si hanno gusti statisticamente meno comuni?
Non \u00e8 necessario pensare ai
furry<\/a> o ad altre bizzarrie terminali. Per essere \u201cinsoliti\u201d basta essere gay, per dire. E se anzich\u00e9 sposare gli standard di \u201cmaschione palestrato che infila cose scomode in altro maschione palestrato\u201d si preferiscono vicende un po\u2019 pi\u00f9 raffinate \u2013 per esempio perch\u00e9 si \u00e8 giovani donne cresciute divorando manga yaoi<\/em> (omosessuali maschili) su 4chan<\/a><\/em> \u2013 le cose cambiano parecchio.<\/p>\n

Anche in questo caso infatti il materiale non manca, creato in quantit\u00e0 industriali da altri fan e distribuito in community dedicate. Solo che praticamente nessun editore si azzarderebbe mai a investire nella produzione di graphic novel cos\u00ec \u201cdeviate\u201d\u2026 e cos\u00ec per molti anni gli scaffali di cui parlavamo sono rimasti tristemente sguarniti per chiunque abbia passioni un po\u2019 fuori dagli standard o, come si dice, queer<\/em>. Finch\u00e9 non \u00e8 arrivato il crowdfunding.
Prima all\u2019estero, con opere come
Starfighter<\/a><\/em> \u2013 che ha raccolto abbastanza fondi da diventare anche una visual novel interattiva –\u00a0 il canadese Always raining here<\/a><\/em> o Heart of gold<\/a><\/em>, che tocca temi particolari come la sessualit\u00e0 dei sacerdoti. L\u2019Italia ha comunque seguito velocemente la tendenza: i progetti di finanziamento da parte dei fan sono numerosissimi, e comprendono opere come l\u2019antologia \u201cfloreale\u201d BLossom<\/a>; <\/em>la raccolta Melagrana<\/a><\/em> \u00abdedicata a riscoprire i retroscena del sesso e la sensualit\u00e0 oltre lo stereotipo\u00bb; Samsara<\/a><\/em> che \u00e8 gi\u00e0 arrivato a quattro volumi; o Brothel Bros 2<\/a><\/em>, attivo da quattro anni.<\/p>\n

Proprio il grande successo di questa forma di sostegno di lavori queer ha permesso agli autori di spingersi verso territori sempre pi\u00f9 sperimentali e insoliti, che trattano ambientazioni o personaggi impensabili per l\u2019edicola e le sue visioni vetuste<\/a>. \u00c8 il caso per esempio di Cyrcus<\/a><\/em>, un\u2019operazione internazionale di cui ho parlato con uno dei suoi coordinatori italiani, Eleonora Pecchioli.<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Ciao Eleonora! Dicci un po’ chi sei…<\/strong><\/p>\n

Ciao! Sul web sono conosciuta soprattutto come Adaralbion; ho trentasei anni, sono una fiorentina DOC e un\u2019accanita lettrice di fumetti. Scrivere \u00e8 ci\u00f2 che amo e ho sempre desiderato fare\u2026 tolte le fantasie da bambina in cui mi immaginavo di diventare una famosissima regista. La voglia di raccontare mi ha spinta a cercare il formato che mi fosse pi\u00f9 adatto, anche frequentando un corso alla TheSign Comics & Arts Academy <\/em>di Firenze che mi ha permesso di lavorare con professori straordinari. E ora \u2013 rullo di tamburi e suspance – faccio proprio i fumetti! Da una decina d\u2019anni mi sono inoltre appassionata al mondo delle autoproduzioni, e di recente sono entrata a farne parte come sceneggiatrice.<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Tu sei anche la coordinatrice di un progetto editoriale in crowdfunding un po’ particolare. Mi racconti di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n

S\u00ec, con Lorenzo, Alice e Simona sono uno dei quattro fondatori del Granadilla Lab<\/a><\/em>, un collettivo nato quasi per gioco da quattro amici che una sera in chat fantasticavano su quanto sarebbe stato bello realizzare determinati progetti, ma che si \u00e8 trasformato in qualcosa di molto serio quando ci siamo resi conto che non fossero sogni impossibili. Servivano solo gioco di squadra, collaborazione e soprattutto un obiettivo comune\u2026 tutti ingredienti che avevamo. Il progetto si \u00e8 concretizzato molto velocemente grazie alla volont\u00e0 di contribuire attivamente al mercato italiano dell’illustrazione e del fumetto proponendo progetti nuovi, che esprimessero la nostra visione personale e la passione per generi considerati un po’ di nicchia.<\/p>\n

Abbiamo deciso di metterci subito in gioco realizzando un progetto a tema omoerotico in cui coinvolgere gli artisti che ammiriamo da sempre. \u00c8 nato cos\u00ec\u00a0Cyrcus\u00a0<\/em>che, come si pu\u00f2 evincere dal nome, \u00e8 un artbook dedicato al circo al quale hanno collaborato pi\u00f9 di cinquanta artisti internazionali con sensazionali illustrazioni che raccontano il tendone in chiave erotica. Abbiamo puntato su sensualit\u00e0 e colore per ottenere un libro da divorare con gli occhi \u2013 e da accarezzare, dato che avr\u00e0 una copertina soft touch!<\/p>\n

La risposta degli artisti \u00e8 stata cos\u00ec entusiasta che hanno realizzato pi\u00f9 di duecento bozzetti, disegni preparatori e strisce di fumetto. Una tale mole di materiale ci ha spinti cos\u00ec a creare di un secondo libro, uno sketchbook che raccogliesse tutto il materiale extra che non era possibile inserire nell’artbook. Per produrre le due opere ci siamo affidati alla piattaforma Indiegogo<\/em>, creando una campagna crowdfunding<\/a> che si concluder\u00e0 a fine gennaio: la raccolta dei fondi ci permetter\u00e0 non solo di stampare i libri, ma anche di pagare gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione di Cyrcus e senza i quali il progetto non avrebbe mai visto la luce. Sembrer\u00e0 strano, ma non \u00e8 una cosa cos\u00ec scontata.
Attualmente abbiamo superato il 79% dell\u2019obiettivo e siamo fiduciosi che riusciremo a raggiungere la cifra che ci siamo prefissati: il supporto dei sostenitori \u00e8 fondamentale, e vedere questa enorme risposta positiva ci ha reso davvero orgogliosi del lavoro che stiamo facendo.<\/p>\n

\"Grenadilla\u00a0<\/strong><\/p>\n

Come dicevo nell’introduzione, l’uso del crowdfunding sta facendo emergere numerose creazioni che avrebbero vita molto difficile nel mainstream – ma \u00e8 anche vero che l’editoria \u201cclassica\u201d ha sempre dato spazio anche a opere erotiche. Con\u00a0Cyrcus\u00a0<\/em>avete provato a rivolgervi anche a questo canale, e che reazioni avete riscontrato?<\/strong><\/p>\n

No, non ci siamo rivolti a editori tradizionali perch\u00e9 in Italia il genere omoerotico \u00e8 ancora molto di nicchia, nonostante il filone giapponese del BL<\/em> (da \u2018boys love<\/em>\u2019) e in parte quello yaoi<\/em> siano stati sdoganati da anni. Cyrcus inoltre \u00e8 composto da immagini senza testo, per lo pi\u00f9 di autori emergenti, pertanto non \u00e8 il tipo di prodotto ricercato dal mercato mainstream.<\/p>\n

Nonostante il successo delle opere di Manara e di autori pi\u00f9 contemporanei l’erotismo nei fumetti ha ancora vita difficile rispetto a qualsiasi altra pubblicazione. Anche in questo genere si rimane sempre in certi canoni: sono rare le opere dove si richiede al lettore solo di godere di ci\u00f2 che sta guardando senza cercarvi una morale, bench\u00e9 il pubblico le apprezzi molto. La risposta che stiamo ricevendo \u00e8 davvero positiva, come quella ottenuta da altri artisti del settore.<\/p>\n

 <\/p>\n

Una cosa che mi colpisce sempre molto quando visito le fiere del fumetto sono le orde di fan adoranti in attesa di un autografo o di un’opera originale di autori quasi invisibili nel panorama offline. Secondo te quali sono i rapporti fra l’editoria tradizionale e le autoproduzioni online? E come pensi si evolveranno?<\/strong><\/p>\n

Quella \u00e8 una realt\u00e0 che ho scoperto solo appassionandomi alle autoproduzioni: sono stupita quanto te quando vedo le self area delle fiere assalite da fan che adorano autori che nell\u2019editoria non trovano spazio. \u00c8 un effetto degli ultimi anni dovuto soprattutto a Facebook<\/em>, che ha cambiato la vita di tutti e ha dato agli autori la possibilit\u00e0 di promuoversi su un canale molto pi\u00f9 diretto di quanto lo siano mai stati altri siti. Grazie a piattaforme come Tapas<\/em> o Webtoon<\/em>, che permettono di pubblicare online i propri fumetti senza essere costretti a crearsi un sito dedicato, \u00e8 come se molti occhi di persone fino a questo momento cieche si fossero aperti su una realt\u00e0 che \u00e8 sempre esistita, ma che prima veniva ignorata.<\/p>\n

Ovviamente sono i like a spingere: tanti follower equivalgono ad avere molte pi\u00f9 possibilit\u00e0 di essere notati, ma ci sono comunque moltissimi autori di fumetti con tematiche di nicchia seguiti da un pubblico che resta nell’ombra. Credo che anche l\u2019editoria tradizionale se ne sia accorta e sia molto pi\u00f9 attenta alle autoproduzioni; dopotutto il mercato \u00e8 vastissimo e ci sono artisti esordienti con talenti davvero straordinari: non tenerlo in considerazione sarebbe un grande errore. Penso anche che col tempo nasceranno molte nuove case editrici fondate proprio da quegli autori che per anni si sono unicamente autoprodotti: avendone la possibilit\u00e0 \u00e8 un’evoluzione quasi necessaria, perch\u00e9 ad un certo punto se nessuno ti da un’opportunit\u00e0 te la crei.<\/p>\n

 <\/p>\n

Parlando da scrittore, so bene quanto sia grande la differenza fra il luogo comune che sostiene che ormai grazie a Internet tutti possano pubblicare libri di successo e la realt\u00e0, fatta di mille difficolt\u00e0 tecniche che si aggiungono alla buona, vecchia necessit\u00e0 di avere innanzitutto una preparazione solida e un approccio professionale. Com’\u00e8 invece la situazione nel mondo dell’illustrazione e del fumetto indipendenti? La fama \u00e8 davvero ‘a portata di qualche semplice clic’ come dicono le pubblicit\u00e0?\u00a0<\/strong><\/p>\n

Oggi \u00e8 sicuramente pi\u00f9 facile avere delle opportunit\u00e0 grazie alla visibilit\u00e0 offerta dai social e dalle piattaforme che permettono di pubblicare totalmente gratis – e anzi di guadagnarci anche sopra – per\u00f2 arrivare al successo non \u00e8 cos\u00ec facile. Bisogna lavorare tanto e farlo con costanza, passione e sacrificio. Certo, a volte le botte di culo capitano, ma secondo me \u00e8 un po’ ingenuo pensare che colpiscano proprio te sulle migliaia di artisti che cercano di sfondare. Le opportunit\u00e0 vanno anche create: bisogna prima di tutto essere umili e riconoscere quali sono i propri limiti, e nel contempo bisogna avere la faccia tosta di credere in se stessi anche quando sembra che non ne valga la pena: qualsiasi artista che stia leggendo questa intervista sa esattamente di cosa sto parlando.
Sono convinta che sia difficile ma non impossibile, e il fatto che l\u00e0 fuori ci siano persone che ce l’hanno fatta vuol dire che magari la fama non \u00e8 \u201ca portata di qualche clic\u201d, ma c’\u00e8 \u00e8 pu\u00f2 essere colta. Secondo me non bisogna mai credere di essere arrivati o di avere tra le mani la storia perfetta che tutti ameranno o il prodotto sensazionale a cui nessuno potr\u00e0 dire di no: bisogna essere produttivi e come ho gi\u00e0 detto, costanti. Ci sar\u00e0 sempre qualcuno nel mondo che amer\u00e0 quello che fai, come ci sar\u00e0 sempre qualcuno che lo disprezzer\u00e0.<\/p>\n

Autoprodursi d\u00e0 la libert\u00e0 di fare quel che vuoi e gestirlo come pi\u00f9 ti aggrada, esprimendoti senza le censure che potrebbero essere imposte da un editore e mostrando i tuoi veri colori. Al contempo espone al rischio di farti credere che il tuo modo di fare le cose sia quello giusto, senza compromessi. Non dico che sia per forza un male, ma a volte per funzionare bisogna essere in grado di amalgamare la propria realt\u00e0 con quella di un editore.<\/p>\n

\"Cyrcus\"<\/p>\n

E lavorare in ambito erotico cambia qualcosa?<\/strong><\/p>\n

Cambia molto! Non dico tutto, ma ti mette purtroppo sotto un’altra luce rispetto ad autori che non affrontano quel genere: una volta che fai erotico sei sostanzialmente bollato come \u201cquello che fa cose per adulti\u201d – non per forza in maniera negativa, ma sicuramente c’\u00e8 una considerazione diversa. E figurati se fai yaoi: \u00e8 una cosa che ti porti dietro in ogni conversazione!<\/p>\n

Secondo me vige il pregiudizio che chi predilige un genere non sia in grado di trattarne un altro. Ora, io so che non sarei molto ferrata nell’umoristico perch\u00e9 riconosco di non avere la sensibilit\u00e0 adatta \u00a0e perch\u00e9 ci vuole molto di pi\u00f9 a far ridere qualcuno che a farlo piangere\u2026 ma per esempio anche se sono una gran fifona se me lo richiedessero \u00a0mi cimenterei volentieri in una storia horror.
Alla fine il genere erotico non \u00e8 cos\u00ec sdoganato come sembra, anche perch\u00e9 purtroppo molti considerano ancora il fumetto un prodotto per bambini. Con l’evoluzione verso i graphic novel e la distribuzione in libreria qualcosa si sta smuovendo, ma ancora si storce il naso davanti all’accostamento tra questa arte e l’eros, come se fosse un tema inadeguato. Gli autori appassionati del genere comunque non si fermano, e credo che saranno proprio loro a cambiare le cose, come gi\u00e0 sta acadendo appunto con autoproduzioni erotiche di gran successo.<\/p>\n

 <\/p>\n

Beh, a dirla tutta l\u2019innovazione per\u00f2 la vedo pi\u00f9 nel tipo di produzione che nei contenuti. Pur non essendo opere per un pubblico generalista, i fumetti erotici ci sono sempre stati e a volte hanno ottenuto successi leggendari \u2013 pensa per esempio a Pichard, Von Gotha, Tarsis, Stanton e tanti altri. Non \u00e8 che il fenomeno dell\u2019autoproduzione riguarda pi\u00f9 i lettori millennial, che a parte trovarsi pi\u00f9 a loro agio online hanno un immaginario fortemente influenzato dai manga e da temi queer, che ancora non viene recepito dal mercato tradizionale? <\/strong><\/p>\n

\u00c8 proprio il settore che \u00e8 cambiato: un tempo si investiva anche sulle nuove leve, mentre ora si concentra sui guadagni sicuri e quindi in titoli che hanno gi\u00e0 avuto successo all\u2019estero. \u00c8 per questo che l\u2019Italia \u00e8 rimasta indietro e sono tornate in auge le autoproduzioni: vent\u2019anni fa chi era appena uscito da una scuola di fumetto poteva buttarsi su canali come le riviste Blue <\/em>e Selen<\/em>, oggi scomparse. Per un periodo i porno da edicola sono stati sostituiti da hentai e doujinshi (manga amatoriali) prodotti senza pagare i diritti agli autori giapponesi, e il panorama queer non era preso in considerazione nemmeno lontanamente.<\/p>\n

Di recente siamo arrivati a un panorama pi\u00f9 elaborato e diversificato – naturalmente anche grazie alla finestra sul mondo aperta dal web \u2013 ma \u00e8 limitante ispirarsi solo al Giappone, bench\u00e9 i manga abbiano contribuito a sdoganare certi temi. Qui da noi poi il genere queer ha sempre incontrato molta resistenza: basti pensare alle feroci censure subite da anime <\/em>importanti come Sailor Moon <\/em>e Card Captor Sakura<\/em>, dove personaggi palesemente omosessuali venivano presentati come \u201camici\u201d, a volte perfino cambiando loro genere come nel caso di Occhio di Pesce in Sailor Moon, un tentativo di normalizzazione imbarazzante!<\/p>\n

Sicuramente l\u2019online fa parte delle vite dei millennial, pi\u00f9 social di ogni generazione precedente. L\u2019editoria lo sta capendo, forse un po\u2019 lentamente, spostando sul web non solo i cataloghi ma anche la possibilit\u00e0 di fruire dei fumetti tramite ogni dispositivo digitale. Oggi anche l\u2019interazione fra lettore, editore e artista autoprodotto \u00e8 al suo massimo storico: credo sia il momento giusto per vedere grossi cambiamenti, perch\u00e9 se la richiesta predilige certi contenuti gli editori non possono ignorarla, e anche il mercato ne terr\u00e0 conto.<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Ultima, inevitabile domanda: quali sono i vostri progetti futuri?<\/strong><\/p>\n

Ah il futuro, che bel luogo ancora da visitare! I progetti sono tanti sia a livello personale che con Granadilla Lab, con cui abbiamo intenzione di produrre un albo del genere all’anno. Per dare ulteriori informazioni a riguardo aspettiamo ovviamente la fine del crowfunding, ma il nostro obiettivo era questo fin dall’inizio. L’idea \u00e8 anche quella di allargarsi al fare raccolte di fumetti: questo dipende molto dalla disponibilit\u00e0 degli autori, anche se molti di quelli che hanno partecipato a Cyrcus hanno dimostrato interesse a portare avanti le storie dei personaggi creati per il progetto.
Intanto ci prepariamo per il Cartoomics <\/em>di Milano\u2026 e per la mostra a
Sadistique<\/em><\/a>! Non doveva restare un segreto, vero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Facciamo un test: senza stare a pensarci troppo, ditemi i nomi di cinque autori di fumetti erotici, o meglio ancora specializzati in pratiche insolite. \u2026Siete ancora l\u00ec? 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