{"id":1197,"date":"2012-06-15T00:00:00","date_gmt":"2012-06-14T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2012\/06\/15\/schiavo-e-padrona\/"},"modified":"2022-02-14T17:13:03","modified_gmt":"2022-02-14T16:13:03","slug":"schiavo-e-padrona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/schiavo-e-padrona\/","title":{"rendered":"Giallo rosso menopausa – La recensione di ‘Schiavo e padrona’"},"content":{"rendered":"
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Claudia Salvatori<\/em> Lei \u00e8 una sonnambula, certamente disturbata. Un giorno compra una rivista di inserzioni erotiche, risponde all’annuncio di uno schiavo e presto finiscono a giocare assieme nonostante lui sia costretto a spiegarle come comportarsi. Peccato che sul pi\u00f9 bello la “padrona” svenga, e al risveglio trovi la sua vittima massacrata a coltellate. Cos’\u00e8 successo? \u00c8 stata una crisi di follia causata dall’esaltazione della dominazione, o qualcosa di pi\u00f9 losco? Schiavo e Padrona<\/em> comincia cos\u00ec: un inizio intrigante per un giallo con aspirazioni da Basic Instinct<\/em>, che un paio d’anni prima aveva mostrato al mondo intero quanto fosse interessante e lucroso il mondo dell’erotismo alternativo. Peccato che subito dopo si dimentichi di Hollywood, e diventi purtroppo un classico esempio di “nuovo cinema italiano”.<\/p>\n Credo che abbiate presente il genere: sono quei film supponenti, presuntuosi, in cui gli attori continuano a urlare e agitarsi in presa diretta, sputando frasi pseudodrammatiche, pseudointellettuali, che farebbero arrossire di vergogna anche un adolescente. I critici ne vanno matti. Il pubblico normalmente si sente preso per il culo. Schiavo e Padrona ne \u00e8 l’equivalente scritto, e visto che l’inchiostro costa molto meno di un set si permette pure grandi effetti speciali – a partire dall’ambientazione. La storia si svolge infatti in una versione mutante di Genova tanto degradata da risultare persino umoristica. Ogni palazzo, particolare o personaggio trasuda marciume e schifo: la discoteca \u00e8 costruita su una fogna, il ristorante \u00e8 un ex cesso pubblico, il centro commerciale \u00e8 pieno di rifiuti, con negozi incendiati dalla mafia e popolato da ragazzini che usano le fontanelle pubbliche per lavare coltelli a serramanico sporchi di sangue. Cos\u00ec, come nulla fosse. Nella fontana pi\u00f9 grande no, perch\u00e9 \u00e8 asciutta e del resto serve gi\u00e0 per depositarci i piccioni schiacciati dalle auto, in modo che possano putrefarsi meglio. Sul serio. Ci manca solo la puttana minorenne che declama “Ma non potr\u00e0 piovere fango per sempre, cazzo!” per completare il pastiche<\/em> di genere.<\/p>\n Quel che \u00e8 ben presente, invece, \u00e8 una visione del mondo Bdsm particolarmente offensiva. La regola d’oro di qualsiasi corso di scrittura \u00e8: “scrivi solo ci\u00f2 che conosci bene” – ma in questo caso \u00e8 palese che sia stata ignorata alla grande. Anzich\u00e9 documentarsi un minimo, la Salvatori mette in scena situazioni e personaggi che sembrano usciti dai fumetti di Jacula<\/em>, uno pi\u00f9 psicopatico e grottesco dell’altro, legati a riti e gergo tutti loro che non hanno alcun riscontro con la realt\u00e0. I luoghi comuni fanno a gomitate per entrare tutti sulla pagina, e col procedere della lettura si trascende sempre pi\u00f9 verso abissi di mestizia che neanche Muccino si sognerebbe mai. A essere precisi, Schiavo e Padrona ha la strana caratteristica di partire come un’astuta osservazione di un mondo poco noto per trasformarsi poi in un esercizio di pornografia sempre pi\u00f9 sguaiata. Il punto preciso del cambiamento \u00e8 la scena in cui un leatherman ciccione ossessionato dall’iconografia religiosa violenta il coprotagonista (masochista bisex represso, con pulsioni autolesioniste ispirate dalla figura della matrigna stronza e impellicciata – al\u00e8) con un improbabile fisting a freddo. Da qui in poi il tono diventa osceno e compiaciuto, ma anche nettamente meno forzato: il porno si \u00e8 liberato dall’ipocrisia, e resta solo il fardello obbligatorio dello psicodramma – ma con la profondit\u00e0 dei Bellissimi di Retequattro<\/em>.<\/p>\n A un certo punto mi sono chiesto cosa possa spingere qualcuno a scrivere (credendoci) bestialit\u00e0 tipo quella del ragazzo che “scost\u00f2 le tende del cinema cadente immaginando che fossero le labbra vaginali devastate di una vecchia prostituta”, quella della ninfomane ritardata che per\u00f2 \u00e8 frigida o del sex shop che propone a ogni cliente l’acquisto di armi illegali – infarcendo il tutto di vocaboli supergiovani come squinzia, <\/em>sprawl urbano <\/em>o andiamo downtown<\/em>. Poi ho guardato le note biografiche dell’autrice, e ho scoperto che questa ex sceneggiatrice di fumetti Disney ha composto il romanzo proprio mentre si trovava sull’orlo del climaterio. Molte donne all’arrivo della menopausa si tingono i capelli di rosso o cercano di riaffermare la loro femminilit\u00e0 con look improbabilmente sexy e un po’ tristi: lei deve averci provato tramite la scrittura. Dopo un paio di capitoli avr\u00e0 sentito che il tempo stringeva, e allora sotto a sparare tutte le ultime cartucce, per uscire di scena col botto. In certe situazioni mica si pu\u00f2 pretendere di fermarsi anche a prender bene la mira, no? Per\u00f2 \u00e8 un peccato, perch\u00e9 magari sarebbe potuta venir fuori una bella storia.<\/p>\n Chiss\u00e0 se ho sbagliato diagnosi. Vedi che brutto effetto fa la psicologia spicciola?<\/p>\n P.S. [\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Schiavo e Padrona Claudia SalvatoriMarco Tropea Editore, 1996L. 18.000140 pagineLingua: 88-438-0007-8ASIN: 8843800078@:\u00a0compralo online Lei \u00e8 una sonnambula, certamente disturbata. 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Peccato che sul pi\u00f9 bello la \"padrona\" svenga, e al risveglio trovi la sua vittima massacrata a coltellate. Cos'\u00e8 successo? \u00c8 stata una crisi di follia causata dall'esaltazione della dominazione, o qualcosa di pi\u00f9 losco? Schiavo e Padrona<\/em> comincia cos\u00ec: un inizio intrigante per un giallo con aspirazioni da Basic Instinct<\/em>, che un paio d'anni prima aveva mostrato al mondo intero quanto fosse interessante e lucroso il mondo dell'erotismo alternativo. Peccato che subito dopo si dimentichi di Hollywood, e diventi purtroppo un classico esempio di \"nuovo cinema italiano\".<\/p>\r\n Credo che abbiate presente il genere: sono quei film supponenti, presuntuosi, in cui gli attori continuano a urlare e agitarsi in presa diretta, sputando frasi pseudodrammatiche, pseudointellettuali, che farebbero arrossire di vergogna anche un adolescente. I critici ne vanno matti. Il pubblico normalmente si sente preso per il culo. Schiavo e Padrona ne \u00e8 l'equivalente scritto, e visto che l'inchiostro costa molto meno di un set si permette pure grandi effetti speciali - a partire dall'ambientazione. La storia si svolge infatti in una versione mutante di Genova tanto degradata da risultare persino umoristica. Ogni palazzo, particolare o personaggio trasuda marciume e schifo: la discoteca \u00e8 costruita su una fogna, il ristorante \u00e8 un ex cesso pubblico, il centro commerciale \u00e8 pieno di rifiuti, con negozi incendiati dalla mafia e popolato da ragazzini che usano le fontanelle pubbliche per lavare coltelli a serramanico sporchi di sangue. Cos\u00ec, come nulla fosse. Nella fontana pi\u00f9 grande no, perch\u00e9 \u00e8 asciutta e del resto serve gi\u00e0 per depositarci i piccioni schiacciati dalle auto, in modo che possano putrefarsi meglio. Sul serio. Ci manca solo la puttana minorenne che declama \"Ma non potr\u00e0 piovere fango per sempre, cazzo!\" per completare il pastiche<\/em> di genere.<\/p>\r\n Quel che \u00e8 ben presente, invece, \u00e8 una visione del mondo Bdsm particolarmente offensiva. La regola d'oro di qualsiasi corso di scrittura \u00e8: \"scrivi solo ci\u00f2 che conosci bene\" - ma in questo caso \u00e8 palese che sia stata ignorata alla grande. Anzich\u00e9 documentarsi un minimo, la Salvatori mette in scena situazioni e personaggi che sembrano usciti dai fumetti di Jacula<\/em>, uno pi\u00f9 psicopatico e grottesco dell'altro, legati a riti e gergo tutti loro che non hanno alcun riscontro con la realt\u00e0. I luoghi comuni fanno a gomitate per entrare tutti sulla pagina, e col procedere della lettura si trascende sempre pi\u00f9 verso abissi di mestizia che neanche Muccino si sognerebbe mai. A essere precisi, Schiavo e Padrona ha la strana caratteristica di partire come un'astuta osservazione di un mondo poco noto per trasformarsi poi in un esercizio di pornografia sempre pi\u00f9 sguaiata. Il punto preciso del cambiamento \u00e8 la scena in cui un leatherman ciccione ossessionato dall'iconografia religiosa violenta il coprotagonista (masochista bisex represso, con pulsioni autolesioniste ispirate dalla figura della matrigna stronza e impellicciata - al\u00e8) con un improbabile fisting a freddo. Da qui in poi il tono diventa osceno e compiaciuto, ma anche nettamente meno forzato: il porno si \u00e8 liberato dall'ipocrisia, e resta solo il fardello obbligatorio dello psicodramma - ma con la profondit\u00e0 dei Bellissimi di Retequattro<\/em>.<\/p>\r\n A un certo punto mi sono chiesto cosa possa spingere qualcuno a scrivere (credendoci) bestialit\u00e0 tipo quella del ragazzo che \"scost\u00f2 le tende del cinema cadente immaginando che fossero le labbra vaginali devastate di una vecchia prostituta\", quella della ninfomane ritardata che per\u00f2 \u00e8 frigida o del sex shop che propone a ogni cliente l'acquisto di armi illegali - infarcendo il tutto di vocaboli supergiovani come squinzia, <\/em>sprawl urbano <\/em>o andiamo downtown<\/em>. Poi ho guardato le note biografiche dell'autrice, e ho scoperto che questa ex sceneggiatrice di fumetti Disney ha composto il romanzo proprio mentre si trovava sull'orlo del climaterio. Molte donne all'arrivo della menopausa si tingono i capelli di rosso o cercano di riaffermare la loro femminilit\u00e0 con look improbabilmente sexy e un po' tristi: lei deve averci provato tramite la scrittura. Dopo un paio di capitoli avr\u00e0 sentito che il tempo stringeva, e allora sotto a sparare tutte le ultime cartucce, per uscire di scena col botto. In certe situazioni mica si pu\u00f2 pretendere di fermarsi anche a prender bene la mira, no? Per\u00f2 \u00e8 un peccato, perch\u00e9 magari sarebbe potuta venir fuori una bella storia.<\/p>\r\n Chiss\u00e0 se ho sbagliato diagnosi. Vedi che brutto effetto fa la psicologia spicciola?<\/p>\r\n P.S.\r\nVia e-mail, un'amica mi avverte che da questo libro \u00e8 stato anche tratto il film Amorestremo<\/em>, sceneggiato dall'autrice e interpretato niente meno che da Rocco Siffredi. Una rara recensione si trova qui<\/a>. Il premio ricevuto \u00e8 questo<\/a>.<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[14,13,10,16],"tags":[],"class_list":["post-1197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri-ed-ebook","category-mass-media","category-notizie","category-recensioni","et-has-post-format-content","et_post_format-et-post-format-standard"],"yoast_head":"\n
Marco Tropea Editore, 1996<\/em>
L. 18.000<\/em>
140 pagine<\/em>
Lingua: 88-438-0007-8<\/em>
ASIN: 8843800078<\/em>
@:\u00a0compralo online<\/a><\/p>\n
Via e-mail, un’amica mi avverte che da questo libro \u00e8 stato anche tratto il film Amorestremo<\/em>, sceneggiato dall’autrice e interpretato niente meno che da Rocco Siffredi. Una rara recensione si trova qui<\/a>. Il premio ricevuto \u00e8 questo<\/a>.<\/p>\nSchiavo e Padrona<\/h3>\r\n