{"id":1402,"date":"2017-09-28T00:00:00","date_gmt":"2017-09-27T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2017\/09\/28\/hugh-hefner-ultimo-dei-romantici\/"},"modified":"2017-09-28T00:00:00","modified_gmt":"2017-09-27T22:00:00","slug":"hugh-hefner-ultimo-dei-romantici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/hugh-hefner-ultimo-dei-romantici\/","title":{"rendered":"In memoria di Hugh Hefner – Quel che nessuno vi dir\u00e0 dell\u2019ultimo dei romantici"},"content":{"rendered":"
Articolo commissionato originariamente da <\/em>Wired<\/a> per essere pubblicato entro mezz\u2019ora.<\/em><\/span><\/p>\n <\/p>\n Pensa te la deformazione professionale. Quando mi hanno detto che Hugh Hefner era morto la prima cosa che ho pensato \u00e8 che non avevo un \u201ccoccodrillo\u201d pronto \u2013 e non mi riferisco al rettile diapside, ma a quegli articoli biografici che i bravi giornalisti tengono sempre aggiornati e pronti da pubblicare in caso un personaggio pubblico tiri le cuoia. Del resto, prima ci si tuffa tipo avvoltoi sulla carogna ancora calda, pi\u00f9 aumenta la possibilit\u00e0 di avere un clic in pi\u00f9 e qualche centesimo di centesimo della relativa commissione pubblicitaria.<\/p>\n Anzi, peggio ancora: non sono nemmeno come i cattivi <\/em>giornalisti, che a quest\u2019ora avranno gi\u00e0 fatto copia&incolla da Wikipedia<\/em> e da qualche testata americana per buttar fuori il \u201cloro\u201d articolo in memoria del fondatore di Playboy<\/em>. Che ci volete fare:\u00a0 avere un\u2019etica \u00e8 pi\u00f9 forte di me. Allora mi tocca per forza raccontare \u2018due o tre cose che so di lui\u2019, come si dice, e che ho come il sospetto che non troverete altrove.<\/p>\n Eroe della controinformazione<\/em> Paladino delle playmate<\/em> \u00abLo leggo per gli articoli\u00bb Il club ecumenico A letto con le conigliette<\/em> Cacciatore di ideali Articolo commissionato originariamente da Wired per essere pubblicato entro mezz\u2019ora. Pensa te la deformazione professionale. Quando mi hanno detto che Hugh Hefner era morto la prima cosa che ho pensato \u00e8 che non avevo un \u201ccoccodrillo\u201d pronto \u2013 e non mi riferisco al rettile diapside, ma a quegli articoli biografici che i bravi giornalisti […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":288,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[18,13,10,20],"tags":[],"class_list":["post-1402","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cronaca","category-mass-media","category-notizie","category-persone"],"yoast_head":"\n
Di solito la gente si immagina i pornografi come personaggi luridi e senza morale. La cosa che accomuna per\u00f2 Hefner, Larry Flynt<\/a> e diversi altri editori \u201cper adulti\u201d fra cui anche l\u2019italianissimo Saro Balsamo<\/a> \u00e8 una sincera passione per la cultura. O meglio: per la controcultura, cio\u00e8 quel tipo di informazione senza ipocrisie che di solito non trova spazio sui mass media. Fin dagli inizi negli anni \u201950 Playboy<\/em> \u00e8 stata in particolare una delle riviste in prima linea contro il razzismo, la censura, il maccartismo<\/a> e a favore dell\u2019emancipazione femminile, a partire dall\u2019aborto libero e sicuro (di cui, manco a farlo apposta, oggi \u00e8 la giornata mondiale<\/a>). Questo spirito rivoluzionario era presente anche in molte edizioni internazionali, fra cui quella italiana negli anni \u201970, e ha contribuito non poco alla diffusione del mensile.<\/p>\n
A seconda della donna cui chiedete, Hugh Hefner viene presentato come un santo o come il peggior bastardo sulla faccia della Terra. Col tempo mi sono fatto l\u2019idea che fosse, in fin dei conti, semplicemente una persona molto pragmatica. Le porte del suo impero erano sempre aperte per qualsiasi ragazza belloccia e disposta a stare al gioco: farsi fotografare e riprendere nuda in cambio di parecchi soldini e una fama su cui, con un po\u2019 d\u2019intelligenza, avrebbe potuto costruire una carriera. Chi pensava di poterne approfittare arraffando il possibile ma senza dare nulla in cambio (o tentando di ricattarlo, com\u2019\u00e8 accaduto diverse volte) veniva cacciata e ostracizzata per sempre dal giro dei fotografi glamour. Chi invece si comportava correttamente poteva contare sul suo supporto imperituro.
La storia pi\u00f9 emblematica \u00e8 forse quella di Bettie Page<\/a>, che prima di diventare un\u2019icona fetish ante litteram era stata sul paginone centrale del gennaio 1955. Quarantadue anni dopo, quando Hefner scopr\u00ec che Bettie era caduta in disgrazia dopo una brutta storia di persecuzioni e malattia mentale, scaten\u00f2 immediatamente tutta la potenza dei suoi uffici legali per farle riscuotere quattro decenni di diritti d\u2019immagine sfruttati illegalmente e renderla ultramilionaria senza che lei avesse chiesto nulla. E sorvoliamo sugli \u201caiutini\u201d di carriera dati a Marilyn Monroe\u2026<\/p>\n
<\/em>Quella di Playboy <\/em>come rivista letteraria viene spesso ripetuta come battuta, ma \u00e8 la pura verit\u00e0. Il nome stesso della testata rispecchiava l\u2019idea di rivoluzione culturale di Hefner, che consisteva nel prendere un branco di buzzurri yankee ancora sotto shock per la Seconda Guerra Mondiale e trasformarli in gentiluomini raffinati. Gli ingredienti erano la controcultura di cui abbiamo accennato prima e i racconti di giganti come Roald Dahl, Ian Fleming, Gabriel Garcia Marquez, Margaret Atwood, Haruki Murakami, Norman Mailer, Jack Kerouac o Kurt Vonnegut. E le tette, naturalmente. Ma del resto serviva pur qualcosa per attrarre l\u2019attenzione, no?<\/p>\n
<\/em>Un\u2019altra strategia di Hefner per diffondere l\u2019idea che si potesse essere uomini anche senza comportarsi come cavernicoli – e vivere l\u2019erotismo superando una mentalit\u00e0 da martello pneumatico – fu quella di aprire dozzine di Playboy Club<\/em> in tutto il mondo. I requisiti per entrare erano soltanto tre: possedere la tessera vitalizia che costava solo 25 dollari, essere vestiti decentemente\u2026 e non cercare di portarsi a letto le cameriere, che erano specificamente addestrate a compiere ogni gesto e interazione con i clienti in maniera \u201ccarina\u201d ma non volgare. Se la cosa non vi sembra tanto rivoluzionaria, provate a riguardare Mad Men<\/em> per rinfrescarvi le idee di come funzionassero le cose in quegli anni\u2026
A proposito: le regole non menzionavano alcuna esclusione, pertanto quando Hefner riceveva la lamentela di qualche cliente di colore a cui fosse stato rifiutato l\u2019ingresso nei locali degli stati del sud, o di un disabile discriminato, procedeva d\u2019ufficio a massacrare legalmente il titolare, ridurlo sul lastrico e cedere la gestione a qualcun altro. Offrendola in un paio di casi proprio a chi era stato maltrattato.<\/p>\n
Bench\u00e9 la versione ufficiale giurata e spergiurata sia da lui che dalle sue playmate<\/em> fosse che i rapporti carnali fra conigliette ed editore fossero vietati, e le \u201camiche\u201d ospiti a dozzine nella mitica Magione fossero l\u00ec solo per imparare a diventare modelle pi\u00f9 professionali e per condurre \u00abcene eleganti con amici e partner d\u2019affari\u00bb (uhm<\/a>\u2026), ovviamente <\/em>Hefner se le portava pure a letto. Lo confermano le numerose biografie di ex-playmate, da cui per\u00f2 sappiamo anche cosa poi accadesse, in quei letti. E cio\u00e8 poco o nulla, perch\u00e9 da mezzo secolo abbondante il signor Playboy preferiva semplicemente tenere le ragazze vicino mentre lui si guardava video porno, spesso con protagonisti solo maschi. Quindi si addormentava a met\u00e0 come qualsiasi nonno davanti ai Bellissimi di Rete4<\/em>, e le fanciulle potevano finalmente tornarsene in camera loro a pianificare la propria carriera post-Playboy.<\/p>\n
<\/em>L\u2019elemento comune di tutte queste storie \u00e8 probabilmente la convinzione di Hefner di poter cambiare il mondo attraverso il buon esempio, anche quando la logica suggeriva esattamente il contrario. D\u2019altra parte stiamo parlando di un ventiseienne che aveva deciso di diventare editore e ridefinire il giornalismo mondiale dopo essersi visto negare un aumento di stipendio di cinque dollari. Di un figlio esasperato dal bigottismo dei genitori che era riuscito a far accettare al mondo un\u2019idea di sessualit\u00e0 serena e libera. Di un uomo orripilato dall\u2019ignoranza e dal maschilismo dei suoi simili che era pronto a tutto pur di renderli persone migliori. Di un tale che, potendosi permettere di essere circondato da decine delle donne pi\u00f9 belle del mondo (secondo i suoi canoni, almeno), si piccava di far sesso solo con la fidanzata di turno e considerare le altre solo gradevoli amiche \u00abda trattare col massimo rispetto\u00bb – pretendendo che anche i suoi milioni di lettori fossero altrettanto corretti nel loro comportamento.
Nelle prossime ore, mentre il suo corpo verr\u00e0 tumulato a fianco della sua prima playmate Marilyn come aveva disposto da sempre, chiss\u00e0 quanti coccodrilli si ricorderanno di dire che fosse soprattutto un romantico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"