{"id":1357,"date":"2014-04-02T00:00:00","date_gmt":"2014-04-01T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2014\/04\/02\/hana-hebi-bdsm\/"},"modified":"2014-04-02T00:00:00","modified_gmt":"2014-04-01T22:00:00","slug":"hana-hebi-bdsm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/hana-hebi-bdsm\/","title":{"rendered":"Il nuovo Hana to hebi promette una rivoluzione nel BDSM"},"content":{"rendered":"

\u00a0Il Giappone produce una quantit\u00e0 inverosimile di pornografia (54.000 video nel solo 2012), eppure di recente l\u2019attenzione di ogni appassionato di eros estremo nella terra del Sol Levante \u00e8 concentrata su un film che non \u00e8 nemmeno ancora uscito. Bench\u00e9 tecnicamente Hana to hebi Zero<\/i><\/a> (lett. \u2018Il fiore e il serpente 0\u2019) \u2013 in uscita il 17 maggio \u2013 sia solo l\u2019ennesimo episodio di un franchise quarantennale composto da remake, disegni animati, libri e videogiochi, potrebbe trattarsi davvero di un\u2019opera epocale. Ma sar\u00e0 il caso di darvi un po\u2019 di contesto.<\/p>\n

Nei tardi anni Sessanta del secolo scorso l\u2019industria cinematografica giapponese lamentava una grave crisi causata da numerosi fattori, fra cui il crescente successo dei film stranieri, ossia occidentali. Per evitare la bancarotta la maggior parte degli studi pi\u00f9 illustri erano stati costretti a convertirsi a produzioni a basso costo di generi che potessero attrarre il pubblico popolare con temi che Hollywood si guardava bene dall\u2019affrontare: drammoni ambientati nel Giappone feudale, comici regionali, violenza\u2026 e pornografia softcore, chiamata \u2018film rosa\u2019.
Alcune piccole case di produzione indipendente riuscivano a sopravvivere grazie a un\u2019arma segreta: le sceneggiature del traduttore e insegnante di lingue Yukihiko Kuroiwa, che si era rivelato capace di realizzare thriller pulp pieni di sottotesti sadomasochisti. Operando sotto falso nome, Kuroiwa conduceva un secondo lavoro inventando a raffica soggetti per film (oggi perduti) in grado di catturare l\u2019attenzione del pubblico nonostante la fitta concorrenza di infiniti altri porno. E a notare il suo talento non erano solo i produttori, ma anche una giovane stellina chiamata
Naomi Tani<\/a>.<\/p>\n

Tani pu\u00f2 essere considerata grossomodo l\u2019equivalente giapponese di Bettie Page<\/a>: estremamente bella e insolitamente disinibita, \u00e8 comparsa in una manciata di film prima di ritirarsi dalle scene \u2013 e cos\u00ec facendo \u00e8 diventata un\u2019icona dell\u2019erotismo a tutt\u2019oggi considerata come la modella di bondage \u201cperfetta\u201d. La signora inoltre \u00e8 una vera appassionata di giochini strani, cos\u00ec mentre muoveva i primi passi nel mondo del cinema le fu naturale subire il fascino del suo sceneggiatore preferito, con cui nacque una lunga amicizia e una collaborazione professionale. In men che non si dica i due diventarono una macchina da successi: lui scriveva storie fatte su misura per lei, e in cambio la Tani si rendeva disponibile come cavia su cui sperimentare ogni sorta di scene. Secondo un celebre aneddoto, in dodici anni di carriera come star per adulti non si lament\u00f2 una sola volta dei bruschi trattamenti che dovette subire per le cineprese; addirittura non si espose mai al sole per potere offrire ai registi la pelle pi\u00f9 chiara possibile, su cui risaltassero al meglio i segni delle corde e delle sevizie inflittele.
Proiettata verso la celebrit\u00e0, Tani veniva corteggiata da molti studi \u2013 fra cui la Nikkatsu<\/i>, il pi\u00f9 antico, grande e forse il pi\u00f9 disperato di tutti. Le dimensioni stesse gli avevano impedito di reagire alla trasformazione del mercato, cos\u00ec come ultima speranza prima di dover chiudere era entrato in grande stile nell\u2019arena dei film rosa, lanciando addirittura un genere tutto suo chiamato roman <\/i>(che stava per \u2018romantico\u2019) porn<\/i>. In sostanza si trattava di grandi produzioni che sfruttavano le ricche risorse tecniche a disposizione per realizzare storie pi\u00f9 originali, complesse e belle da vedere di quanto potesse permettersi la concorrenza.<\/p>\n

Naomi Tani era per\u00f2 decisissima a farsi un nome come regina del sadomaso, cos\u00ec aveva ripetutamente rifiutato le offerte della Nikkatsu. Comparire in film \u201cbanali\u201d non le interessava proprio \u2013 ma poich\u00e9 si trattava di uno dei volti (e dei corpi) pi\u00f9 ammirati in circolazione lo studio alla fine cedette alla sua condizione di lavorare solo in film che trattassero di dominazione. Anzi, i dirigenti avevano dovuto accettare anche un\u2019altra clausola: i film sarebbero stati tutti scritti dal suo buon amico Oniroku Dan<\/a>, nuovo nome del signor Kuroiwa. Non era nemmeno un cattivo affare, perch\u00e9 nel frattempo Dan aveva firmato parecchi romanzi di discreto successo. Come primo lavoro per la Nikkatsu la coppia scelse una di queste opere: Hana to hebi.
Pubblicato nel 1974,
Il fiore e il serpente<\/a> cambi\u00f2 le sorti di chiunque vi fosse coinvolto. La maggior qualit\u00e0 consentita da un vero studio lo rese un enorme successo a sorpresa, proprio come accadde l\u2019anno dopo in Occidente con Histoire d\u2019O<\/i><\/a>. Entrambe le pellicole divulgarono il concetto di dominazione erotica al di fuori del ristretto circolo degli appassionati, rendendo il BDSM argomento di conversazione comune alla stregua di 50 sfumature di grigio<\/i><\/a> quarant\u2019anni dopo. Soprattutto per\u00f2 Hana to hebi defin\u00ec l\u2019estetica, i temi, le pratiche e i comportamenti che a tutt\u2019oggi rimangono alla base della concezione giapponese del sadomasochismo \u2013 i cui riflessi costituiscono a loro volta l\u2019idea occidentale di cosa sia il \u201cBDSM nipponico\u201d. Il fatto che la serie abbia proliferato, naturalmente, ha contribuito poi molto.<\/p>\n

In tutte le sue infinite incarnazioni, la storia di Hana to hebi ruota attorno a un marito arrabbiato\/impotente\/caduto in disgrazia che lascia che un sadico rapisca la sua bellissima moglie e la offra a una societ\u00e0 segreta di pervertiti. L\u2019uomo immagina che la vedr\u00e0 tornare a casa completamente sottomessa e che i suoi problemi si risolveranno, tuttavia la signora supera tremende umiliazioni e finisce anzi col prenderci un certo gusto. Gli elementi di base possono essere rimescolati per adattarsi agli umori e alle ossessioni mediatiche del momento (es. la yakuza o la crisi economica nazionale), ma la sostanza \u00e8 tutta qua. Semplice e prevedibile. Quindi cos\u2019ha di tanto interessante questo nuovo film?
Il punto \u00e8 che Hana to hebi Zero riesce a essere sia una continuazione che un reboot della serie. La trama ora segue una poliziotta che investiga su un sito web di torture sessuali, ma compaiono anche molti personaggi storici della saga. In particolare una delle tre protagoniste femminili \u00e8 Noriko Hamada, una veterana di questo franchise che a 48 anni ha fatto drizzare le antenne alla sempre pi\u00f9 numerosa popolazione di amanti delle MILF del Giappone. Le proiezioni d\u2019anteprima hanno rivelato poi che alcune scene particolarmente esplicite e perverse sono in grado di scioccare e deliziare il pubblico moderno come accadde con quello del \u201974. Infine Hana to hebi Zero promette un salto di qualit\u00e0 tecnica mai visto prima d\u2019ora nei film per adulti \u201cmainstream\u201d.
In un certo senso sembra che la storia stia per ripetersi \u2013 oggi con una possibile ricaduta sulla cultura erotica di tutto il pianeta dovuta alla globalizzazione. Personalmente non ci scommetterei troppo, per\u00f2 \u00e8 vero che il trailer \u201csemi-sicuro\u201d qui sotto sembri promettente. Voi che ne dite?<\/p>\n

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