{"id":1326,"date":"2014-12-04T00:00:00","date_gmt":"2014-12-03T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2014\/12\/04\/pornoscandalo-inglese\/"},"modified":"2014-12-04T00:00:00","modified_gmt":"2014-12-03T23:00:00","slug":"pornoscandalo-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/pornoscandalo-inglese\/","title":{"rendered":"Il grande pornoscandalo inglese (non quello: l’altro)"},"content":{"rendered":"

Marted\u00ec scorso i media di tutto il mondo hanno avuto il loro bel da fare a commentare una sconvolgente notizia giunta dal Regno Unito: tutto d\u2019un tratto il Governo ha vietato il sesso estremo. O il piacere femminile. O qualcosa del genere, ma comunque c\u2019era sicuramente di mezzo il Grande Fratello. Nel dubbio, sono usciti un sacco di post che finivano con i soliti \u00abSvegliaaaaaaaa!!!1!!!11!!1!\u00bb.
La realt\u00e0 dei fatti naturalmente \u00e8 un po\u2019 diversa. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 effettivamente piuttosto grave dal punto di vista delle libert\u00e0 personali e della censura, ma richiede una spiegazione un po\u2019 pi\u00f9 approfondita di un Like <\/i>sparato a caso sui social network. Siete pronti a viaggiare con me nello straordinario mondo dell\u2019ipocrisia multimediale britannica?<\/p>\n

L\u2019emendamento antizozzate
<\/i>Per capire cosa sia successo \u00e8 necessario sapere che in Gran Bretagna ogni forma di telecomunicazione \u00e8 regolata da un decreto chiamato Communications Act 2003<\/i><\/a>, che fra le altre cose equipara Internet ad altri media per quanto riguarda una serie di reati fra cui lo stalking e il procurato allarme online, o il furto di connessione dati. Il decreto \u00e8 stato emendato a novembre con l\u2019aggiunta delle Audiovisual Media Services Regulations 2014<\/i><\/a>, che sono entrate in vigore a dicembre ed estendono l\u2019equiparazione anche ai contenuti trasmessi online. Il senso delle nuove norme \u00e8 semplice e abbastanza condivisibile: \u00abse qualcosa \u00e8 illegale o vietato ai minori sugli altri media britannici, non pu\u00f2 essere prodotto o venduto nemmeno online\u00bb. Quindi se si \u00e8 inglesi non si possono pi\u00f9 mettere in rete istruzioni su come costruire bombe, informazioni sulle tecniche di suicidio ideali, apologie di reato e piacevolezze simili \u2013 n\u00e9 men che meno vendere accesso a questi contenuti o a materiale video privo di certificazione BBFC.
La
BBFC<\/a> \u00e8 la commissione nazionale di certificazione cinematografica, equivalente alle Commissioni per la revisione cinematografica<\/a> italiane. Per intenderci: sono quelli che decidono se applicare il bollino di divieto ai minori ai film proiettati nei cinema. Ed \u00e8 qui che scatta la trappola. Se tutti i media si equivalgono, la certificazione dei film si applica anche ai DVD e agli altri supporti digitali \u2013 tant\u2019\u00e8 vero che nei sex shop non si possono vendere per esempio Blu-Ray con scene di stupro di animali, perch\u00e9 raffigurano un reato che non pu\u00f2 certo essere sancito dalla messa in commercio. Per\u00f2 i media online sono pari a quelli fisici, quindi le stesse regole si applicano anche ai video on demand. Risultato: ora nel Regno Unito non \u00e8 pi\u00f9 legale gestire siti che distribuiscano porno con \u00abscene raccapriccianti o a rischio per la vita degli attori\u00bb, n\u00e9 ovviamente produrne.<\/p>\n

Dal punto di vista degli utenti non cambia molto perch\u00e9 il Web \u00e8 pieno di siti stranieri tramite cui vedere anche i generi banditi. Per chi finora ha tirato a campare su questo tipo di materiale invece si tratta di un bel problema: l\u2019unica possibilit\u00e0 per non rischiare la galera \u00e8 infatti ritirare subito tutta la propria produzione ed emigrare in nazioni pi\u00f9 tolleranti, ma quante camgirl o performer di nicchia possono permettersi di stravolgere cos\u00ec la propria vita da un giorno all\u2019altro?
A questo punto potreste pensare che non si tratti in fondo di un grande problema. Dopotutto, che c\u2019importa a noi di quegli spregevoli, schifosi criminali che spacciano roba cos\u00ec ripugnante sul Web? Che crepino pure tutti di fame sotto un ponte\u2026 o no? In effetti, no. Il punto \u00e8 che le pratiche in questione sono ben diverse da quelle che state immaginando.<\/p>\n

Censura arbitraria
<\/i>La BBFC ha rilasciato un
elenco piuttosto dettagliato<\/a> di ci\u00f2 che considera \u2018contenuto inaccettabile\u2019, interpretando in senso assai lato i criteri dichiarati nelle pubblicazioni rivolte al grande pubblico<\/a>. Vediamolo insieme:<\/p>\n