{"id":1184,"date":"2018-08-21T00:00:00","date_gmt":"2018-08-20T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2018\/08\/21\/filosofisting-peter-banki\/"},"modified":"2024-05-07T23:20:03","modified_gmt":"2024-05-07T21:20:03","slug":"filosofisting-peter-banki","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/filosofisting-peter-banki\/","title":{"rendered":"Filosofisting \u2013 Peter Banki e l\u2019arte di fare tutte le domande difficili"},"content":{"rendered":"
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La maggior parte delle interviste \u00e8 \u2013 concedetemi la metafora sconcia \u2013 come una di quelle storie usa e getta: incontri qualcuno che ti piace, segui un piacevole percorso di scoperta di cosa la emozioni davvero, dite entrambi tutte le cose giuste, e alla fine ci si saluta soddisfatti e senza rimorsi, arricchiti da un paio di bei ricordi in pi\u00f9. E poi ci sono le altre interviste. Quelle sono pi\u00f9 simili a esperienze kinky dure e tormentate, di quelle che richiedono gran tempo per farsi il coraggio di buttarcisi e poi, un po\u2019 come in una sessione di fisting<\/a>, ti costringono ad affrontare i tuoi lati pi\u00f9 oscuri. Si tratta di bestie brutte e sporche che vanno contro ogni decoro: comportano inevitabilmente molte verit\u00e0 e una discreta quantit\u00e0 di dolore \u2013 ma finiscono anche col toccarti l\u2019anima e ti lasciano davvero cambiato. Questa \u00e8 una di quelle, per cui c\u2019\u00e8 voluto un anno di gestazione.<\/p>\n La prima volta che ho incrociato Peter Banki<\/a> \u00e8 stata all\u2019Xplore <\/em>di Berlino del 2017, un festival esperienziale di sessualit\u00e0 alternative<\/a> che nel frattempo \u00e8 divenuto uno dei miei eventi preferiti. Lui \u00e8 un filosofo australiano con una certa reputazione di essere \u201cla pecora nera del sesso estremo\u201d, che peraltro\u00a0stava alimentando con una serie di seminari sottilmente minacciosi intitolati Essere cattivi <\/em>ed Essere molto cattivi<\/em>. Ci\u00f2 che pi\u00f9 mi ha colpito di lui \u00e8 stata tuttavia un\u2019altra conferenza in cui aveva toccato una serie di concetti piuttosto pesanti che di solito non vengono mai nominati nel giro della cosiddetta positivit\u00e0 sessuale<\/a>: l\u2019effetto intimo del neoliberalismo, il fallimento dei movimenti di liberazione sessuale e molti altri punti che sinceramente non sono riuscito a seguire con la stessa competenza di altri membri del pubblico. <\/p>\n Ciao, Peter! Sono felicissimo di questo momento di pausa da tutte le distrazioni con cui ci sta bersagliando il gigantesco festival sul sesso estremo che ci circonda. Non vedo l\u2019ora di farti qualche domanda sui temi che hai toccato nei tuoi workshop, ma forse \u00e8 meglio cominciare da una tua presentazione ai lettori?<\/em><\/p>\n Beh, ho una formazione umanistica, specie sulla letteratura europea tra il XVIII e il XX secolo, e in filosofia \u2013 soprattutto francese e cinese. Sono stato coinvolto nel giro sex-positive, o meglio nell\u2019Xplore, a partire dal 2004 e l\u2019associazione con Felix<\/a> \u00e8 stata molto fruttuosa. Il suo spazio mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di esprimere concetti creativi altrimenti irraggiungibili, o per lo meno di certo non nel mio lavoro accademico. Gli spazi di positivit\u00e0 sessuale mi interessavano da tempo, ma \u00e8 a questo festival che sono stato in grado di mettere in contatto i miei interessi filosofici con il genere di aspetti pi\u00f9 giocosi che vengono esplorati qui, ed esplorare realmente anche me stesso. Da qui sono partiti diversi miei progetti: lo spazio stesso ha ispirato alcuni miei laboratori che penso siano stati molto importanti e innovativi, e successivamente ho organizzato il mio Xplore in Australia, il che mi ha reso un produttore di festival professionista. Ora a Sydney e Melbourne faccio un Festival della morte<\/a><\/em> che vorrei portare in Europa, nonch\u00e9 un evento sul sesso intitolato Really Good Sex Festival<\/a><\/em>. Quello pi\u00f9 recente, basato su un concetto proprio nuovo, si chiama Mascolinit\u00e0 creative<\/a><\/em>.<\/p>\n \u00a0<\/em><\/p>\n L\u2019anno scorso qui a Berlino hai tenuto una serie di conferenze e workshop che riunivano filosofia, erotismo e sociologia. L\u2019elemento comune sembrava essere la volont\u00e0 di sfidare lo status quo, perfino quello all\u2019interno della scena sex-positive e addirittura in te stesso. Si trattava di una cosa dovuta al tuo carattere, o c\u2019\u00e8 una insoddisfazione di fondo o altro dietro tutto ci\u00f2?<\/em><\/p>\n Credo che sessualit\u00e0 e filosofia abbiano molto in comune perch\u00e9, come dici tu, mettono in discussione lo status quo \u2013 basti pensare a Socrate \u2013 ma non c\u2019\u00e8 solo quello. Al centro della filosofia c\u2019\u00e8 una domanda: \u00abconosci davvero quello che stai pensando?\u00bb Quel che riguarda il sesso \u00e8 potente perch\u00e9 ti pone nella stessa posizione: ogni volta che pensi di avere capito rimani sorpreso. Felix enfatizza l\u2019aspetto dell\u2019instabilit\u00e0 e della non-sicurezza: qualcosa di molto destabilizzante, scomodo ma che offre anche nuove possibilit\u00e0. <\/p>\n Ne avevo avuto il sentore. In effetti, perch\u00e9 ritieni ci sia cos\u00ec poco senso di sfida, cos\u00ec poco mettersi in discussione nell\u2019ambiente sex-positive? <\/em><\/p>\n Stiamo integrandoci nella cultura di massa, e non penso sia una brutta cosa in s\u00e9. Secondo me \u00e8 un bene cercare di ottenere pi\u00f9 riconoscimento sociale, diventare pi\u00f9 pubblici e impegnarsi nell\u2019incoraggiare pi\u00f9 persone a entrare nelle nostre comunit\u00e0 \u2013 ma questo tipo di normalizzazione implica anche il capitolare alla societ\u00e0.<\/p>\n <\/p>\n Credi che si tratti di un processo consapevole, o \u00e8 un effetto collaterale inevitabile?<\/em><\/p>\n Beh, penso sia abbastanza <\/em>consapevole. Alcune persone sono molto convinte; credono davvero nella comunit\u00e0 sex-positive, vogliono pensare che la societ\u00e0 e le persone si vergognino molto, e di essere pertanto investiti da una sorta di missione di doverli emancipare. Non \u00e8 un fenomeno nuovo: risale addirittura agli anni \u201960! Penso che su un certo piano sia una cosa consapevole, ma poi avviene che la gente abbia bisogno di sentirsi sicura e protetta da pi\u00f9 regole, pi\u00f9 ideologia. Il consenso \u00e8 un\u2019ideologia bella grossa, come lo \u00e8 essere buoni e offrire in un certo senso una buona immagine di s\u00e9, mostrare di non essere persone cattive.<\/p>\n <\/p>\n Il che ci riporta giusti giusti all\u2019edizione dell\u2019anno scorso, che si concentrava sul \u201ccattivo\u201d. I titoli delle tue sessioni parlavano per esempio di \u2018pessimo sesso\u2019, \u2018essere cattivi\u2019 e addirittura \u2018essere molto cattivi\u2019. Non sono stato l\u2019unico a esserne affascinato: l\u2019ultimo dei tre laboratori era strapieno, bench\u00e9 il programma non chiarisse affatto di cosa si sarebbe trattato. C\u2019era una sorta di sensazione nell\u2019aria, come se le persone riconoscessero e rispondessero al concetto stesso di cattiveria. \u00c8 stato solo un esempio del clich\u00e9 per cui il cattivo \u00e8 sempre pi\u00f9 interessante dell\u2019eroe, o c\u2019era qualcosa di pi\u00f9 sottile sotto?<\/em><\/p>\n Penso che tu sappia che i tab\u00f9 sono uno dei due o tre argomenti con cui abbiamo sempre a che fare in un modo o nell\u2019altro. Adesso mi hai beccato mentre ero appena uscito da un laboratorio sullo sbavarsi addosso, che \u00e8 un tipico tab\u00f9. Essere cattivi \u00e8 un altro tab\u00f9, quindi s\u00ec, attrae la gente – ma concordo con te su quanto mi abbia sorpreso! Quando ho visto la sala cos\u00ec piena \u2013 e non appena ho detto che ci saremmo comportati \u201cmolto male\u201d tutti hanno fatto \u00aboooh!\u00bb e hanno chiamato gli amici \u2013 mi sono reso conto di avere fatto inconsciamente apparire la cosa molto attraente.<\/p>\n <\/p>\n Mi ricordo che hai iniziato l\u2019incontro spaventando le persone: avvertivi \u00abandate via; sar\u00e0 terribile e vi far\u00e0 stare male con voi stessi\u00bb e cos\u00ec via \u2013 e pi\u00f9 lo facevi, pi\u00f9 gente entrava\u2026 \u00e8 stato affascinante!<\/em><\/p>\n Devo dire anche che c\u2019\u00e8 stato un intento politico dietro tutto ci\u00f2. Specie nel farlo qui in Germania \u2013 sai che ho scritto un libro sull\u2019Olocausto \u2013 e portare il tema del Male mentre eravamo circondati dall\u2019eredit\u00e0 tedesca \u00e8 stato ovviamente un esperimento, una sfida al pubblico. Penso che abbia dimostrato molto bene che fossero disposti ad accettarla, senza lasciarsi spaventare da questo australiano bizzarro.<\/p>\n <\/p>\n Altroch\u00e9. In effetti nel corso del laboratorio c\u2019\u00e8 stato un momento molto particolare in cui \u00e8 divenuto evidente che le cose non stessero funzionando\u2026 perch\u00e9 i partecipanti erano troppo pieni d\u2019amore \u2013 e in pace col loro lato oscuro \u2013 per poter essere in grado o interessati a cedere veramente alla loro Ombra e diventare davvero \u201cmolto cattivi\u201d l\u2019uno con l\u2019altro. Chiaramente si trattava di un pubblico molto insolito, composto in gran parte da persone che da tempo esplorano se stesse, ma in un certo senso \u00e8 stato un fallimento.<\/em><\/p>\n Esatto: alla grande!<\/p>\n <\/p>\n La cosa mi ha sorpreso specialmente perch\u00e9 avevo saputo che quando avevi tenuto lo stesso laboratorio a Parigi era finita che ti volevano letteralmente linciare.\u00a0L\u00ec eravamo \u201ctroppo\u201d evoluti? L\u2019ambiente della positivit\u00e0 sessuale e dell\u2019educazione all\u2019eros insolito si \u00e8 davvero dimenticato come si fa a essere cattivi? Forse ci concentriamo troppo su una certa idea di positivit\u00e0? Una delle tue conferenze presentava il concetto di \u2018fallimento della scena\u2019, sia a livello personale che generale. Hai parlato di come non stiamo cambiando abbastanza, di come non ci mostriamo a sufficienza e siamo troppo insulari nel portare le nostre ideologie nel mondo esterno. Me ne parli un po\u2019?<\/em><\/p>\n Quel pubblico era davvero in pace con se stesso \u2013 ma io ero anche spaventato dal contesto. Non sono stato altrettanto aggressivo, in parte anche perch\u00e9 i tedeschi sono pi\u00f9 grossi dei francesi! Penso che ne fossi un po\u2019 intimorito, cos\u00ec ho tirato il freno a mano e mi sono messo a parlare di amore cristiano e altri bei concetti. L\u2019ironia \u00e8 stata ottima, ma non ha aiutato affatto. Avevo quest\u2019idea di essere \u201cmalvagio con grazia\u201d, e alla fine qualcuno \u00e8 comunque venuto a dirmi che \u00e8 questo che li ha impressionati di pi\u00f9: voglio ritenerlo un bellissimo fallimento.<\/p>\n Poi naturalmente lo ho riproposto varie volte, e in ciascuna di esse ho provato a rendere la cosa pi\u00f9 raffinata, in un certo senso pi\u00f9 controllata, ma rispetto a quel che \u00e8 avvenuto in Francia si \u00e8 perso qualcosa. C\u2019era bisogno di brutalit\u00e0: a Parigi \u00e8 stato interessante perch\u00e9 eravamo a due passi dal monumento alla Shoah \u2013 l\u2019Olocausto mi segue sempre, anche quando sono in Australia. Mi sto interessando sempre pi\u00f9 anche al genocidio degli aborigeni australiani, e tramite un lungo percorso personale ho capito che considerare l\u2019Olocausto completamente diverso dalla violenza del colonialismo \u00e8 stato un errore \u2013 entrambi derivano dalle stesse cose.<\/p>\n Ma torniamo al nostro argomento: trovo molto arguto il collegamento che hai fatto col nome del nostro movimento, su come lo chiamiamo \u2018positivo\u2019. \u00c8 una cosa che ho analizzato, e la vedo gi\u00e0 come un sintomo di neoliberalismo: bisogna <\/em>essere positivi, essere buoni\u2026 ma non ci rendiamo conto che essere positivi non sia sempre un bene. Forse \u00e8 vero che ci siamo dimenticati come si faccia a essere cattivi. Naturalmente al workshop c\u2019era un sacco di energia erotica: i piaceri proibiti, sai, e l\u2019intrigo di fare ci\u00f2 che non si dovrebbe fare. A essere onesti, devo dire che \u00e8 questo aspetto che mi ha sempre attratto nel BDSM.<\/p>\n <\/p>\n Allora siamo in due \u2013 e vedo che quest\u2019anno comunque terrai un laboratorio intitolato <\/em>Essere buoni. Ma, parlando di neoliberalismo, nei tuoi incontri presentavi il concetto chiave per questo cui introduce una debolezza, o quanto meno un punto critico, nella cultura della positivit\u00e0 sessuale. Quindi, tanto per cominciare, che cos\u2019\u00e8 il neoliberalismo in questo contesto<\/em>?<\/em><\/p>\n Penso che sia la sottomissione di tutte le pratiche \u2013 anche di quelle che normalmente non vengono considerate fonte di profitto o pratiche di mercato \u2013 alla logica delle metriche economiche. Si tratta del quantificare ogni cosa. Per esempio, quando metti su un evento la cui filosofia di fondo non \u00e8 far soldi ma semmai cambiare il mondo o noi stessi, resta comunque il fatto che per poterlo produrre devi imparare un sacco di cose su Google Analytics, su come far funzionare le cose in una societ\u00e0 ossessionata dai numeri.<\/p>\n <\/p>\n E in che modo tutto ci\u00f2 influisce di preciso sul sesso insolito, o sulla sessualit\u00e0 in genere?<\/em><\/p>\n Profondamente, perch\u00e9 ne dipende tutta l\u2019ideologia che troviamo oggi nelle nostre comunit\u00e0. Per esempio influenza il tipo di workshop che si tende a presentare, come li si descrive al pubblico, come li si rende attraenti\u2026 \u00c8 un gran conformarsi al modo in cui si rende attraente anche tutto il resto: \u00abti fa bene; ti migliorer\u00e0 la vita; ti dar\u00e0 pi\u00f9 potere\u00bb! Cristo, se vedo un altro cazzo di laboratorio sull\u2019emancipazione sessuale giuro che vomito, impazzisco! Hai presente il modo in cui presentano le sessualit\u00e0 alternative come se fossero terapie o percorsi di guarigione?<\/p>\n Una mia amica ha scritto un libro intitolato Family values<\/a>, <\/em>in cui identifica la crescita del neoliberalismo con quella del neoconservativismo, specie negli Stati Uniti. Propone una solida teoria per cui il capitalismo ha bisogno della famiglia per esistere, perch\u00e9 la famiglia \u00e8 lo strumento che trasferisce i capitali da una generazione all\u2019altra. Ecco perch\u00e9 quando negli anni Sessanta c\u2019\u00e8 stata la liberazione sessuale la cultura di massa ne aveva tanta paura, specie quella capitalista. La sua preoccupazione era che intaccasse la famiglia, che \u00e8 una struttura necessaria per far funzionare il sistema capitalista. Cos\u00ec ci troviamo con questa specie di malsana alleanza che a prima vista non dovrebbe aver senso: il neoliberalismo consiste nello smontare tutto ci\u00f2 che \u00e8 apparentemente stabile, mentre i neoconservatori vogliono mantenere le cose come sono sempre state, o reinventarle come \u201cdovrebbero\u201d essere. Penso che il problema finanziario, in termini di poter creare o disporre di spazi in cui fare il tipo di lavoro che ci interessa, sia davvero fondamentale. Conosco un solo gruppo di un certo successo nel mondo sex-positive, chiamato International School of Temple Arts<\/a><\/em>. \u00c8 una roba new age da californiani, con un programma di formazione per guidare gli educatori a guadagnarsi da vivere attraverso la sex-positivity: funziona, ma ti costringe a fare una scelta. Vuoi crescere come persona, o avere successo finanziario? Alla fine, la chiave di tutto ci\u00f2 che facciamo \u00e8 essere onesti con noi stessi.<\/p>\n <\/p>\n Per come la vedo io, esplorare e fare buona educazione alla sessualit\u00e0 vuol dire decostruire. Mi pare che si tratti proprio di scombussolare le cose, no?<\/em><\/p>\n Hai usato la parola \u2018decostruzione\u2019, che per me ha un valore speciale perch\u00e9 ne ho studiato molto gli esponenti. Mi piace che tu l\u2019abbia usata in questo contesto perch\u00e9 ti do pienamente ragione: la sessualit\u00e0 ha un potentissimo effetto decostruttivo. Penso che Xplore accolga, inviti tale decostruzione sotto molti aspetti. La sua teatralit\u00e0, il fatto di non promettere a nessuno di far loro del bene\u2026 Bench\u00e9 Felix creda profondamente di farne, io non ne sono tanto sicuro\u2026 per\u00f2 si tratta come minimo di uno spazio in cui porsi tante domande che di norma vengono ignorate o represse. Lui ha un approccio molto umanista o artistico in quel che fa, proprio agli antipodi del neoliberalismo.<\/p>\n <\/p>\n \u00c8 stupefacente come alla fine tutto riporti comunque alla filosofia. Suppongo che per te si tratti di una deformazione professionale\u2026 o si \u00e8 sempre trattato di questo? Mi ricordo il livello stellare della discussione filosofica durante e dopo le tue conferenze. Per essere un campo in cui a volte \u00e8 difficile perfino elevare il tono dal livello primordiale di \u00abTETTE!\u00bb, il tipo di partecipazione preparatissima di gran parte del pubblico mi ha lasciato a bocca aperta. Ti capita spesso, o si \u00e8 trattato solo di un\u2019occasione particolarmente fortunata? Che cosa pensi del modo in cui il grande pubblico recepisce il messaggio di positivit\u00e0 sessuale<\/em>?<\/em><\/p>\n Direi che non \u00e8 un caso se la culla della filosofia fosse qui in Germania. Penso che ci sia una speciale\u2026 diciamo apertura<\/em>, o interesse verso questo approccio \u2013 un\u2019accoglienza molto pi\u00f9 calda qui che in qualsiasi altra parte del mondo. Il che \u00e8 sorprendente, perch\u00e9 non padroneggio troppo bene il tedesco, eppure trovo una disponibilit\u00e0 a discutere molto pi\u00f9 grande qui che in altri paesi. \u00c8 delizioso, e s\u00ec: questo \u00e8 quel che accade sempre quando porti l\u2019arte nella sessualit\u00e0. Introdurre la filosofia nel sesso lo eleva; quel che avviene \u00e8 un\u2019elevazione dell\u2019essere umano.<\/p>\n <\/p>\n Non so se sia l\u2019Italia in particolare ad avere problemi al riguardo, ma la mia esperienza personale \u00e8 che sia fottutamente difficile far fermare un attimo la gente e farla pensare a quel che sta facendo, specie quando\u00a0c’\u00e8 di mezzo il sesso. E ci\u00f2 mi riporta a un altro punto chiave dei tuoi discorsi, cio\u00e8 il fatto che la maggior parte degli educatori e della gente sex-positive sembri convinta di stare facendo una gran rivoluzione,\u00a0che per\u00f2 al di fuori di questo contesto non viene affatto percepita. Di recente ho letto un libro che arrivava addirittura al punto di considerare una possibile cospirazione sociale, che in sostanza dice: \u00abi poteri forti permettono agli esploratori sessuali di essere devianti nelle loro belle comunit\u00e0 chiuse, cos\u00ec non disturbano i cittadini per bene\u00bb. Per come la vedo io mi sa che siamo invece semplicemente parte di una comunit\u00e0 piuttosto pigra, che ha pi\u00f9 piacere a\u00a0complimentarsi l\u2019un con l\u2019altro anzich\u00e9 affrontare gli sforzi e i conflitti che nascono quando si cerca di portare il messaggio nel mondo mainstream. Tu che ne pensi invece?<\/em><\/p>\n Secondo me hai profondamente ragione. \u00c8 vero che quel che facciamo in questo ambiente non turbi lo status quo quanto si immagini. Ci\u00f2 che davvero preoccupa il potere, le persone che proprio non sopporta, sono\u00a0individui tipo Julian Assange o Chelsea Manning \u2013 solo i primi due che mi vengono in mente \u2013 perch\u00e9 rivelano qualcosa dello status quo che i potenti non vogliono venga reso pubblico, n\u00e9 visto.<\/p>\n <\/p>\n Credo che nei limiti della nostra piccola comunit\u00e0 si riesca comunque a sbirciare nel retroscena, ma non ha certo la stessa efficacia. Tanto per chiudere il cerchio: non sar\u00e0 che per fare una rivoluzione come si deve sia necessario essere cattivi?<\/em><\/p>\n Oh, che domanda! Io sarei cauto a dire una roba del genere. Innanzitutto, come filosofo, mi chiederei cosa intendi con \u201crivoluzione come si deve\u201d: in parte bisogna rivoluzionare anche la confidenza che abbiamo nel concetto di Appropriatezza. Voglio dire che c\u2019\u00e8 sempre un concetto appropriato di appropriatezza \u2013 in effetti \u00e8 l\u2019obbiettivo del decostruttivismo di Derrida. Ce lo ritrovi quando parla di presenza e decostruzione della presenza, o anche quando parla di decostruzione dell\u2019appropriato. E poi mi viene in mente che la gente etichetter\u00e0 sempre ogni rivoluzione come appropriata o non appropriata \u2013 ma ogni volta che ce n\u2019\u00e8 stata una importante si \u00e8 trattato tanto di appropriato quanto di inappropriato.<\/p>\n <\/p>\n D\u2019accordo, allora fammi riformulare la domanda: come si combatte il neoliberalismo nella sessualit\u00e0, e qual \u00e8 la tua ricetta per una rivoluzione sessuale?<\/em><\/p>\n OK, questa \u00e8 un\u2019ottima domanda. Quel che posso dire \u00e8 che, in tutta onest\u00e0, sotto molti aspetti anche io chino la testa e mi sottometto ai dettami neoliberali. Lo faccio con una certa consapevolezza, e penso che si\u00a0compiano costantemente negoziazioni difficili di questo tipo fra ci\u00f2 che \u00e8 necessario per far funzionare le cose nella cultura in cui viviamo, e produrre qualcosa che ritengo possa avere un valore genuino per tutti. Se considero il mio passato, la mia traiettoria, posso notare di essere divenuto politicamente molto pi\u00f9 attivo di quanto sarei stato se non avessi avuto accesso a comunit\u00e0 come questa \u2013 quindi ritengo che possano davvero aiutare l\u2019emancipazione e a rendere le persone pi\u00f9 consapevoli\u2026 tuttavia non penso che questo valga per tutti gli eventi di questo tipo.<\/p>\n Io cerco di fare tutto quel che posso, ma temo anche che potrei concentrare le mie energie su qualcos\u2019altro che potrebbe produrre molto pi\u00f9 benessere \u2013 questo \u00e8 il problema. Chi lavora nel mio settore non ragiona in questi termini: specie in Australia si parla solo al positivo. Non esprimerebbero mai queste insicurezze, che per me fanno parte dell\u2019etica, dove cio\u00e8 possono nascere i cambiamenti pi\u00f9 importanti. Fa tutto parte dell\u2019eredit\u00e0 di Derrida, che scriveva dell\u2019indecidibile, dell\u2019essere bloccati nell\u2019aporia<\/a>. Lui diceva che affrontare le impasse \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 che abbiamo per essere etici e muoverci nella direzione giusta. Il bene lo fai quando non sei sicuro di te stesso, quando non hai quella autoconsapevolezza. Ci\u00f2 che sento da parte dei miei colleghi \u00e8 invece una certezza granitica che stiano facendo del bene, senza alcun dubbio sulle loro azioni. Quel che sento invece che dovrei fottutamente insegnare loro \u00e8 di essere meno sicuri di se stessi ma andare comunque avanti. Procedere e mettersi alla prova, chiedendosi se possiamo parlare di ci\u00f2 che stiamo facendo in modi nuovi, o quanto meno in modi pi\u00f9 riconoscibili nell\u2019ambito del contesto neoliberalista nel quale operiamo.<\/p>\n Oh, Peter\u2026 Ho un\u2019ultima domanda per te. Una\u00a0 cosa che ha sconcertato molti \u00e8 la fascia di latex che porti al braccio, con i colori e la forma di quella nazista ma con un gran punto di domanda al posto del simbolo. Mi spieghi di che si tratta?<\/em><\/p>\n In effetti ha una bella storia. All\u2019inizio volevo che fosse una svastica: sono andato in un negozio BDSM di Sch\u00f6neberg che si chiama Butcherei<\/a><\/em>, cio\u00e8 \u2018macelleria\u2019, che \u00e8 un termine piuttosto scioccante per me. Ho spiegato loro cosa volessi e il tipo al banco si \u00e8 rifiutato. Non era una questione legale, ma una resistenza molto pi\u00f9 profonda: \u00e8 un uomo gay, e naturalmente anche i gay sono stati vittime del nazismo. Mi ha spiegato che quella simbologia non gli piace nemmeno quando fa parte di semplici giochi erotici; ho imparato molto da quell\u2019incontro e dalla discussione che abbiamo avuto. Poi \u00e8 arrivata la signora che produce fisicamente i loro articoli, e ha detto semplicemente: \u00abperch\u00e9 non ci metti un punto di domanda, invece?\u00bb. Aveva ascoltato il mio concetto per il laboratorio sull\u2019essere cattivi e quel che volevo esplorare, e abbiamo tutti concordato che sarebbe stato ancora pi\u00f9 in linea con i miei desideri. Passato quel momento abbiamo tutti tirato il fiato e ci siamo finalmente rilassati \u2013 e alla fine il risultato \u00e8 pi\u00f9 artistico e forse anche pi\u00f9 potente cos\u00ec.<\/p>\n La parte interessante \u00e8 che ho una collega che lavora in Austria, che come nazione non ha elaborato il suo passato bellico tanto quanto la Germania bench\u00e9 gran parte delle SS venissero effettivamente da l\u00ec \u2013 e lei per smuovere le coscienze usa proprio il simbolo della svastica. Io credo politicamente di aver fatto un bel passo in avanti approcciando la questione ma trasformandola in qualcosa d\u2019altro. Pensa che ho dato due di quelle fasce alle mie amanti: si tratta del mio regalo alle persone che ritengo pi\u00f9 importanti.<\/p>\n [\/et_pb_text][\/et_pb_column] La maggior parte delle interviste \u00e8 \u2013 concedetemi la metafora sconcia \u2013 come una di quelle storie usa e getta: incontri qualcuno che ti piace, segui un piacevole percorso di scoperta di cosa la emozioni davvero, dite entrambi tutte le cose giuste, e alla fine ci si saluta soddisfatti e senza rimorsi, arricchiti da un […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":212,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":" La maggior parte delle interviste \u00e8 \u2013 concedetemi la metafora sconcia \u2013 come una di quelle storie usa e getta: incontri qualcuno che ti piace, segui un piacevole percorso di scoperta di cosa la emozioni davvero, dite entrambi tutte le cose giuste, e alla fine ci si saluta soddisfatti e senza rimorsi, arricchiti da un paio di bei ricordi in pi\u00f9. E poi ci sono le altre interviste. Quelle sono pi\u00f9 simili a esperienze kinky dure e tormentate, di quelle che richiedono gran tempo per farsi il coraggio di buttarcisi e poi, un po\u2019 come in una sessione di fisting<\/a>, ti costringono ad affrontare i tuoi lati pi\u00f9 oscuri. Si tratta di bestie brutte e sporche che vanno contro ogni decoro: comportano inevitabilmente molte verit\u00e0 e una discreta quantit\u00e0 di dolore \u2013 ma finiscono anche col toccarti l\u2019anima e ti lasciano davvero cambiato. Questa \u00e8 una di quelle, per cui c\u2019\u00e8 voluto un anno di gestazione.<\/p> La prima volta che ho incrociato Peter Banki<\/a> \u00e8 stata all\u2019Xplore <\/em>di Berlino del 2017, un festival esperienziale di sessualit\u00e0 alternative<\/a> che nel frattempo \u00e8 divenuto uno dei miei eventi preferiti. Lui \u00e8 un filosofo australiano con una certa reputazione di essere \u201cla pecora nera del sesso estremo\u201d, che peraltro\u00a0stava alimentando con una serie di seminari sottilmente minacciosi intitolati Essere cattivi <\/em>ed Essere molto cattivi<\/em>. Ci\u00f2 che pi\u00f9 mi ha colpito di lui \u00e8 stata tuttavia un\u2019altra conferenza in cui aveva toccato una serie di concetti piuttosto pesanti che di solito non vengono mai nominati nel giro della cosiddetta positivit\u00e0 sessuale<\/a>: l\u2019effetto intimo del neoliberalismo, il fallimento dei movimenti di liberazione sessuale e molti altri punti che sinceramente non sono riuscito a seguire con la stessa competenza di altri membri del pubblico. <\/p> Ciao, Peter! Sono felicissimo di questo momento di pausa da tutte le distrazioni con cui ci sta bersagliando il gigantesco festival sul sesso estremo che ci circonda. Non vedo l\u2019ora di farti qualche domanda sui temi che hai toccato nei tuoi workshop, ma forse \u00e8 meglio cominciare da una tua presentazione ai lettori?<\/em><\/p> Beh, ho una formazione umanistica, specie sulla letteratura europea tra il XVIII e il XX secolo, e in filosofia \u2013 soprattutto francese e cinese. Sono stato coinvolto nel giro sex-positive, o meglio nell\u2019Xplore, a partire dal 2004 e l\u2019associazione con Felix<\/a> \u00e8 stata molto fruttuosa. Il suo spazio mi ha dato l\u2019opportunit\u00e0 di esprimere concetti creativi altrimenti irraggiungibili, o per lo meno di certo non nel mio lavoro accademico. Gli spazi di positivit\u00e0 sessuale mi interessavano da tempo, ma \u00e8 a questo festival che sono stato in grado di mettere in contatto i miei interessi filosofici con il genere di aspetti pi\u00f9 giocosi che vengono esplorati qui, ed esplorare realmente anche me stesso. Da qui sono partiti diversi miei progetti: lo spazio stesso ha ispirato alcuni miei laboratori che penso siano stati molto importanti e innovativi, e successivamente ho organizzato il mio Xplore in Australia, il che mi ha reso un produttore di festival professionista. Ora a Sydney e Melbourne faccio un Festival della morte<\/a><\/em> che vorrei portare in Europa, nonch\u00e9 un evento sul sesso intitolato Really Good Sex Festival<\/a><\/em>. Quello pi\u00f9 recente, basato su un concetto proprio nuovo, si chiama Mascolinit\u00e0 creative<\/a><\/em>.<\/p> \u00a0<\/em><\/p> L\u2019anno scorso qui a Berlino hai tenuto una serie di conferenze e workshop che riunivano filosofia, erotismo e sociologia. L\u2019elemento comune sembrava essere la volont\u00e0 di sfidare lo status quo, perfino quello all\u2019interno della scena sex-positive e addirittura in te stesso. Si trattava di una cosa dovuta al tuo carattere, o c\u2019\u00e8 una insoddisfazione di fondo o altro dietro tutto ci\u00f2?<\/em><\/p> Credo che sessualit\u00e0 e filosofia abbiano molto in comune perch\u00e9, come dici tu, mettono in discussione lo status quo \u2013 basti pensare a Socrate \u2013 ma non c\u2019\u00e8 solo quello. Al centro della filosofia c\u2019\u00e8 una domanda: \u00abconosci davvero quello che stai pensando?\u00bb Quel che riguarda il sesso \u00e8 potente perch\u00e9 ti pone nella stessa posizione: ogni volta che pensi di avere capito rimani sorpreso. Felix enfatizza l\u2019aspetto dell\u2019instabilit\u00e0 e della non-sicurezza: qualcosa di molto destabilizzante, scomodo ma che offre anche nuove possibilit\u00e0. <\/p> Ne avevo avuto il sentore. In effetti, perch\u00e9 ritieni ci sia cos\u00ec poco senso di sfida, cos\u00ec poco mettersi in discussione nell\u2019ambiente sex-positive? <\/em><\/p> Stiamo integrandoci nella cultura di massa, e non penso sia una brutta cosa in s\u00e9. Secondo me \u00e8 un bene cercare di ottenere pi\u00f9 riconoscimento sociale, diventare pi\u00f9 pubblici e impegnarsi nell\u2019incoraggiare pi\u00f9 persone a entrare nelle nostre comunit\u00e0 \u2013 ma questo tipo di normalizzazione implica anche il capitolare alla societ\u00e0.<\/p> <\/p> Credi che si tratti di un processo consapevole, o \u00e8 un effetto collaterale inevitabile?<\/em><\/p> Beh, penso sia abbastanza <\/em>consapevole. Alcune persone sono molto convinte; credono davvero nella comunit\u00e0 sex-positive, vogliono pensare che la societ\u00e0 e le persone si vergognino molto, e di essere pertanto investiti da una sorta di missione di doverli emancipare. Non \u00e8 un fenomeno nuovo: risale addirittura agli anni \u201960! Penso che su un certo piano sia una cosa consapevole, ma poi avviene che la gente abbia bisogno di sentirsi sicura e protetta da pi\u00f9 regole, pi\u00f9 ideologia. Il consenso \u00e8 un\u2019ideologia bella grossa, come lo \u00e8 essere buoni e offrire in un certo senso una buona immagine di s\u00e9, mostrare di non essere persone cattive.<\/p> <\/p> Il che ci riporta giusti giusti all\u2019edizione dell\u2019anno scorso, che si concentrava sul \u201ccattivo\u201d. I titoli delle tue sessioni parlavano per esempio di \u2018pessimo sesso\u2019, \u2018essere cattivi\u2019 e addirittura \u2018essere molto cattivi\u2019. Non sono stato l\u2019unico a esserne affascinato: l\u2019ultimo dei tre laboratori era strapieno, bench\u00e9 il programma non chiarisse affatto di cosa si sarebbe trattato. C\u2019era una sorta di sensazione nell\u2019aria, come se le persone riconoscessero e rispondessero al concetto stesso di cattiveria. \u00c8 stato solo un esempio del clich\u00e9 per cui il cattivo \u00e8 sempre pi\u00f9 interessante dell\u2019eroe, o c\u2019era qualcosa di pi\u00f9 sottile sotto?<\/em><\/p> Penso che tu sappia che i tab\u00f9 sono uno dei due o tre argomenti con cui abbiamo sempre a che fare in un modo o nell\u2019altro. Adesso mi hai beccato mentre ero appena uscito da un laboratorio sullo sbavarsi addosso, che \u00e8 un tipico tab\u00f9. Essere cattivi \u00e8 un altro tab\u00f9, quindi s\u00ec, attrae la gente - ma concordo con te su quanto mi abbia sorpreso! Quando ho visto la sala cos\u00ec piena \u2013 e non appena ho detto che ci saremmo comportati \u201cmolto male\u201d tutti hanno fatto \u00aboooh!\u00bb e hanno chiamato gli amici \u2013 mi sono reso conto di avere fatto inconsciamente apparire la cosa molto attraente.<\/p> <\/p> Mi ricordo che hai iniziato l\u2019incontro spaventando le persone: avvertivi \u00abandate via; sar\u00e0 terribile e vi far\u00e0 stare male con voi stessi\u00bb e cos\u00ec via \u2013 e pi\u00f9 lo facevi, pi\u00f9 gente entrava\u2026 \u00e8 stato affascinante!<\/em><\/p> Devo dire anche che c\u2019\u00e8 stato un intento politico dietro tutto ci\u00f2. Specie nel farlo qui in Germania \u2013 sai che ho scritto un libro sull\u2019Olocausto \u2013 e portare il tema del Male mentre eravamo circondati dall\u2019eredit\u00e0 tedesca \u00e8 stato ovviamente un esperimento, una sfida al pubblico. Penso che abbia dimostrato molto bene che fossero disposti ad accettarla, senza lasciarsi spaventare da questo australiano bizzarro.<\/p> <\/p> Altroch\u00e9. In effetti nel corso del laboratorio c\u2019\u00e8 stato un momento molto particolare in cui \u00e8 divenuto evidente che le cose non stessero funzionando\u2026 perch\u00e9 i partecipanti erano troppo pieni d\u2019amore \u2013 e in pace col loro lato oscuro \u2013 per poter essere in grado o interessati a cedere veramente alla loro Ombra e diventare davvero \u201cmolto cattivi\u201d l\u2019uno con l\u2019altro. Chiaramente si trattava di un pubblico molto insolito, composto in gran parte da persone che da tempo esplorano se stesse, ma in un certo senso \u00e8 stato un fallimento.<\/em><\/p> Esatto: alla grande!<\/p> <\/p> La cosa mi ha sorpreso specialmente perch\u00e9 avevo saputo che quando avevi tenuto lo stesso laboratorio a Parigi era finita che ti volevano letteralmente linciare.\u00a0L\u00ec eravamo \u201ctroppo\u201d evoluti? L\u2019ambiente della positivit\u00e0 sessuale e dell\u2019educazione all\u2019eros insolito si \u00e8 davvero dimenticato come si fa a essere cattivi? Forse ci concentriamo troppo su una certa idea di positivit\u00e0? Una delle tue conferenze presentava il concetto di \u2018fallimento della scena\u2019, sia a livello personale che generale. Hai parlato di come non stiamo cambiando abbastanza, di come non ci mostriamo a sufficienza e siamo troppo insulari nel portare le nostre ideologie nel mondo esterno. Me ne parli un po\u2019?<\/em><\/p> Quel pubblico era davvero in pace con se stesso \u2013 ma io ero anche spaventato dal contesto. Non sono stato altrettanto aggressivo, in parte anche perch\u00e9 i tedeschi sono pi\u00f9 grossi dei francesi! Penso che ne fossi un po\u2019 intimorito, cos\u00ec ho tirato il freno a mano e mi sono messo a parlare di amore cristiano e altri bei concetti. L\u2019ironia \u00e8 stata ottima, ma non ha aiutato affatto. Avevo quest\u2019idea di essere \u201cmalvagio con grazia\u201d, e alla fine qualcuno \u00e8 comunque venuto a dirmi che \u00e8 questo che li ha impressionati di pi\u00f9: voglio ritenerlo un bellissimo fallimento.<\/p> Poi naturalmente lo ho riproposto varie volte, e in ciascuna di esse ho provato a rendere la cosa pi\u00f9 raffinata, in un certo senso pi\u00f9 controllata, ma rispetto a quel che \u00e8 avvenuto in Francia si \u00e8 perso qualcosa. C\u2019era bisogno di brutalit\u00e0: a Parigi \u00e8 stato interessante perch\u00e9 eravamo a due passi dal monumento alla Shoah \u2013 l\u2019Olocausto mi segue sempre, anche quando sono in Australia. Mi sto interessando sempre pi\u00f9 anche al genocidio degli aborigeni australiani, e tramite un lungo percorso personale ho capito che considerare l\u2019Olocausto completamente diverso dalla violenza del colonialismo \u00e8 stato un errore \u2013 entrambi derivano dalle stesse cose.<\/p> Ma torniamo al nostro argomento: trovo molto arguto il collegamento che hai fatto col nome del nostro movimento, su come lo chiamiamo \u2018positivo\u2019. \u00c8 una cosa che ho analizzato, e la vedo gi\u00e0 come un sintomo di neoliberalismo: bisogna <\/em>essere positivi, essere buoni\u2026 ma non ci rendiamo conto che essere positivi non sia sempre un bene. Forse \u00e8 vero che ci siamo dimenticati come si faccia a essere cattivi. Naturalmente al workshop c\u2019era un sacco di energia erotica: i piaceri proibiti, sai, e l\u2019intrigo di fare ci\u00f2 che non si dovrebbe fare. A essere onesti, devo dire che \u00e8 questo aspetto che mi ha sempre attratto nel BDSM.<\/p> <\/p> Allora siamo in due \u2013 e vedo che quest\u2019anno comunque terrai un laboratorio intitolato <\/em>Essere buoni. Ma, parlando di neoliberalismo, nei tuoi incontri presentavi il concetto chiave per questo cui introduce una debolezza, o quanto meno un punto critico, nella cultura della positivit\u00e0 sessuale. Quindi, tanto per cominciare, che cos\u2019\u00e8 il neoliberalismo in questo contesto<\/em>?<\/em><\/p> Penso che sia la sottomissione di tutte le pratiche \u2013 anche di quelle che normalmente non vengono considerate fonte di profitto o pratiche di mercato \u2013 alla logica delle metriche economiche. Si tratta del quantificare ogni cosa. Per esempio, quando metti su un evento la cui filosofia di fondo non \u00e8 far soldi ma semmai cambiare il mondo o noi stessi, resta comunque il fatto che per poterlo produrre devi imparare un sacco di cose su Google Analytics, su come far funzionare le cose in una societ\u00e0 ossessionata dai numeri.<\/p> <\/p> E in che modo tutto ci\u00f2 influisce di preciso sul sesso insolito, o sulla sessualit\u00e0 in genere?<\/em><\/p> Profondamente, perch\u00e9 ne dipende tutta l\u2019ideologia che troviamo oggi nelle nostre comunit\u00e0. Per esempio influenza il tipo di workshop che si tende a presentare, come li si descrive al pubblico, come li si rende attraenti\u2026 \u00c8 un gran conformarsi al modo in cui si rende attraente anche tutto il resto: \u00abti fa bene; ti migliorer\u00e0 la vita; ti dar\u00e0 pi\u00f9 potere\u00bb! Cristo, se vedo un altro cazzo di laboratorio sull\u2019emancipazione sessuale giuro che vomito, impazzisco! Hai presente il modo in cui presentano le sessualit\u00e0 alternative come se fossero terapie o percorsi di guarigione?<\/p> Una mia amica ha scritto un libro intitolato Family values<\/a>, <\/em>in cui identifica la crescita del neoliberalismo con quella del neoconservativismo, specie negli Stati Uniti. Propone una solida teoria per cui il capitalismo ha bisogno della famiglia per esistere, perch\u00e9 la famiglia \u00e8 lo strumento che trasferisce i capitali da una generazione all\u2019altra. Ecco perch\u00e9 quando negli anni Sessanta c\u2019\u00e8 stata la liberazione sessuale la cultura di massa ne aveva tanta paura, specie quella capitalista. La sua preoccupazione era che intaccasse la famiglia, che \u00e8 una struttura necessaria per far funzionare il sistema capitalista. Cos\u00ec ci troviamo con questa specie di malsana alleanza che a prima vista non dovrebbe aver senso: il neoliberalismo consiste nello smontare tutto ci\u00f2 che \u00e8 apparentemente stabile, mentre i neoconservatori vogliono mantenere le cose come sono sempre state, o reinventarle come \u201cdovrebbero\u201d essere. Penso che il problema finanziario, in termini di poter creare o disporre di spazi in cui fare il tipo di lavoro che ci interessa, sia davvero fondamentale. Conosco un solo gruppo di un certo successo nel mondo sex-positive, chiamato International School of Temple Arts<\/a><\/em>. \u00c8 una roba new age da californiani, con un programma di formazione per guidare gli educatori a guadagnarsi da vivere attraverso la sex-positivity: funziona, ma ti costringe a fare una scelta. Vuoi crescere come persona, o avere successo finanziario? Alla fine, la chiave di tutto ci\u00f2 che facciamo \u00e8 essere onesti con noi stessi.<\/p> <\/p> Per come la vedo io, esplorare e fare buona educazione alla sessualit\u00e0 vuol dire decostruire. Mi pare che si tratti proprio di scombussolare le cose, no?<\/em><\/p> Hai usato la parola \u2018decostruzione\u2019, che per me ha un valore speciale perch\u00e9 ne ho studiato molto gli esponenti. Mi piace che tu l\u2019abbia usata in questo contesto perch\u00e9 ti do pienamente ragione: la sessualit\u00e0 ha un potentissimo effetto decostruttivo. Penso che Xplore accolga, inviti tale decostruzione sotto molti aspetti. La sua teatralit\u00e0, il fatto di non promettere a nessuno di far loro del bene\u2026 Bench\u00e9 Felix creda profondamente di farne, io non ne sono tanto sicuro\u2026 per\u00f2 si tratta come minimo di uno spazio in cui porsi tante domande che di norma vengono ignorate o represse. Lui ha un approccio molto umanista o artistico in quel che fa, proprio agli antipodi del neoliberalismo.<\/p> <\/p> \u00c8 stupefacente come alla fine tutto riporti comunque alla filosofia. Suppongo che per te si tratti di una deformazione professionale\u2026 o si \u00e8 sempre trattato di questo? Mi ricordo il livello stellare della discussione filosofica durante e dopo le tue conferenze. Per essere un campo in cui a volte \u00e8 difficile perfino elevare il tono dal livello primordiale di \u00abTETTE!\u00bb, il tipo di partecipazione preparatissima di gran parte del pubblico mi ha lasciato a bocca aperta. Ti capita spesso, o si \u00e8 trattato solo di un\u2019occasione particolarmente fortunata? Che cosa pensi del modo in cui il grande pubblico recepisce il messaggio di positivit\u00e0 sessuale<\/em>?<\/em><\/p> Direi che non \u00e8 un caso se la culla della filosofia fosse qui in Germania. Penso che ci sia una speciale\u2026 diciamo apertura<\/em>, o interesse verso questo approccio \u2013 un\u2019accoglienza molto pi\u00f9 calda qui che in qualsiasi altra parte del mondo. Il che \u00e8 sorprendente, perch\u00e9 non padroneggio troppo bene il tedesco, eppure trovo una disponibilit\u00e0 a discutere molto pi\u00f9 grande qui che in altri paesi. \u00c8 delizioso, e s\u00ec: questo \u00e8 quel che accade sempre quando porti l\u2019arte nella sessualit\u00e0. Introdurre la filosofia nel sesso lo eleva; quel che avviene \u00e8 un\u2019elevazione dell\u2019essere umano.<\/p> <\/p> Non so se sia l\u2019Italia in particolare ad avere problemi al riguardo, ma la mia esperienza personale \u00e8 che sia fottutamente difficile far fermare un attimo la gente e farla pensare a quel che sta facendo, specie quando\u00a0c'\u00e8 di mezzo il sesso. E ci\u00f2 mi riporta a un altro punto chiave dei tuoi discorsi, cio\u00e8 il fatto che la maggior parte degli educatori e della gente sex-positive sembri convinta di stare facendo una gran rivoluzione,\u00a0che per\u00f2 al di fuori di questo contesto non viene affatto percepita. Di recente ho letto un libro che arrivava addirittura al punto di considerare una possibile cospirazione sociale, che in sostanza dice: \u00abi poteri forti permettono agli esploratori sessuali di essere devianti nelle loro belle comunit\u00e0 chiuse, cos\u00ec non disturbano i cittadini per bene\u00bb. Per come la vedo io mi sa che siamo invece semplicemente parte di una comunit\u00e0 piuttosto pigra, che ha pi\u00f9 piacere a\u00a0complimentarsi l\u2019un con l\u2019altro anzich\u00e9 affrontare gli sforzi e i conflitti che nascono quando si cerca di portare il messaggio nel mondo mainstream. Tu che ne pensi invece?<\/em><\/p> Secondo me hai profondamente ragione. \u00c8 vero che quel che facciamo in questo ambiente non turbi lo status quo quanto si immagini. Ci\u00f2 che davvero preoccupa il potere, le persone che proprio non sopporta, sono\u00a0individui tipo Julian Assange o Chelsea Manning \u2013 solo i primi due che mi vengono in mente \u2013 perch\u00e9 rivelano qualcosa dello status quo che i potenti non vogliono venga reso pubblico, n\u00e9 visto.<\/p> <\/p> Credo che nei limiti della nostra piccola comunit\u00e0 si riesca comunque a sbirciare nel retroscena, ma non ha certo la stessa efficacia. Tanto per chiudere il cerchio: non sar\u00e0 che per fare una rivoluzione come si deve sia necessario essere cattivi?<\/em><\/p> Oh, che domanda! Io sarei cauto a dire una roba del genere. Innanzitutto, come filosofo, mi chiederei cosa intendi con \u201crivoluzione come si deve\u201d: in parte bisogna rivoluzionare anche la confidenza che abbiamo nel concetto di Appropriatezza. Voglio dire che c\u2019\u00e8 sempre un concetto appropriato di appropriatezza \u2013 in effetti \u00e8 l\u2019obbiettivo del decostruttivismo di Derrida. Ce lo ritrovi quando parla di presenza e decostruzione della presenza, o anche quando parla di decostruzione dell\u2019appropriato. E poi mi viene in mente che la gente etichetter\u00e0 sempre ogni rivoluzione come appropriata o non appropriata \u2013 ma ogni volta che ce n\u2019\u00e8 stata una importante si \u00e8 trattato tanto di appropriato quanto di inappropriato.<\/p> <\/p> D\u2019accordo, allora fammi riformulare la domanda: come si combatte il neoliberalismo nella sessualit\u00e0, e qual \u00e8 la tua ricetta per una rivoluzione sessuale?<\/em><\/p> OK, questa \u00e8 un\u2019ottima domanda. Quel che posso dire \u00e8 che, in tutta onest\u00e0, sotto molti aspetti anche io chino la testa e mi sottometto ai dettami neoliberali. Lo faccio con una certa consapevolezza, e penso che si\u00a0compiano costantemente negoziazioni difficili di questo tipo fra ci\u00f2 che \u00e8 necessario per far funzionare le cose nella cultura in cui viviamo, e produrre qualcosa che ritengo possa avere un valore genuino per tutti. Se considero il mio passato, la mia traiettoria, posso notare di essere divenuto politicamente molto pi\u00f9 attivo di quanto sarei stato se non avessi avuto accesso a comunit\u00e0 come questa \u2013 quindi ritengo che possano davvero aiutare l\u2019emancipazione e a rendere le persone pi\u00f9 consapevoli\u2026 tuttavia non penso che questo valga per tutti gli eventi di questo tipo.<\/p> Io cerco di fare tutto quel che posso, ma temo anche che potrei concentrare le mie energie su qualcos\u2019altro che potrebbe produrre molto pi\u00f9 benessere \u2013 questo \u00e8 il problema. Chi lavora nel mio settore non ragiona in questi termini: specie in Australia si parla solo al positivo. Non esprimerebbero mai queste insicurezze, che per me fanno parte dell\u2019etica, dove cio\u00e8 possono nascere i cambiamenti pi\u00f9 importanti. Fa tutto parte dell\u2019eredit\u00e0 di Derrida, che scriveva dell\u2019indecidibile, dell\u2019essere bloccati nell\u2019aporia<\/a>. Lui diceva che affrontare le impasse \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 che abbiamo per essere etici e muoverci nella direzione giusta. Il bene lo fai quando non sei sicuro di te stesso, quando non hai quella autoconsapevolezza. Ci\u00f2 che sento da parte dei miei colleghi \u00e8 invece una certezza granitica che stiano facendo del bene, senza alcun dubbio sulle loro azioni. Quel che sento invece che dovrei fottutamente insegnare loro \u00e8 di essere meno sicuri di se stessi ma andare comunque avanti. Procedere e mettersi alla prova, chiedendosi se possiamo parlare di ci\u00f2 che stiamo facendo in modi nuovi, o quanto meno in modi pi\u00f9 riconoscibili nell\u2019ambito del contesto neoliberalista nel quale operiamo.<\/p> Oh, Peter\u2026 Ho un\u2019ultima domanda per te. Una\u00a0 cosa che ha sconcertato molti \u00e8 la fascia di latex che porti al braccio, con i colori e la forma di quella nazista ma con un gran punto di domanda al posto del simbolo. Mi spieghi di che si tratta?<\/em><\/p>
Era quindi ovvio che volessi saperne di pi\u00f9\u2026 ma a differenza di chiunque altro, il signor Banki ha semplicemente schivato ogni mia richiesta di interviste \u2013 fino a quando all\u2019Xplore di quest\u2019anno lo ho messo con le spalle al muro mentre si riprendeva da un laboratorio particolarmente intenso e sono finalmente riuscito a fare una delle conversazioni pi\u00f9 interessanti della mia strana carriera. Eccola qui.<\/p>\n
Quando ci ho pensato su mi sono reso conto che \u00e8 proprio la mancanza di sicurezze a piacermi. La buona filosofia e i filosofi in gamba smontano sempre ci\u00f2 che pensi di sapere sulla vita, sull\u2019esistenza, la morte e cos\u00ec via \u2013 proprio come fa il sesso. Mi piace la mancanza di reti di salvataggio di tutto ci\u00f2, e mi considero una delle persone che camminano pi\u00f9 vicino al bordo del baratro.<\/p>\n
Lei esamina per esempio l\u2019erosione del welfare, giustificata dal fatto che tanto ci siano le famiglie a prendersi cura degli individui. Alla fine ci si ritrova per\u00f2 nella situazione attuale: abbiamo un ottimo sistema sanitario, ma nessun sostegno statale per la disoccupazione o altri ammortizzatori, tanto che le persone sotto i 40 dipendono ancora dalle loro famiglie e non riescono a staccarsene. Una cosa del genere limita molto profondamente il tipo di decisioni che si possono prendere. Stesso discorso vale per i prestiti studenteschi negli Stati Uniti, che mantengono sotto scacco anche i laureati: li costringono a indebitarsi con le loro famiglie e rimanerne in balia. E questo \u00e8 anche il motivo per cui il matrimonio omosessuale \u00e8 divenuto il fulcro di ogni attivismo LGBT.<\/p>\n
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Era quindi ovvio che volessi saperne di pi\u00f9\u2026 ma a differenza di chiunque altro, il signor Banki ha semplicemente schivato ogni mia richiesta di interviste \u2013 fino a quando all\u2019Xplore di quest\u2019anno lo ho messo con le spalle al muro mentre si riprendeva da un laboratorio particolarmente intenso e sono finalmente riuscito a fare una delle conversazioni pi\u00f9 interessanti della mia strana carriera. Eccola qui.<\/p>
Quando ci ho pensato su mi sono reso conto che \u00e8 proprio la mancanza di sicurezze a piacermi. La buona filosofia e i filosofi in gamba smontano sempre ci\u00f2 che pensi di sapere sulla vita, sull\u2019esistenza, la morte e cos\u00ec via \u2013 proprio come fa il sesso. Mi piace la mancanza di reti di salvataggio di tutto ci\u00f2, e mi considero una delle persone che camminano pi\u00f9 vicino al bordo del baratro.<\/p>
Lei esamina per esempio l\u2019erosione del welfare, giustificata dal fatto che tanto ci siano le famiglie a prendersi cura degli individui. Alla fine ci si ritrova per\u00f2 nella situazione attuale: abbiamo un ottimo sistema sanitario, ma nessun sostegno statale per la disoccupazione o altri ammortizzatori, tanto che le persone sotto i 40 dipendono ancora dalle loro famiglie e non riescono a staccarsene. Una cosa del genere limita molto profondamente il tipo di decisioni che si possono prendere. Stesso discorso vale per i prestiti studenteschi negli Stati Uniti, che mantengono sotto scacco anche i laureati: li costringono a indebitarsi con le loro famiglie e rimanerne in balia. E questo \u00e8 anche il motivo per cui il matrimonio omosessuale \u00e8 divenuto il fulcro di ogni attivismo LGBT.<\/p>
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