{"id":13336,"date":"2020-07-21T00:01:27","date_gmt":"2020-07-20T22:01:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ayzad.com\/?p=13336"},"modified":"2022-02-01T06:33:00","modified_gmt":"2022-02-01T05:33:00","slug":"coccole-e-frustate-una-serata-particolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/coccole-e-frustate-una-serata-particolare\/","title":{"rendered":"Coccole e frustate: una serata particolare"},"content":{"rendered":"
[et_pb_section fb_built=”1″ admin_label=”section” _builder_version=”3.22″ global_colors_info=”{}” theme_builder_area=”post_content”][et_pb_row admin_label=”row” _builder_version=”3.25″ global_colors_info=”{}” theme_builder_area=”post_content”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” global_colors_info=”{}” custom_padding__hover=”|||” theme_builder_area=”post_content”][et_pb_text admin_label=”Text” _builder_version=”4.14.1″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” hover_enabled=”0″ global_colors_info=”{}” theme_builder_area=”post_content” sticky_enabled=”0″]<\/p>\n
Questo articolo \u00e8 stato pubblicato in origine da\u00a0BizzarroBazar<\/a>:la festa cui si riferisce \u00e8 Sadistique<\/a>, l’evento che organizzo tutti i mesi da quindici anni a Milano. Ringrazio tantissimo Ivan per una testimonianza cos\u00ec sottile e attenta di un luogo che \u00e8 obbiettivamente difficile descrivere a parole, e che non vedo l’ora possa riaprire appena passata l’emergenza per la pandemia di COVID-19.<\/em><\/p>\n <\/em><\/p>\n A novembre dell\u2019anno scorso sono stato invitato al\u00a0Sadistique<\/a>, il party BDSM organizzato dall\u2019amico\u00a0Ayzad<\/a>. Ho parlato di \u201cerotica del martirio\u201d di fronte a una folla attenta, variopinta e semisvestita, nella stanza stile\u00a0dungeon<\/a>\u00a0dove a fine conferenza \u2013 molto appropriatamente \u2013 sarebbe stata montata una\u00a0croce di Sant\u2019Andrea<\/a>. Il primo, intenso sovraccarico sensoriale di cui mi rendo conto \u00e8 quello sonoro. Arena centrale per i giochi \u201cpubblici\u201d, con tanto di spettatori. In realt\u00e0 quasi tutte le sessioni, anche quelle sui divanetti appartati, si guadagnano il loro gruppetto di ammiratori. Ma sul palco centrale si presentano i pi\u00f9 esibizionisti, o perlomeno i pi\u00f9 sicuri di s\u00e9. Tocca davvero esserlo, sicuri di s\u00e9, perch\u00e9 il pubblico non resta solo a guardare, tra di loro gli spettatori giudicano le performance, fanno considerazioni tecniche manco stessero commentando i gol della domenica. \u00abGuarda l\u00ec, quel nodo non va fatto cos\u00ec, dico io, almeno allentalo durante la transizione!\u00bb \u00abQuesto\u00a0flogger<\/i>\u00a0non devi perdertelo, ha un polso meraviglioso. A quel livello l\u00ec mica ci arrivi in un mese.\u00bb \u00abA me il\u00a0caning<\/i>\u00a0fatto cos\u00ec, solo per far male, non dice nulla. Dov\u2019\u00e8 finita la poesia?\u00bb<\/p>\n La cosa pi\u00f9 disarmante: l\u2019alternanza costante di dolcezza e brutalit\u00e0. Brutalit\u00e0 somministrata come parte di un cammino fatto assieme \u2013 anche se solo per un quarto d\u2019ora, per il tempo d\u2019una sessione \u2013 esplorazione e alterazione dello spaziotempo\u2026 Tre frustate ben assestate, poi il\u00a0dom<\/i>\u00a0si avvicina al\u00a0sub<\/i>\u00a0e lo carezza, gli sussurra all\u2019orecchio, si accerta di star procedendo nella direzione giusta. Vuole l\u2019intesa pi\u00f9 precisa possibile, perch\u00e9 si va avanti solo in due, entrambi uniti affinch\u00e9 la soddisfazione sia reciproca. Chiede se \u00e8 troppo o troppo poco. Come il fremere indeciso della bacchetta da rabdomante, qui si va in cerca della vena nascosta del desiderio. Su un divano poco distante va avanti da quasi mezz\u2019ora una scena di\u00a0spanking<\/i>\u00a0estremo: \u00abMi lasci dartene un\u2019ultima, con tutta la forza?\u00bb \u00abCon tutta la forza no\u2026\u00bb (Lei sta gi\u00e0 quasi piangendo, si contorce, le natiche segnate da cui spillano due o tre gocce di sangue a imperlare i lividi violacei.) \u00abMet\u00e0 forza, posso?\u00bb \u00abMet\u00e0. Ma solo una volta.\u00bb<\/p>\n Un uomo sta spiegando a una ragazza il modo in cui dovr\u00e0 saltargli addosso, quando lui sar\u00e0 sdraiato a terra. \u00abQui e qui\u00bb, le mostra il torso nudo. \u00abNon qui.\u00bb Lei \u00e8 titubante, terrorizzata all\u2019idea di rompergli una costola. \u00abNumero uno: se ti dico di saltare sulla mia pancia o sul petto, \u00e8 perch\u00e9 so che non mi farai male. Numero due \u2013 qui lui abbassa la voce e le si avvicina, cos\u00ec facendo si avvicina anche a me che dunque sento bene ci\u00f2 che le sussurra \u2013 ricordati che tu per me sei un regalo.\u00bb Lei comincia a piangere di commozione. Salter\u00e0 su di lui pi\u00f9 volte, dall\u2019alto di uno sgabello, affondando i calcagni nel ventre.<\/p>\n Serata non priva di accenti grotteschi. Anche il Comico ha diritto di cittadinanza \u2013 non potrebbe essere altrimenti, in un luogo mentale talmente in bilico sul ciglio del precipizio. Il gentiluomo che si presenta a una coppia chiedendo se pu\u00f2 far loro da poggiapiedi. \u00abMa cosa dobbiamo fare?\u00bb \u00abNiente, mi sdraio qui, mi mettete i piedi sopra, ogni tanto tirate il guinzaglio, e basta.\u00bb Dopo dieci minuti di questo trattamento il signore si alza, ringrazia cortesemente, e va via. Mi avvicina una avvenente fanciulla praticamente nuda. Il mio ospite, nella sua opera di divulgazione delle sessualit\u00e0 alternative, parla spesso di come in un ambito in cui in maniera consenziente ci si provoca dolore l\u2019un l\u2019altro, la \u201ccultura del rispetto\u201d sia ancora pi\u00f9 congenita che nella vita sessuale normale\/normativa. Qui tutto mi pare confermare quest\u2019idea. Penso a quanto l\u2019immaginario BDSM sia ambiguo, complesso \u2013 mai fare l\u2019errore di prenderlo\u00a0at face value<\/i>: echi di schiavismo, prigionie, torture reali\u2026 Ma si tratta, appunto, di immaginario. Di fantasmi. E cosa sono le fantasie erotiche se non un modo di metabolizzare l\u2019Osceno \u2013 quando non addirittura un trauma sociale \u2013 v. i\u00a0Nazi porno<\/a>. Guardo una donna chiusa in una gabbia. Un corpo femminile nudo l\u00ec dentro sarebbe un\u2019immagine terribile, se fosse\u00a0vera<\/i>. Invece \u00e8 quello che tutti qui chiamano un \u201cgioco\u201d (la messa in scena, appunto): la donna nella gabbia non \u00e8 affatto una vittima, la pantomima non ha nemmeno i caratteri dell\u2019umiliazione; viene carezzata da tre o quattro persone, uomini e donne, con delicatezza \u2013 ed \u00e8 lei che scosta una mano troppo impertinente, \u00e8 sempre lei che decide i tempi e i modi, protagonista di questo\u00a0tableau\u00a0<\/i>teatrale in cui si compiace di immaginarsi vittima sacrificale, o Dea in cattivit\u00e0.<\/p>\n Un \u201cgioco\u201d. \u00abAndiamo a giocare\u00bb. Non fanno che ripeterlo tutti, ma sar\u00e0 poi davvero solo gioco? Per\u00f2 poi vedo questa coppia, due giovani di una bellezza accecante, lei legata con le braccia sopra la testa a un praticabile\u2026 una molletta la obbliga a tenere la lingua fuori dalla bocca\u2026 lui con la cintura le batte la schiena e le natiche sempre pi\u00f9 forte\u2026 il ragazzo \u00e8 metodico e inespressivo, sembra quasi un automa concentrato sul lavoro. Lei ansimante tiene gli occhi chiusi, non li apre mai, nemmeno quando lui si avvicina per dirle qualcosa all\u2019orecchio (da quello che riesco a sentire \u2013 sono molto vicino \u2013 sembrano frasi di incoraggiamento). La molletta la costringe all\u2019umiliazione di un costante filo di saliva che scende sui seni nudi, e che lui ogni tanto asciuga con gesto clemente. Il corpo \u00e8 un diapason, e per farlo risuonare va portato all\u2019estremo. Curioso animale, il primate uomo. Come vorrei nascondermi dietro i loro occhi, capire cosa sta succedendo nel loro sistema nervoso: questa punizione pubblica \u00e8 una performance, un rituale, un passatempo, un esercizio di ginnastica? Un semplice modo di essere e di esprimersi? O \u00e8 davvero quello che sembra, cio\u00e8 un momento intimo di trascendenza della\/nella carne, un abbandonarsi totalmente l\u2019un l\u2019altro? Alla fine della sessione, ogni tanto c\u2019\u00e8 un pianto liberatorio. Le coccole, gli abbracci, le parole mormorate, \u00abtu sei un regalo\u00bb\u2026 altri invece ridono, chiacchierano, vanno a fare la pausa sigaretta nella saletta fumatori. Ecco forse la cosa pi\u00f9 sorprendente. [\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Questo articolo \u00e8 stato pubblicato in origine da\u00a0BizzarroBazar:la festa cui si riferisce \u00e8 Sadistique, l’evento che organizzo tutti i mesi da quindici anni a Milano. 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Ringrazio tantissimo Ivan per una testimonianza cos\u00ec sottile e attenta di un luogo che \u00e8 obbiettivamente difficile descrivere a parole, e che non vedo l'ora possa riaprire appena passata l'emergenza per la pandemia di COVID-19.<\/p>\r\n\r\n Il primo, intenso sovraccarico sensoriale di cui mi rendo conto \u00e8 quello sonoro.\r\nCostante, incessante sinfonia di schiaffi e grida, un torpore narcotico, come quei dormiveglia in cui gli ormoni mattutini suggeriscono visioni solo vagamente erotiche, in realt\u00e0 pi\u00f9 sotterranee. Lo schioccare sincopato delle fruste, gli urti secchi dei\u00a0paddle<\/i>\u00a0e delle mani nude che battono sulle natiche e sulle gambe, ipnotici quanto la mia memoria dei tamburi africani \u2013 la notte che negli\u00a0slum<\/i>\u00a0di Dar-Es-Salaam incontrammo quella donna posseduta da un demone. La reiterazione induce la trance: terga e schiena e schiena e terga \u2013 punti colpiti ancora, ancora, ancora. Sempre quelli. Anche quando si vuole fantasioso, il sesso \u00e8 sempre ripetitivo. Variazioni a prima vista molto, molto sporadiche: per\u00f2 cambiano gli strumenti, e il pubblico avveduto sa riconoscere la progressione, gustare l\u2019effetto, sa bene la differenza nelle sensazioni. (Nota: ogni sadico si identifica nella vittima, o non proverebbe alcun piacere dall\u2019infliggerle una pena; ogni masochista si identifica nel carnefice, o non godrebbe nel vedere s\u00e9 stesso cos\u00ec umiliato e ferito.)<\/p>\r\n Arena centrale per i giochi \u201cpubblici\u201d, con tanto di spettatori. In realt\u00e0 quasi tutte le sessioni, anche quelle sui divanetti appartati, si guadagnano il loro gruppetto di ammiratori. Ma sul palco centrale si presentano i pi\u00f9 esibizionisti, o perlomeno i pi\u00f9 sicuri di s\u00e9. Tocca davvero esserlo, sicuri di s\u00e9, perch\u00e9 il pubblico non resta solo a guardare, tra di loro gli spettatori giudicano le performance, fanno considerazioni tecniche manco stessero commentando i gol della domenica. \u00abGuarda l\u00ec, quel nodo non va fatto cos\u00ec, dico io, almeno allentalo durante la transizione!\u00bb \u00abQuesto\u00a0flogger<\/i>\u00a0non devi perdertelo, ha un polso meraviglioso. A quel livello l\u00ec mica ci arrivi in un mese.\u00bb \u00abA me il\u00a0caning<\/i>\u00a0fatto cos\u00ec, solo per far male, non dice nulla. Dov\u2019\u00e8 finita la poesia?\u00bb<\/p>\r\n La cosa pi\u00f9 disarmante: l\u2019alternanza costante di dolcezza e brutalit\u00e0. Brutalit\u00e0 somministrata come parte di un cammino fatto assieme \u2013 anche se solo per un quarto d\u2019ora, per il tempo d\u2019una sessione \u2013 esplorazione e alterazione dello spaziotempo\u2026 Tre frustate ben assestate, poi il\u00a0dom<\/i>\u00a0si avvicina al\u00a0sub<\/i>\u00a0e lo carezza, gli sussurra all\u2019orecchio, si accerta di star procedendo nella direzione giusta. Vuole l\u2019intesa pi\u00f9 precisa possibile, perch\u00e9 si va avanti solo in due, entrambi uniti affinch\u00e9 la soddisfazione sia reciproca. Chiede se \u00e8 troppo o troppo poco. Come il fremere indeciso della bacchetta da rabdomante, qui si va in cerca della vena nascosta del desiderio. Su un divano poco distante va avanti da quasi mezz\u2019ora una scena di\u00a0spanking<\/i>\u00a0estremo: \u00abMi lasci dartene un\u2019ultima, con tutta la forza?\u00bb \u00abCon tutta la forza no\u2026\u00bb (Lei sta gi\u00e0 quasi piangendo, si contorce, le natiche segnate da cui spillano due o tre gocce di sangue a imperlare i lividi violacei.) \u00abMet\u00e0 forza, posso?\u00bb \u00abMet\u00e0. Ma solo una volta.\u00bb<\/p>\r\n Un uomo sta spiegando a una ragazza il modo in cui dovr\u00e0 saltargli addosso, quando lui sar\u00e0 sdraiato a terra. \u00abQui e qui\u00bb, le mostra il torso nudo. \u00abNon qui.\u00bb Lei \u00e8 titubante, terrorizzata all\u2019idea di rompergli una costola. \u00abNumero uno: se ti dico di saltare sulla mia pancia o sul petto, \u00e8 perch\u00e9 so che non mi farai male. Numero due \u2013 qui lui abbassa la voce e le si avvicina, cos\u00ec facendo si avvicina anche a me che dunque sento bene ci\u00f2 che le sussurra \u2013 ricordati che tu per me sei un regalo.\u00bb Lei comincia a piangere di commozione. Salter\u00e0 su di lui pi\u00f9 volte, dall\u2019alto di uno sgabello, affondando i calcagni nel ventre.<\/p>\r\n Serata non priva di accenti grotteschi. Anche il Comico ha diritto di cittadinanza \u2013 non potrebbe essere altrimenti, in un luogo mentale talmente in bilico sul ciglio del precipizio.\r\nAdoro quando, anche al master pi\u00f9 esperto, un colpo non va a segno. La frusta si gira male e colpisce il pavimento; il nodo si ingarbuglia e tocca rifarlo; uno scudiscio vibrato in aria arriva troppo vicino a uno spettatore (\u00abEhi, sta\u2019 attento!\u00bb). Momenti umanissimi: contrasto meraviglioso tra l\u2019aria generale che si vorrebbe sofisticata \u2013 siamo a Milano dopotutto \u2013 e l\u2019affiorare del carnascialesco.\r\nLa ragazza appariscente indossa una maschera fetish con cerniera che copre la bocca, si avvicina al bancone. Il barista: \u00abCosa ti do?\u00bb \u00abMmmfmmmfmsssmchhh\u00bb<\/i>, risponde lei. (Devo allontanarmi per non scoppiare a ridere.)\r\nComicit\u00e0 involontaria ma pure volontaria: mi si racconta di una leggendaria sessione in cui la\u00a0safeword<\/i>\u00a0era il verso del pollo, con tanto di movimento dei gomiti, QUACK!<\/p>\r\n Il gentiluomo che si presenta a una coppia chiedendo se pu\u00f2 far loro da poggiapiedi. \u00abMa cosa dobbiamo fare?\u00bb \u00abNiente, mi sdraio qui, mi mettete i piedi sopra, ogni tanto tirate il guinzaglio, e basta.\u00bb Dopo dieci minuti di questo trattamento il signore si alza, ringrazia cortesemente, e va via.\r\nE questo sketch, con il suo asciutto surrealismo, mi spinge a un\u2019altra considerazione.\r\nL\u2019uomo sotto i piedi della coppia ha mantenuto tutto il tempo un contegno, un\u2019aria seria e discreta distante anni luce dagli schiavi sbavanti e arrapati alla\u00a0Tokyo Decadence<\/i>. Non saprei nemmeno dire se si \u00e8 eccitato. In effetti nelle aree comuni capita solo poche volte di vedere del sesso vero e proprio (ci sono i priv\u00e9 per quello); eppure tutto \u00e8 sesso. \u00abIo sono specializzato in\u00a0knife<\/i>\u00a0e\u00a0cutting<\/i>, mia moglie invece \u00e8 un\u2019artista degli aghi.\u00bb E infatti poco dopo eccola che punzecchia un dito a un cinquantenne coi mustacchi da hipster, lentamente, pi\u00f9 volte. Lui seduto l\u00ec, come al bar, con un cocktail in una mano e una signorina che gli infila un ago a fondo nell\u2019indice dell\u2019altra mano. Ecco, si pu\u00f2 chiamare sesso, questo? Non ne ho idea. Forse lo \u00e8 senza esserlo.<\/p>\r\n Mi avvicina una avvenente fanciulla praticamente nuda.\r\n(Non sono uno di quei maschi che di fronte a una scollatura hanno sempre l\u2019occhietto calante, ma mi domando: in una situazione del genere, sarebbe considerato scortese come accade nel mondo l\u00e0 fuori? Qual \u00e8 la regola sociale, qui?)\r\nChiacchieriamo del pi\u00f9 e del meno, mi racconta della tesi di laurea che sta ultimando, e mi dice: \u00abTocca pianificare\u00bb. Per lei \u00e8 essenziale separare queste serate dagli impegni sentimentali, mi spiega. Fa solo corde e frusta, ma quest\u2019ultima sempre e soltanto con lo stesso partner di cui si fida. Le chiedo qual \u00e8 la frequenza. \u00abLe corde se potessi anche una volta alla settimana. La frusta no, una volta al mese, perch\u00e9 poi devi riprenderti e devono sparire i segni. Per questo dico che va pianificata bene. Perch\u00e9 se esci con un ragazzo poco dopo la sessione, e le cose si fanno romantiche, magari ti trovi a dover spiegare il perch\u00e9 di quei segni, e finisci per sembrare matta.\u00bb<\/p>\r\n Il mio ospite, nella sua opera di divulgazione delle sessualit\u00e0 alternative, parla spesso di come in un ambito in cui in maniera consenziente ci si provoca dolore l\u2019un l\u2019altro, la \u201ccultura del rispetto\u201d sia ancora pi\u00f9 congenita che nella vita sessuale normale\/normativa. Qui tutto mi pare confermare quest\u2019idea.\r\nAvventori multietnici, di ogni estrazione sociale, orientamento sessuale, genere o\u00a0genderbending<\/em>, et\u00e0, struttura fisica \u2013 disabilit\u00e0 incluse. Outfit griffati fianco a fianco con soluzioni di abbigliamento assolutamente proletarie. Corpi da copertina di\u00a0Vogue<\/i>, ma qui anche la pelle adiposa o avvizzita \u00e8 considerata bella \u2013 alla fine non importa che aspetto hai, finch\u00e9 sei bravo a maneggiare una frusta o a sopportarla.\r\nSuppongo che la tanto sbandierata e un po\u2019 fastidiosa \u201cesclusivit\u00e0\u201d dell\u2019evento, di cui discutevo l\u2019altro giorno con M., sia pi\u00f9 che altro una dovuta facciata; perch\u00e9 a conti fatti il livello di inclusivit\u00e0 mi pare invece molto buono. Vedo perfino un tizio in jeans, anche se chiaramente l\u2019estetica dominante \u00e8 quella fetish, tutta borchie e lattice, forse un po\u2019 trita e risaputa ma ormai una sorta di divisa di questa sottocultura.<\/p>\r\n Penso a quanto l\u2019immaginario BDSM sia ambiguo, complesso \u2013 mai fare l\u2019errore di prenderlo\u00a0at face value<\/i>: echi di schiavismo, prigionie, torture reali\u2026 Ma si tratta, appunto, di immaginario. Di fantasmi. E cosa sono le fantasie erotiche se non un modo di metabolizzare l\u2019Osceno \u2013 quando non addirittura un trauma sociale \u2013 v. i\u00a0Nazi porno<\/a>.\r\nTraslare paure, pulsioni inconfessabili e orrori reali nel mondo della rappresentazione, dei simulacri. Messa\u00a0in scena<\/i>\u00a0dell\u2019osceno<\/i>. (Per questo la maggior parte della letteratura erotica \u00e8 fatta di personaggi-funzione, figurine bidimensionali, marionette da spostare e ricombinare a piacimento.)<\/p>\r\n Guardo una donna chiusa in una gabbia. Un corpo femminile nudo l\u00ec dentro sarebbe un\u2019immagine terribile, se fosse\u00a0vera<\/i>. Invece \u00e8 quello che tutti qui chiamano un \u201cgioco\u201d (la messa in scena, appunto): la donna nella gabbia non \u00e8 affatto una vittima, la pantomima non ha nemmeno i caratteri dell\u2019umiliazione; viene carezzata da tre o quattro persone, uomini e donne, con delicatezza \u2013 ed \u00e8 lei che scosta una mano troppo impertinente, \u00e8 sempre lei che decide i tempi e i modi, protagonista di questo\u00a0tableau\u00a0<\/i>teatrale in cui si compiace di immaginarsi vittima sacrificale, o Dea in cattivit\u00e0.<\/p>\r\n Un \u201cgioco\u201d. \u00abAndiamo a giocare\u00bb. Non fanno che ripeterlo tutti, ma sar\u00e0 poi davvero solo gioco?\r\nCerto, ci sono i momenti da circo \u2013 alle volte sembra di aggirarsi tra i carrozzoni di un sideshow. Non ci sono i mangiatori di fuoco, ma ci sono i fachiri: un uomo ha tre bottiglie da due litri ciascuna appese allo scroto (nota: sembra sentire pi\u00f9 male quando le tiene ferme, quindi fa un movimento oscillatorio ad altalena mentre la sua\u00a0mistress<\/i>\u00a0lo colpisce con il frustino).<\/p>\r\n
Ho rimuginato a lungo sulla possibilit\u00e0 di raccontare quella serata; ci vorrebbe una scrittura all\u2019altezza, perch\u00e9 l\u00ec dentro era tutta questione di atmosfera, e renderla palpabile va al di l\u00e0 delle mie povere doti letterarie.
Alla fine, visto che questo blog \u00e8 comunque un diario delle mie esplorazioni, ho deciso di trascrivere gli appunti presi a caldo quella sera, cos\u00ec come li avevo annotati sul mio taccuino una volta tornato all\u2019hotel. Avevano gi\u00e0 un abbozzo di forma, anche se non raffinata come avrei preferito, quindi li pubblico qui senza troppe revisioni.
(Le foto, tutte provenienti dal sito di Sadistique, sono NSFW. Per i pochi termini tecnici che trovate qua e l\u00e0, rimando al\u00a0Glossario BDSM<\/a>\u00a0redatto da Ayzad.)
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Costante, incessante sinfonia di schiaffi e grida, un torpore narcotico, come quei dormiveglia in cui gli ormoni mattutini suggeriscono visioni solo vagamente erotiche, in realt\u00e0 pi\u00f9 sotterranee. Lo schioccare sincopato delle fruste, gli urti secchi dei\u00a0paddle<\/i>\u00a0e delle mani nude che battono sulle natiche e sulle gambe, ipnotici quanto la mia memoria dei tamburi africani \u2013 la notte che negli\u00a0slum<\/i>\u00a0di Dar-Es-Salaam incontrammo quella donna posseduta da un demone. La reiterazione induce la trance: terga e schiena e schiena e terga \u2013 punti colpiti ancora, ancora, ancora. Sempre quelli. Anche quando si vuole fantasioso, il sesso \u00e8 sempre ripetitivo. Variazioni a prima vista molto, molto sporadiche: per\u00f2 cambiano gli strumenti, e il pubblico avveduto sa riconoscere la progressione, gustare l\u2019effetto, sa bene la differenza nelle sensazioni. (Nota: ogni sadico si identifica nella vittima, o non proverebbe alcun piacere dall\u2019infliggerle una pena; ogni masochista si identifica nel carnefice, o non godrebbe nel vedere s\u00e9 stesso cos\u00ec umiliato e ferito.)<\/p>\n
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Adoro quando, anche al master pi\u00f9 esperto, un colpo non va a segno. La frusta si gira male e colpisce il pavimento; il nodo si ingarbuglia e tocca rifarlo; uno scudiscio vibrato in aria arriva troppo vicino a uno spettatore (\u00abEhi, sta\u2019 attento!\u00bb). Momenti umanissimi: contrasto meraviglioso tra l\u2019aria generale che si vorrebbe sofisticata \u2013 siamo a Milano dopotutto \u2013 e l\u2019affiorare del carnascialesco.
La ragazza appariscente indossa una maschera fetish con cerniera che copre la bocca, si avvicina al bancone. Il barista: \u00abCosa ti do?\u00bb \u00abMmmfmmmfmsssmchhh\u00bb<\/i>, risponde lei. (Devo allontanarmi per non scoppiare a ridere.)
Comicit\u00e0 involontaria ma pure volontaria: mi si racconta di una leggendaria sessione in cui la\u00a0safeword<\/i>\u00a0era il verso del pollo, con tanto di movimento dei gomiti, QUACK!<\/p>\n
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E questo sketch, con il suo asciutto surrealismo, mi spinge a un\u2019altra considerazione.
L\u2019uomo sotto i piedi della coppia ha mantenuto tutto il tempo un contegno, un\u2019aria seria e discreta distante anni luce dagli schiavi sbavanti e arrapati alla\u00a0Tokyo Decadence<\/i>. Non saprei nemmeno dire se si \u00e8 eccitato. In effetti nelle aree comuni capita solo poche volte di vedere del sesso vero e proprio (ci sono i priv\u00e9 per quello); eppure tutto \u00e8 sesso. \u00abIo sono specializzato in\u00a0knife<\/i>\u00a0e\u00a0cutting<\/i>, mia moglie invece \u00e8 un\u2019artista degli aghi.\u00bb E infatti poco dopo eccola che punzecchia un dito a un cinquantenne coi mustacchi da hipster, lentamente, pi\u00f9 volte. Lui seduto l\u00ec, come al bar, con un cocktail in una mano e una signorina che gli infila un ago a fondo nell\u2019indice dell\u2019altra mano. Ecco, si pu\u00f2 chiamare sesso, questo? Non ne ho idea. Forse lo \u00e8 senza esserlo.<\/p>\n
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(Non sono uno di quei maschi che di fronte a una scollatura hanno sempre l\u2019occhietto calante, ma mi domando: in una situazione del genere, sarebbe considerato scortese come accade nel mondo l\u00e0 fuori? Qual \u00e8 la regola sociale, qui?)
Chiacchieriamo del pi\u00f9 e del meno, mi racconta della tesi di laurea che sta ultimando, e mi dice: \u00abTocca pianificare\u00bb. Per lei \u00e8 essenziale separare queste serate dagli impegni sentimentali, mi spiega. Fa solo corde e frusta, ma quest\u2019ultima sempre e soltanto con lo stesso partner di cui si fida. Le chiedo qual \u00e8 la frequenza. \u00abLe corde se potessi anche una volta alla settimana. La frusta no, una volta al mese, perch\u00e9 poi devi riprenderti e devono sparire i segni. Per questo dico che va pianificata bene. Perch\u00e9 se esci con un ragazzo poco dopo la sessione, e le cose si fanno romantiche, magari ti trovi a dover spiegare il perch\u00e9 di quei segni, e finisci per sembrare matta.\u00bb<\/p>\n
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Avventori multietnici, di ogni estrazione sociale, orientamento sessuale, genere o\u00a0genderbending<\/em>, et\u00e0, struttura fisica \u2013 disabilit\u00e0 incluse. Outfit griffati fianco a fianco con soluzioni di abbigliamento assolutamente proletarie. Corpi da copertina di\u00a0Vogue<\/i>, ma qui anche la pelle adiposa o avvizzita \u00e8 considerata bella \u2013 alla fine non importa che aspetto hai, finch\u00e9 sei bravo a maneggiare una frusta o a sopportarla.
Suppongo che la tanto sbandierata e un po\u2019 fastidiosa \u201cesclusivit\u00e0\u201d dell\u2019evento, di cui discutevo l\u2019altro giorno con M., sia pi\u00f9 che altro una dovuta facciata; perch\u00e9 a conti fatti il livello di inclusivit\u00e0 mi pare invece molto buono. Vedo perfino un tizio in jeans, anche se chiaramente l\u2019estetica dominante \u00e8 quella fetish, tutta borchie e lattice, forse un po\u2019 trita e risaputa ma ormai una sorta di divisa di questa sottocultura.<\/p>\n
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Traslare paure, pulsioni inconfessabili e orrori reali nel mondo della rappresentazione, dei simulacri. Messa\u00a0in scena<\/i>\u00a0dell\u2019osceno<\/i>. (Per questo la maggior parte della letteratura erotica \u00e8 fatta di personaggi-funzione, figurine bidimensionali, marionette da spostare e ricombinare a piacimento.)<\/p>\n
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Certo, ci sono i momenti da circo \u2013 alle volte sembra di aggirarsi tra i carrozzoni di un sideshow. Non ci sono i mangiatori di fuoco, ma ci sono i fachiri: un uomo ha tre bottiglie da due litri ciascuna appese allo scroto (nota: sembra sentire pi\u00f9 male quando le tiene ferme, quindi fa un movimento oscillatorio ad altalena mentre la sua\u00a0mistress<\/i>\u00a0lo colpisce con il frustino).<\/p>\n
C\u2019\u00e8 tutta la pittoresca panoplia che ci si aspetterebbe: ci sono le donne appese a testa in gi\u00f9 (altra nota: mi torna in mente Soter Mul\u00e8 in televisione, accusato di essere responsabile della morte della ventitreenne Paola Caputo durante una sessione di\u00a0shibari<\/i>\u00a0estremo, quando la\u00a0Leosini alla ricerca del pruriginoso lo bersaglia<\/a>: \u00abLei cosa trova di eccitante in una donna legata come un salame?\u00bb, e il poveretto che cerca di mantenere toni pacati in quel massacro voyeuristico risponde sottovoce: \u00abSe \u00e8 legata come un salame, niente\u00bb), ci sono uomini calpestati da tacchi a spillo, cera multicolore fusa su seni e genitali, schiavi e schiavette, lacci e laccetti, collari, guinzagli e gente a carponi.<\/p>\n
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Tutta questa strana folla, sempre cos\u00ec sicura di ci\u00f2 che vuole o non vuole, fino al minimo dettaglio contrattuale, quanto \u00e8 conscia di ci\u00f2\u00a0che<\/i>\u00a0cerca<\/i>?<\/p>\n
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Proprio l\u00ec ritrovo un pensionato con cui ho gi\u00e0 parlato a inizio serata, 67 anni, ex-impiegato in una ditta di fotocopiatrici. Adesso sta accarezzando le spalle della moglie. Esamina con tenerezza le striature che poco prima, sferzandola, ha impresso sulla sua pelle, come se quelle lingue arrossate fossero un\u2019opera d\u2019arte astratta. Le sussurra: \u00abSembri un tigrotto\u00bb. La faccia di lei si illumina, e sorridono entrambi.<\/p>\n
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In un simile caleidoscopio di morsetti, staffili, corde, lividi, bacchettate, urla \u2013 e quel soporifero suono senza tregua degli schiaffi \u2013 non ho visto traccia di crudelt\u00e0.<\/p>\n
<\/p>\nA novembre dell\u2019anno scorso sono stato invitato al\u00a0Sadistique<\/a>, il party BDSM organizzato dall\u2019amico\u00a0Ayzad<\/a>. Ho parlato di \u201cerotica del martirio\u201d di fronte a una folla attenta, variopinta e semisvestita, nella stanza stile\u00a0dungeon<\/a>\u00a0dove a fine conferenza \u2013 molto appropriatamente \u2013 sarebbe stata montata una\u00a0croce di Sant\u2019Andrea<\/a>.\r\n<\/em>Ho rimuginato a lungo sulla possibilit\u00e0 di raccontare quella serata; ci vorrebbe una scrittura all\u2019altezza, perch\u00e9 l\u00ec dentro era tutta questione di atmosfera, e renderla palpabile va al di l\u00e0 delle mie povere doti letterarie.<\/em>\r\nAlla fine, visto che questo blog \u00e8 comunque un diario delle mie esplorazioni, ho deciso di trascrivere gli appunti presi a caldo quella sera, cos\u00ec come li avevo annotati sul mio taccuino una volta tornato all\u2019hotel. Avevano gi\u00e0 un abbozzo di forma, anche se non raffinata come avrei preferito, quindi li pubblico qui senza troppe revisioni.\r\n(Le foto, tutte provenienti dal sito di Sadistique, sono NSFW. Per i pochi termini tecnici che trovate qua e l\u00e0, rimando al\u00a0Glossario BDSM<\/a>\u00a0redatto da Ayzad.)\r\n<\/em><\/h5>\r\n
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