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Ipnosi erotica – Il gioco davvero oltre la tua portata

Il campo del sesso insolito è soggetto, come qualsiasi altro, a mode e manie passeggere. In parte ciò è dovuto alla tendenza a cercare sempre nuovi divertimenti tipica delle persone curiose, in parte all’imitazione e in parte allo sbagliatissimo ma frequente celolunghismo di chi pensa di dover mostrare un piumaggio più colorato della concorrenza per attrarre un po’ d’attenzione. Questo è il motivo, per esempio, per cui durante gli anni Novanta s’è vista una corsa verso abiti di latex sempre più elaborati e sgargianti, o per cui dall’inizio del secolo le intricatezze del bondage giapponese hanno quasi completamente sostituito il “vecchio” stile occidentale di legare i propri partner di letto.
L’ultima fissa sembra essere quella dell’ipnosi erotica, che dopo essere stata per decenni una minuscola sottocultura è esplosa di colpo arrivando perfino in giri mainstream quali Vice. Negli ultimi mesi pare che ci sia un sacco di gente che la pratica alle feste kinky, tiene seminari sul tema o partecipa a incontri piccoli e grandi dedicati a mandar qualcuno in trance per scopi sessuali. E che dire delle legioni di Svengali de noantri che spuntano come funghi online? A questo punto, mi pare il caso di esaminare il fenomeno più da vicino.

Il fascino dell’ipnosi erotica è piuttosto chiaro, e non è nulla di nuovo. Se siete abbastanza navigati da rammentare le orride vendite per corrispondenza che si trovavano nelle ultime pagine delle riviste da parrucchiere ricorderete che i manuali tipo ‘diventa un ipnotista invincibile!’ erano un classico assieme agli occhiali a raggi X e ai corsi di body building in 7 giorni. L’elemento comune di tutte quelle truffette era il loro pubblico: adolescenti insicuri che speravano in una soluzione magica che li trasformasse in dei del sesso… o che per lo meno trovasse loro una fidanzata.
Non c’è da stupirsi, allora, se quegli stessi annunci oggi sono vivi e vegeti sotto forma di banner e siti sui nostri schermi – o più precisamente sugli schermi del loro nuovo pubblico di uomini (e qualche donna) disperati e ignoranti che spende già fortune su ridicoli corsi da “artista del rimorchio” e manuali di “scienza della seduzione”. Il vero mercato dell’industria dell’ipnotismo amatoriale è questo: persone con gran problemi di socializzazione che non hanno mai imparato a rapportarsi con altri esseri umani, e invece di migliorarsi sperano di aggirare le proprie mancanze grazie a improbabili ausili artificiali. Lo stesso tipo di persone che, per fortuna, non rappresentano un pericolo serio semplicemente perché sarà ben difficile che abbiano mai l’occasione di mettere la teoria in pratica. Ma c’è anche un’altra categoria interessata a questa attività.

Gli esploratori sessuali – specie nell’ambito della comunità BDSM – in genere non hanno difficoltà nel trovare partner volenterosi. Per loro l’ipnosi è solo un altro modo attraverso cui sperimentare la dinamica di dominazione e sottomissione: un modo godibile e divertente per controllare ogni sensazione, emozione e azione del “soggetto”, oppure per lasciarsi completamente andare e abbandonarsi a una condizione di totale vulnerabilità. Ammesso che si tratti di persone mature ed etiche non c’è malizia o abuso di potere nelle loro interazioni: tutto è SSC (sano, sicuro e consensuale). La trance non è che uno strumento fra i tanti, tipo la corda nel bondage, con il vantaggio aggiuntivo di consentire forme di gioco assai bizzarre e creative.
Con l’ipnosi si può, per esempio, controllare il grado di eccitazione o sensibilità al dolore del vostro partner come se fossero regolati da manopole immaginarie; inibire o intensificare a piacere i loro orgasmi; legarli con corde invisibili; applicare bende e bavagli mentali efficaci quanto quelli veri se non di più; far loro sperimentare giochi di ruolo come se fossero veri… Le possibilità sono infinite e, sinceramente, parecchio più divertenti dei giochini da salotto che avrete visto eseguire da quei “maghi” da televisione. Che, detto per inciso, di solito non praticano affatto ipnotismo.

A proposito: facciamo una piccola parentesi per chiarire alcuni equivoci comuni riguardo l’ipnosi. Prima di tutto: l’ipnotismo da palcoscenico, quello che si vede in spettacoli di dubbio gusto in cui i membri del pubblico vengono “mesmerizzati” e trasformati in tavoli umani messi in equilibrio fra due sedie, vengono fatti comportare come animali da cortile o spinti a fare azioni imbarazzanti… è per il 50% esibizionismo consapevole, al 40% una scusa con se stessi per scatenare il narcisismo, al 9% fisiologia di base e solo per l’1% vero ipnotismo. Non si tratta di una mia opinione, ma di dati provenienti dal più autorevole libro sull’argomento.
L’ipnosi vera e propria è uno stato mentale in cui si è allo stesso tempo iperattenti e profondamente rilassati, che si può raggiungere anche sotto la guida di un’altra persona e che consente di comunicare per via diretta con la parte inconscia della mente. Semplificando un po’ le cose, poiché ogni azione e pensiero consci hanno origine nell’inconscio, questo accesso prioritario alla “sala comandi” del cervello può dare risultati concreti e francamente spettacolari. Un’applicazione mozzafiato, per esempio, è in sala operatoria dove l’ipnosi viene usata per bloccare ogni dolore durante gli interventi in quei casi in cui le condizioni cliniche del paziente non consentano l’impiego di normale anestesia. Cose così estreme, tuttavia, sono più l’eccezione che la regola.

donna ipnotizzata

La condizione ipnotica – detta anche ‘trance’ – viene sperimentata da tutti in forma ben più banale diverse volte al giorno, come minimo subito prima di addormentarsi e nei primi istanti dopo il risveglio. Se vi siete mai stupiti di aver fatto qualche azione “automatica” – come guidare dal lavoro fino a casa senza però ricordarvi niente del viaggio, o ritrovarvi davanti al frigo aperto senza la minima idea di cosa voleste prendere – avete avuto la prova che l’inconscio avesse preso il comando mentre la mente cosciente era temporaneamente “spenta”. Un’altra forma comune di trance è imbambolarsi davanti al televisore o perdere il senso del tempo con un videogame ripetitivo.
Davvero: l’ipnosi non ha niente di misterioso. Il trucco sta solo nel portare il cervello a uno stato di rilassamento che si autoalimenta diventando sempre più profondo. Questo fra l’altro è anche il motivo per cui non si può imparare a ipnotizzare ripetendo a pappagallo le litanie standard scritte nei libri o copiando un video di YouTube. Un buon ipnotista analizza attentamente il soggetto, ne riconosce i segnali di tensione e rilassamento, e ci lavora sopra usando un mix di numerose tecniche. Tutti possono riuscirci con relativa facilità, ma per diventare almeno un po’ bravi servono molto studio e moltissima pratica.

Un’altra convinzione diffusa è che mentre si è in trance si possa essere costretti a comportarsi contro la propria volontà o i propri valori. Ciò non è del tutto vero: per sua stessa natura, una sessione di ipnosi condotta come si deve può essere vista come una specie di scusa di cui l’inconscio approfitta per fare ciò che già voleva, libero dalle redini della mente conscia. In questo processo l’ipnotista è solamente una guida, che inoltre si assicura di contenere eventuali eccessi indesiderati.
D’altro canto, se avete visto un esempio di ipnosi non etica, tipo il famoso speciale televisivo di Derren Brown The assassin, saprete che esiste una possibilità concreta di abusare di queste tecniche. Certo, mettere a confronto una persona normale con un ingannatore professionista è ingiusto (e oltretutto varie opere descrivono casi estremi di vera ipnosi criminale che non hanno portato a nulla)… però è proprio l’etica il fattore che molti entusiasti di ipnosi erotica sottovalutano gravemente.

Voglio essere il più chiaro possibile: l’ipnosi non può essere trattata come un gioco. Anche in questo caso non si tratta dell’opinione di un umile educatore sessuale, ma viene nientemeno che dalla suprema autorità sull’inconscio: il dottor Sigmund Freud. Il fatto è che in origine la sua tecnica psicanalitica usava proprio l’ipnosi come scorciatoia per raggiungere l’inconscio… ma la abbandonò in favore dell’approccio conversazionale quando si rese conto di non riuscire a tenere a bada l’inconscio dei suoi pazienti, che a volte risultava pericoloso. Quindi, a meno che non siate assolutamente sicuri di essere più in gamba di Freud stesso, suppongo che questo significhi che non si deve giocare con roba che non si può controllare davvero.
È chiaro che l’ipnosi erotica sia figa e attraente, ci mancherebbe. Ma vedetela così: c’è qualcuno che non vede l’ora di diventare una bambola di cui abusare; una dinamica di squilibrio di potere che esaspera ogni sorta di trigger; l’eccitazione sessuale che porta ai massimi livelli ogni emozione; una seconda persona che con ogni probabilità ha solo una vaga familiarità con tecniche che per diventare appena un po’ affidabili richiedono anni di studi. Riuscite a immaginarvi in quanti modi tutto ciò possa andare molto, molto storto? Pensate solo agli effetti traumatici di una “semplice” sessione di BDSM che non abbia funzionato e moltiplicateli per la mancanza di controllo intrinseca in uno stato di trance. Se leggere la frase precedente non vi ha spaventato a morte, fidatevi di me: o siete molto ignoranti, o sociopatici. In entrambi i casi dovreste tenervi ben lontani dall’ipnotismo.

Arrivati a questo punto l’obiezione tipica sarebbe che però questa pratica, proprio come tutti gli altri giochini zozzi, non dovrebbe essere giudicata. Dopotutto alla base dell’eros estremo c’è l’etica: tutto viene fatto fra adulti consenzienti e competenti… no?

Beh, non proprio. Quello è come dovrebbero andare le cose, certo. Tuttavia spero di essere riuscito a spiegare quanto sia improbabile che il vostro ipnotista del sesso sia davvero competente in ciò che fa, e quanto altrettanto difficile sia che il soggetto abbia negoziato accuratamente ogni dettaglio dell’esperienza. Come minimo, nel momento in cui entra in trance non ha più coscienza della realtà che lo circonda e quindi diviene incapace di ritirare il consenso in caso di problemi! E purtroppo sentirsi sicuri delle proprie abilità non è la stessa cosa di possedere veramente quelle capacità.
Ho vissuto abbastanza da sapere che là fuori c’è qualcuno realmente capace di approcciare l’ipnosi erotica in modo pienamente sano e sicuro; magari non sarei altrettanto certo della parte sul ‘consensuale’, appunto. Inoltre ho incontrato abbastanza persone che si proclamano “maestri di bondage” senza capire un tubo di ciò che fanno con le corde e abbastanza “esperte dominatrici” altrettanto all’oscuro della natura dei loro giochi… che quando si ha a che fare con pratiche tanto delicate preferirei esagerare con la diffidenza piuttosto che affidarmi alla persona sbagliata.

Insomma, spero che non mi odierete troppo per avere infranto un sogno di gloria così meraviglioso, ma come al solito ho ritenuto che essere informati sulla realtà e i rischi di una pratica erotica valga più di una fantasia. Comunque guardate il lato positivo: anche lasciando perdere l’ipnosi sessuale, ci sono centinaia di altri giochi più sicuri con cui divertirsi!

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