{"id":14438,"date":"2021-01-16T00:01:41","date_gmt":"2021-01-15T23:01:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ayzad.com\/?p=14438"},"modified":"2023-02-25T22:39:08","modified_gmt":"2023-02-25T21:39:08","slug":"considera-il-porno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/considera-il-porno\/","title":{"rendered":"Hai mai considerato il porno?"},"content":{"rendered":"
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Puoi ascoltare questo articolo anche\u00a0nel mio podcast<\/a>! No, il titolo non \u00e8 una proposta \u2013 e anzi, se mi conoscete un po\u2019 saprete che non sono un gran sostenitore<\/a> dell\u2019industria della pornografia. A non saperlo sono invece diversi intervistatori con le idee pochissimo chiare, che spesso mi contattano per chiedermi un\u2019opinione su qualche signorina scosciata e il suo \u201clato B\u201d [Spoiler: se di lavoro scrivi \u201cnotizie\u201d in cui mostri la nudit\u00e0 di sconosciute per elemosinare qualche clic, abbi almeno l\u2019onest\u00e0 di chiamarlo \u2018culo\u2019 senza atteggiarti a raffinatone dietro a eufemismi desueti<\/em>]. Questo approccio rivela un preoccupante modello di fondo<\/a> che concepisce il sesso solo come merce o performance, quantomeno inappropriato per discutere con qualcuno che va a caccia di filosofi<\/a> pur di capirne le derive neoliberiste.<\/p>\n Senza nulla togliere a un passatempo senz\u2019altro gradevole, che mi ha allietato \u2013 come a chiunque \u2013 tante giornate cos\u00ec cos\u00ec, io con il porno c\u2019entro pochissimo. Al massimo ne studio gli aspetti pi\u00f9 particolari, tipo le implicazioni sociali<\/a>, le interazioni con i meccanismi della Rete<\/a>, le manipolazioni mediatiche<\/a>, i meccanismi neurologici<\/a>, le responsabilit\u00e0 sanitarie<\/a>, le illusioni ottiche<\/a> o i deragliamenti ridicoli<\/a>. D\u2019altro canto irritarsi \u00e8 inutile: i media affrontano molto spesso l\u2019argomento a sproposito, trattandolo solo come un riempitivo acchiappagonzi o strumentalizzandolo per compiacere il potente di turno (sapevate che la maggior parte delle \u201cricerche scientifiche\u201d sui terribili danni della pornografia viene commissionata da gruppi politici e religiosi estremisti che usano i risultati per giustificare richieste di fondi?).<\/p>\n La questione viene ulteriormente complicata dal fatto che non esiste un solo tipo di porno. Sotto lo stesso termine ricadono prodotti diversissimi: da video etici e femministi a contenuti profondamente misogini; da parodie<\/a> realizzate come veri film a complete assurdit\u00e0<\/a>; da carriere consapevoli a sfruttamento di casi umani. Ci\u00f2 impedisce di ritenere affidabile gran parte dei cosiddetti esperti e delle loro affermazioni sul tema.<\/p>\n Ci\u00f2 nonostante, negli ultimi giorni per coincidenza ho incontrato parecchie variazioni sul tema di un concetto interessante. Da pi\u00f9 parti \u2013 e da molti anni \u2013 c\u2019\u00e8 infatti chi sostiene che \u00abil porno \u00e8 l\u2019oppio dei popoli\u00bb. Lo dice chi di mestiere vende panico<\/a>, lo dice chi tiene un atteggiamento scientifico<\/a>, lo dice il complottista distratto<\/a> che ha dimenticato un lungo pezzo di storia italiana<\/a>. Sessuologia sociale: questo s\u00ec che \u00e8 il mio campo, cos\u00ec \u00e8 stato inevitabile ragionarci un po\u2019 su.<\/p>\n Che il porno abbia una capacit\u00e0 inarrivabile di catturare l\u2019attenzione non c\u2019\u00e8 dubbio. Ricorder\u00f2 sempre un set traboccante di attrici provocantissime\u2026 che attendevano scocciate che i loro partner fossero \u201cpronti a girare\u201d. Il metodo preferito? Nonostante fossero nella stessa stanza, per eccitarsi preferivano guardare video hard sui loro cellulari, pi\u00f9 attraenti della realt\u00e0 stessa. Ma si tratta davvero di un sistema di controllo di massa?<\/p>\n I dati scientifici \u2013 quelli veri \u2013 indicano che in un certo senso \u00e8 cos\u00ec. Pi\u00f9 porno si guarda, pi\u00f9 diminuisce l\u2019inclinazione a compiere stupri e crimini sessuali<\/a>, e addirittura l\u2019effetto \u00e8 maggiore quanto pi\u00f9 estremi sono i contenuti<\/a> disponibili legalmente. In altre parole, chi ha impulsi violenti ma si rilassa sfogando la fantasia non sente pi\u00f9 bisogno di agire nella realt\u00e0, e arriva perfino a discriminare meno le donne<\/a> (che peraltro da un\u2019analisi degli accessi<\/a> ai siti specializzati risultano le principali fruitrici di pornografia misogina). Le immense energie sprecate \u2013 loro direbbero \u2018investite\u2019 \u2013 da miliardi di persone ogni giorno nel costruire realt\u00e0 personali sui social network in barba al mondo concreto che le circonda suggeriscono che la massa sia gi\u00e0 abbondantemente distratta e manipolata senza bisogno di tirare in ballo tette e culi. La dimostrazione la vediamo nell\u2019ascesa \u201cpolitica\u201d di personaggi improponibili che in tutto il mondo riescono ad arrivare al potere contro ogni logica e senza alcuna proposta concreta, limitandosi a cavalcare l\u2019engagement emotivo dei social network. La pornografia \u00e8 accessibile a chiunque da oltre 60 anni (o 30, se vogliamo limitarci a Internet), eppure non ricordo abbia mai causato disastri paragonabili a questo, o al colpo di stato avvenuto negli Stati Uniti come performance a uso dei social network.<\/p>\n Tornando per\u00f2 al punto, qualcosa da rimproverare al porno attuale c\u2019\u00e8, eccome. Storicamente la rappresentazione esplicita del sesso ha sempre avuto un fortissimo valore eversivo. Alcuni esempi possono essere i libelli<\/a> contro Maria Antonietta che contibuirono a indebolirne il potere e scatenare la rivoluzione; le riviste controculturali<\/a> dell\u2019Italia negli anni \u201970 del XX secolo che diffondevano la critica allo strapotere democristiano mescolandola al porno; la battaglia per la libert\u00e0 d\u2019espressione combattuta da Larry Flynt<\/a> nel decennio successivo.<\/p>\n La facilit\u00e0 di fruizione su smartphone e banda larga ha invece azzerato l\u2019effetto-shock di mostrare come, sotto i vestiti firmati e le tute da operaio, gli esseri umani siano davvero tutti uguali e tutti capaci di comportamenti primordiali che sbugiardano ogni pretesa di superiorit\u00e0 di qualcuno sugli altri. Ormai lo sappiamo bene che il re non ha davvero il sangue blu, il politico ce l\u2019ha piccolo come tuo zio e che quella signora sempre pronta a salire sul pulpito per giudicare il prossimo una volta nel letto non si distingue dalla battona pi\u00f9 navigata \u2013 per\u00f2 sembra non fregarcene pi\u00f9 niente.<\/p>\n La belva ha i denti cos\u00ec spuntati da aver fatto addirittura il giro, e ultimamente ammette la sua innocuit\u00e0 con fenomeni come il gooning<\/a>, il filone pornografico pi\u00f9 in crescita nell\u2019ultimo anno. Metareferenziale come pochi, il suo tema centrale \u00e8 la sudditanza al porno stesso<\/a>: inutile, improduttiva, socialmente dannosa, insoddisfacente\u2026 eppure fonte di dipendenza come la peggiore delle droghe. Spesso i soggetti appaiono vestiti, censurati o in animazioni che sovrappongono immagini orrende a ci\u00f2 che pi\u00f9 l\u2019utente vorrebbe vedere. \u00c8 un \u201cgioco\u201d esplicito, i cui fan si compiacciono tuttavia e fanno a gara fra loro per essere i pi\u00f9 sfigati di tutti.<\/p>\n A voler essere buoni lo si potrebbe interpretare come un sottile e argutissimo commento alle condizioni abiette in cui \u00e8 scivolata gran parte della popolazione sotto lo strapotere delle \u00e9lite, ma la maggior parte dei fruitori (e produttori: \u00e8 la nuova economia, baby!) prende la cosa piuttosto sul serio. Dov\u2019\u00e8 finito il valore politico dell\u2019oscenit\u00e0 consapevole? Potrei sbagliarmi, ma sospetto che arrivati a questo punto sia impossibile ricreare l\u2019impatto sociale delle pantomime di de Sade, dell\u2019amore libero di fine anni \u201960, della conseguente politicizzazione dell\u2019eros o delle proteste sociali dopo incarnate dal BDSM e da un certo fetish \u2013 tutti movimenti comunicati attraverso l\u2019estetica del porno. Era quasi inevitabile che il nome pi\u00f9 sorprendente di tutti fosse quello del colosso PornHub<\/em>, associato da sempre al male (a volte non a torto<\/a>) e recentemente divenuto bersaglio preferenziale dell\u2019ipocrisia online<\/a>. Un po\u2019 per far bella figura, un po\u2019 per vero spirito sociale, ha aperto da qualche tempo il Sexual Wellness Center<\/a><\/em>: una autorevole sezione del sito – alla quale collaboro anche io \u2013 dedicata all\u2019educazione sessuale e al benessere della coppia. Con gran stupore di tutti, nell\u2019arco di pochi mesi \u00e8 divenuto la fonte pi\u00f9 seguita al mondo di informazione sul tema, superando alla grande anche nobili istituzioni come l\u2019istituto Kinsey. [\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" [et_pb_section][et_pb_row][et_pb_column type=”4_4″][et_pb_text] Puoi ascoltare questo articolo anche\u00a0nel mio podcast! Listen to “S2E14 – Hai mai considerato il porno?” on Spreaker. No, il titolo non \u00e8 una proposta \u2013 e anzi, se mi conoscete un po\u2019 saprete che non sono un gran sostenitore dell\u2019industria della pornografia. 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Questo approccio rivela un preoccupante modello di fondo<\/a> che concepisce il sesso solo come merce o performance, quantomeno inappropriato per discutere con qualcuno che va a caccia di filosofi<\/a> pur di capirne le derive neoliberiste.<\/p> Senza nulla togliere a un passatempo senz\u2019altro gradevole, che mi ha allietato \u2013 come a chiunque \u2013 tante giornate cos\u00ec cos\u00ec, io con il porno c\u2019entro pochissimo. Al massimo ne studio gli aspetti pi\u00f9 particolari, tipo le implicazioni sociali<\/a>, le interazioni con i meccanismi della Rete<\/a>, le manipolazioni mediatiche<\/a>, i meccanismi neurologici<\/a>, le responsabilit\u00e0 sanitarie<\/a>, le illusioni ottiche<\/a> o i deragliamenti ridicoli<\/a>. D\u2019altro canto irritarsi \u00e8 inutile: i media affrontano molto spesso l\u2019argomento a sproposito, trattandolo solo come un riempitivo acchiappagonzi o strumentalizzandolo per compiacere il potente di turno (sapevate che la maggior parte delle \u201cricerche scientifiche\u201d sui terribili danni della pornografia viene commissionata da gruppi politici e religiosi estremisti che usano i risultati per giustificare richieste di fondi?).<\/p> La questione viene ulteriormente complicata dal fatto che non esiste un solo tipo di porno. Sotto lo stesso termine ricadono prodotti diversissimi: da video etici e femministi a contenuti profondamente misogini; da parodie<\/a> realizzate come veri film a complete assurdit\u00e0<\/a>; da carriere consapevoli a sfruttamento di casi umani. Ci\u00f2 impedisce di ritenere affidabile gran parte dei cosiddetti esperti e delle loro affermazioni sul tema.<\/p> Ci\u00f2 nonostante, negli ultimi giorni per coincidenza ho incontrato parecchie variazioni sul tema di un concetto interessante. Da pi\u00f9 parti \u2013 e da molti anni \u2013 c\u2019\u00e8 infatti chi sostiene che \u00abil porno \u00e8 l\u2019oppio dei popoli\u00bb. Lo dice chi di mestiere vende panico<\/a>, lo dice chi tiene un atteggiamento scientifico<\/a>, lo dice il complottista distratto<\/a> che ha dimenticato un lungo pezzo di storia italiana<\/a>. Sessuologia sociale: questo s\u00ec che \u00e8 il mio campo, cos\u00ec \u00e8 stato inevitabile ragionarci un po\u2019 su.<\/p> Che il porno abbia una capacit\u00e0 inarrivabile di catturare l\u2019attenzione non c\u2019\u00e8 dubbio. Ricorder\u00f2 sempre un set traboccante di attrici provocantissime\u2026 che attendevano scocciate che i loro partner fossero \u201cpronti a girare\u201d. Il metodo preferito? Nonostante fossero nella stessa stanza, per eccitarsi preferivano guardare video hard sui loro cellulari, pi\u00f9 attraenti della realt\u00e0 stessa. Ma si tratta davvero di un sistema di controllo di massa?<\/p> I dati scientifici \u2013 quelli veri \u2013 indicano che in un certo senso \u00e8 cos\u00ec. Pi\u00f9 porno si guarda, pi\u00f9 diminuisce l\u2019inclinazione a compiere stupri e crimini sessuali<\/a>, e addirittura l\u2019effetto \u00e8 maggiore quanto pi\u00f9 estremi sono i contenuti<\/a> disponibili legalmente. In altre parole, chi ha impulsi violenti ma si rilassa sfogando la fantasia non sente pi\u00f9 bisogno di agire nella realt\u00e0, e arriva perfino a discriminare meno le donne<\/a> (che peraltro da un\u2019analisi degli accessi<\/a> ai siti specializzati risultano le principali fruitrici di pornografia misogina). Le immense energie sprecate \u2013 loro direbbero \u2018investite\u2019 \u2013 da miliardi di persone ogni giorno nel costruire realt\u00e0 personali sui social network in barba al mondo concreto che le circonda suggeriscono che la massa sia gi\u00e0 abbondantemente distratta e manipolata senza bisogno di tirare in ballo tette e culi. La dimostrazione la vediamo nell\u2019ascesa \u201cpolitica\u201d di personaggi improponibili che in tutto il mondo riescono ad arrivare al potere contro ogni logica e senza alcuna proposta concreta, limitandosi a cavalcare l\u2019engagement emotivo dei social network. La pornografia \u00e8 accessibile a chiunque da oltre 60 anni (o 30, se vogliamo limitarci a Internet), eppure non ricordo abbia mai causato disastri paragonabili a questo, o al colpo di stato avvenuto negli Stati Uniti come performance a uso dei social network.<\/p> Tornando per\u00f2 al punto, qualcosa da rimproverare al porno attuale c\u2019\u00e8, eccome. Storicamente la rappresentazione esplicita del sesso ha sempre avuto un fortissimo valore eversivo. Alcuni esempi possono essere i libelli<\/a> contro Maria Antonietta che contibuirono a indebolirne il potere e scatenare la rivoluzione; le riviste controculturali<\/a> dell\u2019Italia negli anni \u201970 del XX secolo che diffondevano la critica allo strapotere democristiano mescolandola al porno; la battaglia per la libert\u00e0 d\u2019espressione combattuta da Larry Flynt<\/a> nel decennio successivo.<\/p> La facilit\u00e0 di fruizione su smartphone e banda larga ha invece azzerato l\u2019effetto-shock di mostrare come, sotto i vestiti firmati e le tute da operaio, gli esseri umani siano davvero tutti uguali e tutti capaci di comportamenti primordiali che sbugiardano ogni pretesa di superiorit\u00e0 di qualcuno sugli altri. Ormai lo sappiamo bene che il re non ha davvero il sangue blu, il politico ce l\u2019ha piccolo come tuo zio e che quella signora sempre pronta a salire sul pulpito per giudicare il prossimo una volta nel letto non si distingue dalla battona pi\u00f9 navigata \u2013 per\u00f2 sembra non fregarcene pi\u00f9 niente.<\/p> La belva ha i denti cos\u00ec spuntati da aver fatto addirittura il giro, e ultimamente ammette la sua innocuit\u00e0 con fenomeni come il gooning<\/a>, il filone pornografico pi\u00f9 in crescita nell\u2019ultimo anno. Metareferenziale come pochi, il suo tema centrale \u00e8 la sudditanza al porno stesso<\/a>: inutile, improduttiva, socialmente dannosa, insoddisfacente\u2026 eppure fonte di dipendenza come la peggiore delle droghe. Spesso i soggetti appaiono vestiti, censurati o in animazioni che sovrappongono immagini orrende a ci\u00f2 che pi\u00f9 l\u2019utente vorrebbe vedere. \u00c8 un \u201cgioco\u201d esplicito, i cui fan si compiacciono tuttavia e fanno a gara fra loro per essere i pi\u00f9 sfigati di tutti.<\/p> A voler essere buoni lo si potrebbe interpretare come un sottile e argutissimo commento alle condizioni abiette in cui \u00e8 scivolata gran parte della popolazione sotto lo strapotere delle \u00e9lite, ma la maggior parte dei fruitori (e produttori: \u00e8 la nuova economia, baby!) prende la cosa piuttosto sul serio. Dov\u2019\u00e8 finito il valore politico dell\u2019oscenit\u00e0 consapevole? Potrei sbagliarmi, ma sospetto che arrivati a questo punto sia impossibile ricreare l\u2019impatto sociale delle pantomime di de Sade, dell\u2019amore libero di fine anni \u201960, della conseguente politicizzazione dell\u2019eros o delle proteste sociali dopo incarnate dal BDSM e da un certo fetish \u2013 tutti movimenti comunicati attraverso l\u2019estetica del porno. Era quasi inevitabile che il nome pi\u00f9 sorprendente di tutti fosse quello del colosso PornHub<\/em>, associato da sempre al male (a volte non a torto<\/a>) e recentemente divenuto bersaglio preferenziale dell\u2019ipocrisia online<\/a>. Un po\u2019 per far bella figura, un po\u2019 per vero spirito sociale, ha aperto da qualche tempo il Sexual Wellness Center<\/a><\/em>: una autorevole sezione del sito - alla quale collaboro anche io \u2013 dedicata all\u2019educazione sessuale e al benessere della coppia. Con gran stupore di tutti, nell\u2019arco di pochi mesi \u00e8 divenuto la fonte pi\u00f9 seguita al mondo di informazione sul tema, superando alla grande anche nobili istituzioni come l\u2019istituto Kinsey.
\nListen to “S2E14 – Hai mai considerato il porno?” on Spreaker.<\/a><\/p>\n
\nDa qui a un controllo di regime, con una regia occulta che moltiplica i siti di video per adulti al fine di distrarre il popolo dalla rivolta, c\u2019\u00e8 per\u00f2 parecchia differenza. Anche perch\u00e9 non serve.<\/p>\n
\nPerfino nel mondo della sex positivity<\/a> va per la maggiore un attivismo mediatico fatto di vuoto signalling<\/a> e dichiarazioni astratte finalizzate \u2013 ancora una volta \u2013 a raccogliere follower e like pi\u00f9 che a cambiare lo status quo.<\/p>\n
\nQuel che non cambier\u00e0 mai \u00e8 per\u00f2 la curiosit\u00e0 nei confronti dell\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 comune che ci sia, motore di cos\u00ec tante nostre azioni e origine di tutto<\/a>. Forse l\u2019attenzione morbosa verso il sesso pu\u00f2 essere trasformata in uno strumento se non di rivoluzione per lo meno di educazione: \u00e8 quello che cerco di fare da anni con il mio lavoro, e che tentano anche altri.<\/p>\n
\nSta\u2019 a vedere che, in fondo in fondo, le sconcezze hanno ancora qualche asso nella manica\u2026<\/p>\n
Da qui a un controllo di regime, con una regia occulta che moltiplica i siti di video per adulti al fine di distrarre il popolo dalla rivolta, c\u2019\u00e8 per\u00f2 parecchia differenza. Anche perch\u00e9 non serve.<\/p>
Perfino nel mondo della sex positivity<\/a> va per la maggiore un attivismo mediatico fatto di vuoto signalling<\/a> e dichiarazioni astratte finalizzate \u2013 ancora una volta \u2013 a raccogliere follower e like pi\u00f9 che a cambiare lo status quo.<\/p>
Quel che non cambier\u00e0 mai \u00e8 per\u00f2 la curiosit\u00e0 nei confronti dell\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 comune che ci sia, motore di cos\u00ec tante nostre azioni e origine di tutto<\/a>. Forse l\u2019attenzione morbosa verso il sesso pu\u00f2 essere trasformata in uno strumento se non di rivoluzione per lo meno di educazione: \u00e8 quello che cerco di fare da anni con il mio lavoro, e che tentano anche altri.<\/p>
Sta\u2019 a vedere che, in fondo in fondo, le sconcezze hanno ancora qualche asso nella manica\u2026<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[19,13],"tags":[],"class_list":["post-14438","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-mass-media"],"yoast_head":"\n