{"id":1159,"date":"2017-11-16T00:00:00","date_gmt":"2017-11-15T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ayzad.com\/2017\/11\/16\/ivan-cenzi-bizzarrobazar\/"},"modified":"2017-11-16T00:00:00","modified_gmt":"2017-11-15T23:00:00","slug":"ivan-cenzi-bizzarrobazar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ayzad.com\/it\/ivan-cenzi-bizzarrobazar\/","title":{"rendered":"Esploratori dell\u2019insolito \u2013 La chiacchierata\/intervista con Ivan Cenzi di BizzarroBazar"},"content":{"rendered":"

Ivan Cenzi \u00e8 l\u2019anima di BizzarroBazar<\/em><\/a>, un sito splendido che cerca di capire il mondo partendo dai suoi aspetti pi\u00f9 anomali \u2013 proprio come faccio io con Ayzad.com<\/a><\/em>. La principale differenza \u00e8 che lui ha una sensibilit\u00e0 molto pi\u00f9 poetica della mia e non \u00e8 specializzato in sessualit\u00e0 fuori dal comune, ma nello studio della morte e di tutto ci\u00f2 che scombussola l\u2019ordine apparente della vita quotidiana. Suona morboso, e invece \u00e8 quel che un giornalista pigro definirebbe \u2018un inno alla vita\u2019. Anche Ivan \u00e8 diverso da come te lo aspetteresti: positivo, entusiasta\u2026 e OK, lo ammetto, animato da quella febbre vagamente inquietante di condividere le proprie scoperte che accomuna tutti gli esploratori dell\u2019insolito. Dev\u2019essere per questo che, nelle rare occasioni in cui riusciamo a incrociarci<\/a>, ci piace perderci in gran conversazioni al confine con il surreale, ma molto terapeutiche per salvarsi dalla superficialit\u00e0 e dalla banalit\u00e0 che assediano un po\u2019 tutti. Nell\u2019ultima abbiamo cercato di tirare un po\u2019 le fila di cosa diavolo stiamo facendo delle nostre vite.\u00a0\u00a0<\/p>\n

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Ciao, Ivan! Qui sopra ti ho presentato in maniera un po\u2019 vaga\u2026 Vuoi <\/strong>dire qualcosa di pi\u00f9 su chi sei ai miei lettori?<\/strong><\/p>\n

Sono un esploratore del perturbante e un collezionista di meraviglie. Con \u201cmeraviglie\u201d mi riferisco sia alla moltitudine di oggetti concreti, che finiscono nei miei armadietti privati e che occasionalmente porto con me<\/a> nelle conferenze, ma soprattutto alle storie che scopro e racconto da anni sul blog, nei miei libri<\/a>, ecc. Vicende bizzarre, spesso sconcertanti ma autentiche, che mettono sottilmente in discussione le nostre certezze.
E tu, piuttosto? Chi sei?<\/p>\n

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La <\/strong>mini-biografia<\/strong><\/a> su Ayzad.com<\/em> dice che sono un giornalista pentito. In altre parole, un giorno ho scelto di scrivere solo cose utili a far star bene i miei lettori anzich\u00e9 far venire loro l\u2019ansia e il mal di stomaco \u2013 e siccome una mia grande passione \u00e8 studiare le forme pi\u00f9 insolite della sessualit\u00e0, ne sono diventato un divulgatore attraverso <\/strong>libri<\/strong><\/a>, eventi, conferenze e cos\u00ec via. Credo di essere anche l\u2019unico <\/strong>personal coach<\/strong><\/a> in Italia specializzato nel risolvere problematiche legate all\u2019eros estremo. Tu invece come sei finito a fare quel che fai?<\/strong><\/p>\n

In fondo ci\u00f2 che faccio \u00e8 non porre limiti alla mia curiosit\u00e0. Perci\u00f2 controbatto: come si pu\u00f2 vivere altrimenti?
Forse \u00e8 stata tutta colpa della letteratura. Da bambino la grande biblioteca in legno dei miei genitori era un irresistibile abisso di testi eterogenei: scavando bene potevi trovarci
Salgari<\/a> e Baudelaire<\/a>, Edgar Allan Poe<\/a> e la Bhagavadg\u012bt\u0101<\/em><\/a>, Peter Kolosimo<\/a> e Konrad Lorenz<\/a>, manuali di ipnotismo e di collezionismo naturalistico, ecc. Agli occhi di un piccolo e precoce lettore, per forza di cose tutte queste voci cos\u00ec diverse fra loro suggerivano un universo affollato di meraviglie e misteri.
Oggi mi occupo di meraviglia \u2013<\/em> che poi \u00e8 il sentimento alla base di ogni filosofia, arte, religione o scienza; \u00e8 la porta che mi d\u00e0 accesso a tutti i mondi possibili, nonch\u00e9 l’unica reazione plausibile al paradosso del cosmo in cui ci troviamo. Meravigliarsi di fronte alle stranezze degli uomini e della natura, di fronte alle vertigini del sesso e della morte \u2013 davvero, come si fa a vivere altrimenti?<\/p>\n

\u00a0<\/strong><\/p>\n

Osservando tanta gente che non si spinge mai oltre la desolazione del palinsesto Mediaset me lo chiedo spesso anche io, che per i libri \u201cstrani\u201d nutro ancora una specie di feticismo. Tuttavia dobbiamo anche ammettere che la filosofia \u00e8 forse un effetto collaterale di una curiosit\u00e0 meno nobile. L’ingresso al tuo campo di solito avviene attraverso il gusto per il morboso, e nel mio tramite l\u2019attrazione verso l’eccesso scioccante. Com’\u00e8 che poi si impara ad apprezzarne il lato sublime?<\/strong><\/p>\n

Ho il sospetto che se uno si sceglie un campo di attivit\u00e0 che ha a che fare con il tab\u00f9, specializzandosi in cose talmente adulte<\/em> da mettere a disagio gli adulti, questo abbia paradossalmente a che fare con una specie di sindrome di Peter Pan. Ci hanno proibito di dire \u00abcacca\u00bb ad alta voce, e quindi continuiamo a dirlo. Anzi, adesso ne abbiamo fatto una professione \u2013 e quindi, secondo le stesse regole delle brave persone, siamo inattaccabili, perch\u00e9 produciamo<\/em>. Tie\u2019.
In altre parole, a livello di impulso di base, forse proviamo ancora il giubilo di saltare dentro alle pozzanghere, non credi? Sporcarsi le mani con quello che gran parte delle altre persone trova abominevole. Dall’altro lato, si fa un passo in pi\u00f9: si scopre che in quel fango ci sono diamanti nascosti; che basta superare alcuni pregiudizi cognitivi – o semplicemente riconoscerli – per accedere a prospettive inedite e feconde. I territori liminali per loro stessa natura ci restituiscono il profilo di una cultura, ci aiutano a vedere la mappa nel suo complesso. E sono dannatamente divertenti ed emozionanti.<\/p>\n

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Resta per\u00f2 il fatto che questo approccio non sia molto diffuso. Naturalmente mi piace immaginarmi un intellettuale illuminato, per\u00f2 ogni tanto il dubbio di essere solo \u201cstrano forte\u201d rispunta. Nella tua esperienza, chi sono gli outsider che si impuntano ad appassionarsi del mondo a partire dai suoi angoli pi\u00f9 oscuri? A volte mi viene perfino il sospetto che si tratti solo di trovarsi fuori tempo, un po\u2019 come quando da bambino mi prendevano in giro perch\u00e9 leggevo i fumetti di supereroi, usavo i computer e amavo la fantascienza\u2026 che ora sono industrie di immenso successo e decisamente mainstream<\/em>. Tutto sommato lo spirito della <\/strong>wunderkammer<\/em><\/strong><\/a>, anche solo come passatempo mentale, era un classico del passato e magari torner\u00e0 in auge tra qualche anno. Quindi: siamo davvero outsider? Lo facciamo per snobismo? Alienazione? Moda? Adolescenza cronica?<\/strong><\/p>\n

Quando anni fa ti ho conosciuto di persona, dopo una fitta corrispondenza, abbiamo cenato chiacchierando amabilmente con una signorina molto graziosa, che tutto sembrava fuorch\u00e9 un’alienata. Eppure il suo hobby era cucire vagine con il filo chirurgico da sutura. All’ultimo convegno a cui ho parlato \u2013 quello del CICAP<\/a> di Piero Angela, quindi non certo un covo di death nerd<\/em> \u2013 dopo la mia conferenza una distinta signora \u00e8 venuta a discutere per un quarto d’ora di adipocera e saponificazione dei cadaveri, entusiasta di aver trovato finalmente qualcuno con cui conversare di certi argomenti che la incuriosivano, senza sembrare pazza.
Non so qual \u00e8 la tua esperienza, ma in tutti questi anni grazie al mio lavoro ho incontrato un sacco di persone straordinarie: la percentuale degli sciroccati \u00e8 prossima allo zero. C’\u00e8 anche da dire che se qualcuno arriva sul mio o sul tuo sito in cerca della semplice prurigine sensazionalistica, si annoia ben presto. I miei lettori coltivano interessi eccentrici, ma mai \u201cmorbosi\u201d. D’altronde, come dico spesso, non esiste la curiosit\u00e0 morbosa<\/em>, cio\u00e8 malata (da \u201cmal atto<\/em>\u201d, poco adatto), perch\u00e9 la curiosit\u00e0 \u00e8 al contrario sempre un adattamento, un sano vantaggio evolutivo.<\/p>\n

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Beh, il campo in cui mi muovo \u00e8 forse un po\u2019 diverso perch\u00e9 la curiosit\u00e0 del mio pubblico spesso nasce da una pulsione erotica che per sua stessa natura si nutre di irrazionalit\u00e0. Quindi s\u00ec, qualche sciroccato c\u2019\u00e8 \u2013 ma di solito quando entra in contatto con un certo modo di trattare la sessualit\u00e0, che unisce apprezzamento, sociologia e autoironia, gli aspetti malsani ne vengono disinnescati e si trasformano in una passione pi\u00f9 positiva. Visto che prima hai citato il CICAP, \u00e8 un po\u2019 quel che accade quando i fissati di paranormale scoprono la bellezza della scienza: d\u2019un tratto non provano pi\u00f9 interesse per fantasmi e alieni, semplicemente perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 \u201cmagica\u201d e affascinante della fantasia.
L\u2019idea di anomalia come vantaggio evolutivo mi piace, bench\u00e9 non sia sempre facile capire la differenza fra adattamento e degenerazione. Io per esempio mi trovo sempre un po\u2019 in difficolt\u00e0 quando devo trattare i <\/strong>
furry<\/strong><\/a> \u2013 specie da quando \u00e8 spuntata la loro <\/strong>deriva nazista<\/strong><\/a>! Nel tuo caso, qual \u00e8 la cosa pi\u00f9 bizzarra che hai incontrato?<\/strong><\/p>\n

Non saprei dirti, onestamente. La mia linea di lavoro \u00e8 piuttosto assurda, e finisce che non faccio pi\u00f9 caso alle stranezze che mi capitano, sono la mia quotidianit\u00e0. Ogni tanto qualcuno ridendo mi fa notare: \u00abTi rendi conto di quello che hai appena detto?<\/em>\u00bb, e solo allora mi accorgo che alcune frasi possono suonare un po’ strane. Cose del tipo: \u00abDevo essermi perso una sanguisuga in macchina<\/em>\u00bb, oppure \u00abOggi faccio un salto dal tizio che ha trovato in cantina la suora mummificata<\/em>\u00bb.<\/p>\n

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OK, allora cambio domanda. Quali bizzarrie non hai esplorato e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n

Ci sono alcune storie che decido di non raccontare. Chiamala linea editoriale o codice etico, come preferisci. Quando l’argomento \u00e8 gi\u00e0 stato trattato meglio di come potrei fare io, o rischia di essere troppo vicino a derive pulp e trash, allora lascio perdere. \u00c8 una linea sottilissima, e pu\u00f2 darsi che uno o due scivoloni io li abbia anche fatti, nel corso degli anni. Ma in genere se un argomento non mi fa brillare gli occhi e non mi tiene sveglio a spulciare febbrilmente le fonti, lo abbandono.
Anche tu sei un equilibrista, sempre sul filo del rasoio\u2026 che deontologia ti sei dato? Ti sei mai auto-censurato?<\/p>\n

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Avere tanto a che fare con il BDSM negli anni mi ha fatto capire che affrontare anche ci\u00f2 che ci mette a disagio non sia solo una questione di onest\u00e0 intellettuale, ma quasi un dovere morale. Non necessariamente per farselo piacere a tutti i costi, ma perch\u00e9 uscire dalla propria zona di comfort \u00e8 il modo migliore per ottenere una percezione pi\u00f9 chiara delle cose e, di conseguenza, di noi stessi. Hunter Thompson, quello di <\/strong>Paura e delirio a Las Vegas<\/em><\/strong><\/a>, lo chiamava edgework<\/em>, cio\u00e8 proprio \u2018operare sul filo del rasoio\u2019. Di conseguenza cerco di parlare <\/strong>di tutto<\/strong><\/a> ci\u00f2 che incontro con equilibrio e un pizzico di ironia senza essere irrispettoso. L\u2019unica eccezione consapevole \u00e8 stata per il fenomeno dei virped<\/em>, i \u201cpedofili virtuosi\u201d che lavorano con enormi difficolt\u00e0 per cambiare la percezione delle tendenze pedofile da pura minaccia sociale a condizione psicologica che possa essere dichiarata, gestita e possibilmente curata senza scatenare rappresaglie. Nonostante l\u2019argomento abbia implicazioni sociali interessantissime, ho scelto di non trattarlo per risparmiarmi ogni coinvolgimento nelle prevedibili sceneggiate politico-mediatiche che scoppieranno quando i \u201cgiornalisti\u201d italiani arriveranno (ormai con anni di ritardo) a <\/strong>parlarne a sproposito<\/strong><\/a>. Se proprio devo scrivere di stupratori di bambini, preferisco denunciare <\/strong>quelli veri e pi\u00f9 pericolosi<\/strong><\/a>.<\/strong><\/p>\n

Qui pi\u00f9 che censura percepisco un disgusto personale. Allora c\u2019\u00e8 qualcosa che ancora ti turba?<\/p>\n

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Sai, passando la vita a predicare la <\/strong>cultura del consenso<\/strong><\/a>, quel che pi\u00f9 mi turba \u00e8 quando il consenso <\/strong>non c\u2019\u00e8<\/strong><\/a>. Il che mi fa pensare a una cosa: se guardo un triplo fisting anale non mi impressiono particolarmente. Se tu guardi un’autopsia neanche. Eravamo gi\u00e0 cos\u00ec? Lo siamo diventati? Questo ci rende migliori o peggiori? Cosa invece ci sconvolge o ci commuove?<\/strong><\/p>\n

Ci si sente fighi, non \u00e8 vero? \u00ab2 girls 1 cup<\/em>, roba da pivellini per noi che guardavamo i video di Genki-Genki before it was cool<\/em>\u00bb. Si dimentica ogni modestia, quando ci si rende conto di avere sviluppato uno stomaco pi\u00f9 forte rispetto ad altri. Ecco, qui forse da parte nostra c’\u00e8 un po’ di vanit\u00e0 e auto-illusione. \u00c8 solo consuetudine, non c’\u00e8 nulla di eroico. Ci interessiamo di argomenti estremi, e dopo un po’ \u00e8 naturale che l’effetto del tab\u00f9 si attenui.
Da una parte \u00e8 meglio cos\u00ec, perch\u00e9 togliere di mezzo le sensazioni \u201cdi pancia\u201d favorisce l’analisi. Dall’altra, caro mio, sono emozioni che non torneranno. Tu non proverai mai pi\u00f9 il brivido della prima frustata, n\u00e9 io il subbuglio di tenere in mano per la prima volta un teschio umano. Per fortuna le cose che mi turbano e mi commuovono non mancano mai. Come scriveva Chesterton, \u201cil mondo perir\u00e0 non per mancanza di meraviglie, ma di meraviglia<\/em>\u201d.<\/p>\n

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Capisco cosa intendi e nemmeno io mi sento particolarmente superiore solo per avere sviluppato un po\u2019 pi\u00f9 pelo sullo stomaco. Molto credo dipenda dal fatto che, dietro l\u2019apparenza violenta delle pratiche BDSM e dei gesti dell\u2019eros estremo, ci sia in realt\u00e0 <\/strong>una grandissima empatia<\/strong><\/a> \u2013 una ricerca di <\/strong>trascendenza<\/strong><\/a>, addirittura. Negli argomenti che studi tu invece crudelt\u00e0, sopruso, abuso di potere sono spesso molto reali. Ma vero o simulato che sia, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tanta attrazione verso questo immaginario? Dove sta l’arte di tutto ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n

Permettimi una piccola parentesi etimologica. La derivazione di crudelt\u00e0<\/em> \u00e8 interessante, perch\u00e9 \u00e8 duplice: sembra che la parola discenda da cruor<\/em> (sangue, carne ferita) e da crudus<\/em> (crudo). L\u00e9vi-Strauss vede nel passaggio dal consumo di cibo crudo alla cottura uno dei fondamenti della civilt\u00e0; allo stesso modo, con la costituzione della polis<\/em> vengono relegati fuori dalle (simboliche) mura della citt\u00e0 tutti quei comportamenti che sono troppo animaleschi. Anche la crudelt\u00e0 viene condannata e bandita dalla societ\u00e0, si decide che la violenza sar\u00e0 ben delimitata dentro contesti leciti come il mantenimento dell’ordine o alcuni ambiti sacri altamente ritualizzati. Diventa quindi imperativo pensarci superiori alle altre creature, distinguere la nostra Cultura dalla Natura: non sopportiamo che il nostro corpo e il nostro istinto ci ricordino di essere animali. Chi cede all’indole bestiale, \u00e8 un barbaro<\/em> (letteralmente, \u201ccolui che balbetta\u201d, che non sa parlare greco, che vive al di fuori della civilt\u00e0 e del logos<\/em>). Questo dualismo Natura-Cultura, e la conseguente vergogna di provare \u201cancora\u201d istinti animaleschi, non \u00e8 mai tramontato, come sai benissimo anche tu. Il disgusto per le esternazioni del nostro corpo (rumori, secrezioni, infezioni e malattie) ne \u00e8 una declinazione, cos\u00ec come il tab\u00f9 della decomposizione.
Ecco, la crudelt\u00e0 mi intriga perch\u00e9 ci porta in contatto con tutto questo; ancora oggi, i crudeli non siamo mai noi, ma sempre e soltanto gli altri, i barbari. Salvo poi sintonizzarci sui salotti televisivi in cui i nostri simili sono messi alla gogna (versione odierna dei sacrifici umani), o in cui si fa record di ascolti con urla e improperi… e
condividere video<\/a> di bullismo, revenge porn<\/em> o slut-shaming<\/em>… E rallentare di fronte agli incidenti stradali, seguire la boxe, sbirciare le foto delle esecuzioni capitali… E adorare le storie truci, da Sofocle a Tarantino, da Shakespeare ai videogame. Intendiamoci, trovo questa ambiguit\u00e0 che ci portiamo addosso estremamente interessante: non serve a nulla demonizzarla, andrebbe esplorata. Forse la strategia giusta \u00e8 trasformarla in forza creativa. Non a caso l’arte migliore \u00e8 ancora quella crudele, quella che ci strappa qualcosa dentro.<\/p>\n

\"Ivan<\/p>\n

Allora mettiamola cos\u00ec: assorbire ed elaborare l’insolito porta vantaggi? Quali? O ce la stiamo raccontando?<\/strong><\/p>\n

No, non ce la stiamo raccontando. Dare valore all’esotico e al weird<\/em> significa coltivare una concezione del mondo che non \u00e8 fossilizzata su s\u00e9 stessi, sul proprio ombelico. Significa ammettere e desiderare la sorpresa, l’imprevisto, perfino il pericolo. Significa, in parte, voler sabotare la Visione Condivisa.
Quando tempo fa un amico mi disse che il mio lavoro era politico<\/em>, sobbalzai. Ma in definitiva forse c’\u00e8 una minima verit\u00e0, nel senso che spesso quello che faccio \u00e8 decostruire il mostruoso (il diverso, il \u201cbarbaro\u201d di cui parlavamo prima) e svelarne gli aspetti meravigliosi. Sono curioso di sapere tu, come vedi quello che fai; se lo iscrivi volentieri in una direzione politica. La libert\u00e0 sessuale \u00e8 davvero rivoluzionaria oppure \u00e8 reazionaria \u2013 solo un contentino, l’oppio da dare in pasto alle masse finch\u00e9 nel frattempo gli Illuminati si spartiscono il pianeta?<\/p>\n

 <\/p>\n

Ah, su questo argomento <\/strong>si \u00e8 scritto tanto<\/strong><\/a>, e forse tanto a sproposito. L\u2019idea che mi sono fatto \u00e8 che <\/strong>l\u2019educazione alla sessualit\u00e0<\/strong><\/a> \u2013 che non equivale alla semplice educazione sessuale \u2013 sia uno strumento indispensabile per restituire alle persone consapevolezza e controllo: sui propri corpi e sugli impulsi che le muovono. In questo senso \u00e8 un passaggio necessario per non essere pi\u00f9 trascinati dagli eventi e dalle manipolazioni sociali, oltre che per lasciarci alle spalle vere piaghe come le <\/strong>violenze di genere<\/strong><\/a>. Una vera libert\u00e0 sessuale si pu\u00f2 ottenere solo da questo tipo di consapevolezza, altrimenti si finisce solo per cadere nella trappola neoliberalista di credersi tanto disinibiti, e rimanere in realt\u00e0 solamente consumatori paganti di prodotti erotici preconfezionati. O peggio: di essere il prodotto stesso.
Il mio lavoro consiste proprio nell\u2019avvicinare le persone alle informazioni, a un modo di pensare che permetta di raggiungere questa liberazione erotica. Peccato che, senza nemmeno bisogno di tirare in ballo chiss\u00e0 quale cospirazione, tantissima gente sia cos\u00ec spaventata e confusa dalla sessualit\u00e0 che di mettersi a leggere ci\u00f2 che scrivo non se lo sogna neanche. <\/strong><\/p>\n

A proposito: uno che fa un mestiere come il tuo che razza di sogni erotici fa? Non so tu, ma io adesso sogno cose piuttosto banali.<\/p>\n

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Mah, direi che faccio sogni molto vari, ma erotici nessuno probabilmente perch\u00e9 le mie fantasie le soddisfo gi\u00e0 da sveglio. E uno che fa un lavoro come il tuo, in cui \u201cbanale\u201d indica robe tipo <\/strong>veneri anatomiche<\/strong><\/a> e <\/strong>tassidermia sperimentale<\/strong><\/a>, che cosa sogna la notte? <\/strong><\/p>\n

Non faccio pi\u00f9 i bei sogni avventurosi e fantastici della giovent\u00f9. Invece il mestiere contamina in maniera talvolta imbarazzante le mie percezioni durante la veglia. Un paio di giorni fa ero al ristorante, e mi sono accorto che il proprietario aveva avuto l’inusuale idea di appendere nella sala da pranzo, dall’altra parte della stanza, la riproduzione di una bella vanitas<\/em><\/a> settecentesca, con tanto di teschio e clessidra. Dopo aver pagato il conto, mi sono avvicinato al quadro per guardarlo meglio e mi sono reso conto che in realt\u00e0 non c’era traccia di teschi: il dipinto mostrava solo degli orribili fiori in un canestro di vimini.<\/p>\n

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Di simili intrusioni delle mie ossessioni nella percezione del quotidiano potrei raccontarne un sacco pure io. Per dire: qualche mese fa sono passato vicino a un\u2019insegna che indicava \u2018<\/strong>Mastro legno: legnami e compensati<\/strong><\/a>\u2019 \u2013 e istintivamente ho pensato \u00abBeh, questo \u00e8 proprio <\/strong>topping from the bottom<\/em><\/strong><\/a>!\u00bb\u2026 Il brutto \u00e8 che fossi serissimo. In fondo veniamo un po\u2019 tutti influenzati dalle nostre professioni. Qual \u00e8 l\u2019esperienza che pi\u00f9 ti ha trasformato?<\/strong><\/p>\n

Scoprire di essere affetto da una patologia neurologica degenerativa. \u00c8 successo qualche anno fa, proprio mentre con Carlo Vannini stavamo facendo le foto alla collezione di anatomia patologica dell’Universit\u00e0 di Padova. La scrittura del libro, Sua maest\u00e0 anatomica<\/em><\/a>, \u00e8 diventata un viaggio pi\u00f9 personale del previsto, perch\u00e9 cercare di comprendere il senso profondo della malattia e della sofferenza (i veri rimossi sociali odierni) si era di colpo trasformato in un’urgenza personale. Anche grazie a quel lavoro, sono stato in grado di vedere una nuova riserva di meraviglia perfino nella convivenza con i dolori e soprattutto con l’incertezza. Incertezza che in fondo, mi son detto, c’era anche prima. Questo \u00e8 solo il corpo che mi ricorda di non essere affatto sotto il mio controllo. Un memento mori<\/em> evidente e quotidiano, quindi per certi versi prezioso. E che forse ha in parte cambiato le mie priorit\u00e0, i rapporti di importanza tra doveri e piaceri.<\/p>\n

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Appunto: che cosa \u00e8 il piacere?<\/strong><\/p>\n

La fonte pi\u00f9 costante e profonda di godimento (sessuale o meno) che io abbia mai conosciuto \u00e8 la fantasia. Ti ho visto spesso ammonire i tuoi lettori del divario fra chi fantastica e chi mette in pratica, e mi pare che tu dia un credito maggiore alla seconda categoria. E hai ragione, quando ti riferisci per esempio alla distanza fra chi si definisce esperto di BDSM perch\u00e9 ha visto un paio di porno estremi, e chi ha dedicato una vita all’esplorazione dei sensi. Tuttavia quando voi esperti di sessualit\u00e0 pontificate, si avverte sempre questa vaga e leggera spocchia! Questo guardare dall’alto in basso chi fantastica, senza passare all’azione! Io invece rivendico il primato della fantasia sulla realt\u00e0. I grandi guru della concretezza, della sensualit\u00e0 spicciola, non sono mai stati buoni a dar consigli su come fare sesso oltre l\u2019event horizon<\/em>, non hanno mai detto di cosa si prova a fare l’amore mentre si viene risucchiati da un buco nero e la materia si concentra talmente che la velocit\u00e0 di fuga supera quella della luce. Chi fantastica, invece, pu\u00f2 dire di conoscere queste e mille altre cose, fino a prova contraria. La fantasia \u00e8, per esempio, l’onnipotenza di concepire un sesso impossibile:<\/p>\n

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\u201cSolitari richiami di lemuri vagavano dalle isole di cipressi palustri <\/em>[\u2026] Spasimi scossero il suo corpo e una verde bava erogena col\u00f2 dalle ghiandole sotto le sue branchie coprendo i due corpi con una bolla vischiosa \u2013 Sciogliendo carne e ossa in gelatina \u2013 Affond\u00f2 nel cliente \u2013 Spine dorsali si strofinarono e si fusero in piccoli scoppi di piacere elettrico \u2013 Venne risucchiato in altri testicoli \u2013 Una morbida grotta perlacea si chiuse attorno a lui pulsando sempre pi\u00f9 stretta \u2013 Si liquefece in dita di sperma che accarezzavano il pene dal di dentro \u2013 Contrazioni frementi mentre sprizzava attraverso carne rosa tumescente in un crescendo di colpi di tamburo eruppe fuori in un bagliore verde cadendo in lente convulsioni di sonno subacqueo<\/em>\u201d (William S. Burroughs, Il biglietto che esplose<\/a>, <\/em>1962).<\/p>\n<\/blockquote>\n

Se ne vedono di scene cos\u00ec, alle tue feste sadomaso<\/a>? No, caro mio, la fantasia batte la realt\u00e0 a mani basse!<\/p>\n

 <\/p>\n

E poi lo spocchioso sarei io? Tsk\u2026 Certo che la fantasia sia alla base di qualsiasi piacere, ma il bello sta proprio nel trovare il modo di trasformare i sogni in realt\u00e0. E alla peggio si pu\u00f2 sempre ricorrere a un paio di trucchetti neurologici niente male, o al potere evocativo dell\u2019ipnosi erotica.<\/strong><\/p>\n

Allora rincaro con lo snobismo, metto su i baffetti alla Dal\u00ec e ti dico: se un sogno ha bisogno di trasformarsi in realt\u00e0 per darti piacere, allora \u00e8 un sogno piuttosto meschino. (Oh, ma ti rendi conto che questa \u00e8\u00a0 la cosa pi\u00f9 vicina a una disputa televisiva che riusciamo a ottenere chiacchierando, io e te? Ipnosi erotica e alien sex<\/em>… chiss\u00e0 perch\u00e9 non ci invitano nei salotti della domenica!)<\/p>\n

 <\/p>\n

Mi sa che conviene tornare in territori a te pi\u00f9 consoni e passare da Eros a Thanatos: con la comprensione della morte derivante dai tuoi studi, come vivi la tua vita?<\/strong><\/p>\n

Ho forse pi\u00f9 dimestichezza della media con i fenomeni relativi alla morte, con le sue implicazioni psicologiche, e con la storia dei simboli tramite i quali abbiamo cercato di darle un senso. Ma non direi che \u201ccomprendo\u201d la morte, altrimenti non passerei cos\u00ec tanto tempo a studiarla. E in realt\u00e0 non si riesce mai del tutto a liberarsi dal \u201cgioco del bianco e del nero\u201d, cio\u00e8 il vedere opposti ovunque \u2013 quando sappiamo bene che vita e morte sono lo stesso processo. Bisogna continuare a rifletterci ogni giorno o si rischia di ricadere nell’illusione.
Come vivo la mia vita? Ecco, cercando di ricordarmi che va attraversata con leggerezza, come una danza, senza prenderla troppo sul serio.<\/p>\n

 <\/p>\n

Ti dir\u00f2 che mi aspettavo una risposta pi\u00f9 circostanziata, ma provvediamo subito. Per esempio, come esperto di decadimento e morte come ti vedresti nel ruolo di padre? Te lo chiedo perch\u00e9 nel mio caso ho una visione un po\u2019 cinica del mondo dovuta alla conoscenza approfondita delle statistiche sui disagi che attendono le generazioni future. Questo mi basta per guardarmi bene dal far figli, eppure cerco di migliorare un pochino il mondo per chi invece ne fa.<\/strong><\/p>\n

Anch\u2019io preferisco non avere bambini. Mi vedo meglio come \u201cparente acquisito\u201d di quelli dei miei amici. Ecco: non mi dispiacerebbe affatto essere quello zio un po\u2019 fuori di testa che ha sempre storie strane da raccontare, e con cui puoi parlare delle cose pi\u00f9 assurde. Mica scemo, dirai: tutti i vantaggi senza mai cambiare un pannolino! Appunto, mica scemo.<\/p>\n

 <\/p>\n

E se poi alla fine ci accorgessimo che l’obiettivo ideale \u00e8 \u201csolo\u201d una vita normalissima, stile Mulino Bianco?<\/strong><\/p>\n

Mi sa che \u00e8 un po’ troppo tardi ormai. Non ci rimarr\u00e0 che guardarci negli occhi, e sospirare: allora abbiamo toppato, eh, socio?<\/p>\n

 <\/p>\n

E per non toppare quale obbiettivo cerchi di raggiungere? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?<\/strong><\/p>\n

Ridere di tutto. Apprezzare l’inutile. Morire con curiosit\u00e0.<\/p>\n

 <\/p>\n

Ah, andiamo sul filosofico pesante, eh? Allora senti questa: fatti la domanda alla quale ti \u00e8 pi\u00f9 difficile rispondere.<\/strong><\/p>\n

Le domande che hanno una risposta sono quelle che non vale la pena porsi.
(Ivan Cheng-Tzi<\/em>)<\/p>\n

(Sigh\u2026)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Ivan Cenzi \u00e8 l\u2019anima di BizzarroBazar, un sito splendido che cerca di capire il mondo partendo dai suoi aspetti pi\u00f9 anomali \u2013 proprio come faccio io con Ayzad.com. 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